Tra memoria e musica, si è svolta presso l’Auditorio di Portorose la celebrazione della 79esima Festa della Repubblica Italiana, evento promosso dal Consolato Generale d’Italia a Capodistria con l’Alto Patronato del presidente della Repubblica Italiana. L’appuntamento, che ha riunito cittadini e rappresentanti istituzionali dei Comuni di Ancarano, Capodistria, Isola, Pirano, del Friuli Venezia Giulia e della Croazia, si è aperto con l’esecuzione degli inni nazionali italiano, sloveno ed europeo.
Da «Mission» a «Estasi dell’oro»
Dopo i saluti del Console generale, Giovanni Coviello e dell’Ambasciatore italiano a Lubiana, Giuseppe Cavagna, il pubblico ha potuto assistere al concerto “Omaggio a Morricone”, eseguito dall’ensemble femminile “Le Muse” sotto la direzione del Maestro Andrea Albertini, con la voce del soprano Daniela Placci. Il grande compositore Ennio Morricone ha firmato oltre 500 colonne sonore insieme a brani di musica leggera, attraversando generi, epoche e continenti. Da “Mission” a “Gli intoccabili”, da “La leggenda del pianista sull’oceano” a “Nuovo Cinema Paradiso”, la sua musica è riuscita a toccare le emozioni più intime dell’animo umano, guadagnandosi un posto nella memoria collettiva. Il suo sodalizio con registi come Sergio Leone, Giuseppe Tornatore e Quentin Tarantino ha creato coppie indissolubili tra suono e immagine, consacrando il genere delle colonne sonore a forma di arte pura e autonoma. L’ensemble ha ripercorso capolavori come “La Califfa”, “Malèna”, “Légami!”, “C’era una volta in America” e “Il buono, il brutto, il cattivo”, culminando nella tesa e intramontabile “Estasi dell’oro”. Il tutto è stato accompagnato dalla proiezione su maxischermo delle scene più significative, con i primi piani di molti volti e con le distese dei paesaggi, rendendo così omaggio anche ai registi e alla loro fotografia.

Foto: GORAN ŽIKOVIĆ
Infanzia e carriera
Il Maestro Albertini ha introdotto ogni sezione del concerto raccontando alcuni tratti della biografia di Morricone, con aneddoti, momenti salienti della sua carriera e riflessioni sulla sua evoluzione artistica. I presenti hanno così potuto scoprire e riscoprire le vicende di un uomo che ha attraversato la musica italiana, europea e americana, da una foto d’infanzia condivisa con Sergio Leone, al licenziamento dalla RAI per difendere la propria indipendenza artistica sino al successo globale. Indimenticabile il tributo a “Sacco e Vanzetti”, da cui emerge l’anima più sociale del compositore, sensibile alle storie di giustizia negata, di anarchici pacifisti, di migranti italiani trovatisi, senza motivo, davanti alla pena di morte. Compositore prolifico e rivoluzionario, genio italiano dal cuore universale, Ennio Morricone ha ricevuto moltissimi riconoscimenti internazionali: tre Grammy, quattro Golden Globe, sei BAFTA, dieci David di Donatello, un Oscar onorario nel 2007 e una statuetta nel 2016 per “The hateful eight” di Tarantino.
Solidarietà con il popolo ucraino
Morricone ha saputo incarnare il suono dell’Italia nel mondo, portando le sue melodie dalle piazze italiane ai più grandi teatri internazionali, sino alle cerimonie di premiazione a Hollywood. A cinque anni dalla sua scomparsa, i suoi spartiti continuano a vivere in esibizioni in contesti simbolici come quello di Piazza Indipendenza a Kiev, dove “Le Muse” hanno suonato il 2 giugno su invito dell’Ambasciatore italiano in Ucraina, Carlo Formosa. Proprio lì, ha raccontato Albertini, per la prima volta il tricolore italiano è stato proiettato sul monumento alla Madre Patria, in segno di solidarietà con il popolo ucraino e come omaggio alla Festa della Repubblica della Penisola. In una contemporaneità segnata dalla distruzione, dall’occupazione e dalla disinformazione, l’arte diviene così scudo e resistenza. La cultura non è soltanto un’espressione estetica, ma un mezzo di opposizione all’annientamento dell’identità, alla violenza e alla propaganda: un atto di resilienza e di affermazione della dignità umana di cui ogni Repubblica democratica dovrebbe essere promotrice.
L’evento, organizzato dalla collaborazione tra il Consolato, l’Università Popolare di Trieste, la Comunità Autogestita Costiera della Nazionalità Italiana, il Comune di Pirano, l’Auditorium di Portorose e la Regione FVG, ha quindi voluto celebrare la Repubblica Italiana tramite una delle sue figure più eccelse.

Foto: GORAN ŽIKOVIĆ
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