«Evita» si conferma uno spettacolo di tutto rispetto

Al Teatro Nazionale Croato «Ivan de Zajc» di Fiume si è svolta la seconda première del musical di Andrew Lloyd Webber con il cast capeggiato da Elena Brumini

Elena Brumini nel ruolo di Evita. Foto: Dražen Šokčević

La seconda première del musical “Evita” di Andrew Lloyd Webber (sui testi di Tim Rice) ha confermato che il Teatro Nazionale Croato “Ivan de Zajc” ha al suo attivo un altro spettacolo di tutto rispetto. Anche se non così brillante come quello che ha segnato la scorsa stagione, “Sunset Boulevard”; e il motivo va ricercato principalmente nella trama del musical, piuttosto piatta e priva di particolare carica drammatica, e nella carenza di una più profonda caratterizzazione dei personaggi, soprattutto di quello principale. Questo, forse, anche il motivo per cui lo spettatore non viene coinvolto emotivamente nelle vicende di vita della protagonista, rimanendo piuttosto indifferente durante tutta la durata del musical. Lo spettacolo è stato comunque accolto con entusiasmo dal pubblico, confermando ancora una volta il grande amore dei fiumani verso questo particolare genere scenico-musicale.

Ivan Šimatović ed Elena Brumini. Foto: Dražen Šokčević

Sfida superata
A capeggiare questa volta il cast del musical, che non è considerato come sostituto del primo, bensì come la seconda versione – allo stesso livello – dello spettacolo, è stata Elena Brumini che, forte della sua esperienza nel musical, ha superato la grande sfida che il ruolo di Evita pone dinanzi a ogni attore/cantante. Anche se la sua è una voce di mezzosoprano, quindi di una tessitura più grave rispetto a quella in cui è stato scritto il ruolo di Eva Perón, l’attrice connazionale ha impiegato tutta la sua competenza tecnica per eseguire le parti più vocalmente esigenti del suo ruolo. Nonostante in alcune parti non sarebbe guastata una voce più robusta, Elena Brumini è riuscita comunque a offrire un’interpretazione ricca di sfumature.
Stefano Surian, che alla prima première ha divertito il pubblico nei panni di Augustin Magaldi, ha questa volta ricoperto il ruolo del Che, il secondo ruolo più importante dello spettacolo. Vocalmente è stato corretto e preciso, mentre dal punto di vista attoriale ha bisogno di ulteriore esperienza sul palcoscenico.
Bella intesa
Ivan Šimatović ha offerto un’interpretazione piuttosto sottotono di Juan Perón, anche se possiede una voce dal timbro vellutato e ha avuto una bella intesa con Elena Brumini, soprattutto nella scena del loro incontro e della seduzione (“I’d be surprisingly good for you”). Nella sua interpretazione del ruolo di Magaldi, Marko Fortunato ha puntato più sull’esecuzione suadente del suo tango, che sulla comicità.
Uno dei segmenti meglio riusciti dello spettacolo è stato l’intervento di Katja Budimčić (amante di Perón), che ha eseguito con la sua limpida voce e la giusta carica emotiva il brano, uno dei più belli del musical, “Another suitcase in another hall”. Peccato che la sua esecuzione fosse disturbata da problemi tecnici, a quanto pare, con il microfono che indossava.

Elena Brumini esegue “Don’t cry for me Argentina”. Foto: Dražen Šokčević

Scene di massa di grande effetto
Le scene di maggior effetto sono state quelle di massa, con il popolo in piazza che segue i discorsi dei coniugi Perón dinanzi a Casa Rosada. La regista Renata Carola Gatica ha creato l’effetto di grande movimento introducendo l’azione contemporanea su più piani della scena e utilizzando pure lo spazio della platea per raccontare la trama. Pertanto, tra le scene di massa più riuscite si colloca senza dubbio “A new Argentina”, in cui il coro “Josip Kaplan” e i ballerini hanno un ruolo di spicco. I coristi occupano qui, cantando e agitando le bandiere argentine, anche tutto il perimetro della platea.
L’orchestra, diretta dal maestro Igor Vlajnić, è stata un sostegno sicuro a tutti gli interpreti. Ricordiamo che lo spettacolo è stato realizzato impiegando tutte le forze dello “Zajc”, ovvero i Drammi Croato e Italiano, l’Opera e il Balletto, al quale si sono aggiunti i membri del Teatro fiumano dei giovani “Kamov”, il gruppo di danza K2K, il succitato Coro giovanile “Josip Kaplan” e quello di voci bianche “Kap”, istruiti da Doris Kovačić.
Il pubblico ha premiato con un prolungato applauso e ovazioni anche la seconda première di “Evita”.
Chissà con quale musical rallegreranno il pubblico fiumano il Maestro Vlajnić e lo “Zajc” nella prossima stagione? Noi avremmo già qualche suggerimento…

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