Enea Dessardo: «Leggere è scoprire la magia di mondi immaginati»

Il presidente della Comunità degli Italiani di Fiume svela i titoli dei libri che gli sono rimasti impressi

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Enea Dessardo: «Leggere è scoprire la magia di mondi immaginati»
Enea Dessardo Foto: Goran Žiković

La domanda più difficile per un appassionato di lettura e di libri è “Qual è il tuo libro preferito?”. Come scegliere tra decine e anche centinaia di titoli che ci hanno emozionato, commosso, fatto piangere e rabbrividire, che ci hanno entusiasmato con la bellezza della scrittura, la chiarezza del pensiero espresso, la capacità di coinvolgerci in una storia incalzante, che ci hanno fatto sognare e immaginare mondi nuovi, terre che non abbiamo mai visto, ma descritte in maniera così incantevole da suscitare un’inspiegabile nostalgia. E poi, quale criterio adottare? Scegliere i libri che hanno determinato una svolta nella nostra vita, che ci hanno fatto crescere, che ci hanno emozionato e che ci sono rimasti dentro per giorni, oppure quelli che ci hanno aperto gli occhi in riguardo a un argomento o problema, che ci hanno insegnato qualcosa di nuovo e aiutato a superare un periodo difficile nella nostra vita. Quale che sia il criterio, è sempre un compito quasi impossibile da assolvere senza che ci si senta insoddisfatti della lista stilata. Perché i libri che meritano di venire menzionati sono così numerosi e la lista non sarà mai definitiva. Ed è un bene che sia così perché vuol dire che le possibilità sono infinite e che ci evolviamo di lettura in lettura. Nell’intento di conoscere i gusti letterari di persone di spicco della scena culturale della CNI, come pure quelle appartenenti alla maggioranza, abbiamo posto loro proprio la domanda più difficile: di scegliere cinque libri preferiti in base a un criterio personale.

Il presidente della Comunità degli Italiani di Fiume, Enea Dessardo, che da qualche settimana ricopre anche la carica di consigliere in seno al Consiglio cittadino in rappresentanza della minoranza nazionale italiana, non è attivo soltanto nella promozione e tutela dei diritti della CNI del capoluogo quarnerino, ma si dedica anche al lavoro con i giovani nell’ambito del Try Theatre. I suoi numerosi impegni non gli impediscono, però, di coltivare un’altra passione, la lettura, per cui ha risposto molto volentieri al nostro invito di presentare i suoi cinque libri preferiti. Più un bonus.
“Per me la lettura rappresenta, oltre alla magia di mondi immaginati e ideali senza limiti di alcun tipo, soprattutto un veicolo per crescere e svilupparsi, allargando i propri orizzonti e modi di pensare – ci ha riferito –. Un vero e proprio superpotere, che permette a ognuno di noi di migliorarsi in autonomia, seguendo i propri ritmi ed esplorando nuove idee, nuovi concetti, nuove interpretazioni delle realtà che ci circondano. I libri che mi hanno maggiormente colpito sono, di conseguenza, per forza quelli che hanno avuto un forte impatto su di me dal punto di vista valoriale e che hanno, in certi casi, gettato luce su argomenti che prima ignoravo o offerto considerazioni nuove”.

La fortuna di avere insegnanti eccezionali
“Lungo tutto il mio percorso scolastico, ho sempre avuto la fortuna di trovare insegnanti di lingua italiana eccezionali. Il primo anno delle medie superiori l’ho completato a Cividale del Friuli, presso il Liceo classico Paolo Diacono, con un giovane prof friulano che insegnava sia italiano che geostoria. Era uno di quegli insegnanti che non si limitava a fornire e richiedere dati e informazioni, ma che insisteva che i suoi alunni imparassero a ragionare ed esprimere in modo coerente i loro pensieri. Verso metà anno scolastico decise di assegnarci un libro diverso dai soliti classici già affrontati insieme, come La fattoria degli animali e 1984 di Orwell. Si trattò di L’orda. Quando gli albanesi eravamo noi, di Gian Antonio Stella, un saggio che ripercorre la storia dell’emigrazione italiana non focalizzandosi sui grandi numeri, ma sui suoi aspetti umani e personali. Dalla povertà e dalla fame nello Stivale, alla difficile scelta di abbandonare i propri luoghi natii, per approdare in nuove società dove spesso si veniva accolti con diffidenza, scherno, pregiudizi, e in molti casi discriminazione e violenza. Il titolo del saggio, seppur esplicito, in realtà non prepara appieno il lettore alla conclusione: quanti dei discorsi e atteggiamenti che oggi abbiamo in Europa sono esattamente gli stessi che noi Italiani abbiamo subito sulla propria pelle fino a pochi decenni fa.
Rimanendo ai tempi del liceo, un altro libro che mi ha colpito molto mi è stato consigliato dal prof di sociologia – L’etica protestante e lo spirito del capitalismo di Max Weber. L’idea del lavoro e dell’impegno come vocazione, di dovere nei confronti della società che ci circonda mi ha spesso motivato a dare una mano a colleghi e conoscenti, a studiare mezz’ora in più o a partecipare a un bando anche quando mi trovavo indeciso. Senza il capolavoro di Weber, credo che oggi starei vivendo una vita molto diversa e forse più tranquilla, ma decisamente meno emozionante”.

Le vicende della Prima Repubblica
“Qualche anno dopo, uno dei primi esami sostenuti all’Università di Trieste è stato quello di Storia contemporanea. Una delle monografie assegnate fu I nemici della Repubblica. Storia degli anni di piombo di Vladimiro Satta, che analizza in modo magistrale i principali episodi di terrorismo, le stragi e le trame golpiste della Prima Repubblica. Il libro, oltre a descrivere dettagliatamente il clima, le logiche politiche e l’impatto che i diversi gruppi attivi in quegli anni hanno avuto sulla società italiana, mette anche in risalto il carattere e l’integrità delle Donne e degli Uomini che hanno invece sempre servito fedelmente lo Stato, anche sapendo di rischiare la propria incolumità. Emblematico è l’esempio del generale dei Carabinieri Carlo Alberto dalla Chiesa che, dopo essere riuscito a contrastare con successo le Brigate Rosse, venne ucciso a Palermo dalla mafia.
Anche Uno, nessuno e centomila è stato un libro che mi ha subito affascinato perché attraverso i pensieri di Vitangelo Moscarda, il personaggio principale del romanzo, Luigi Pirandello riesce a descrivere tutte quelle sensazioni e incomprensioni che spesso ci capitano nella vita quotidiana, ma che raramente riusciamo ad afferrare. Leggendo questo romanzo, per la prima volta sono riuscito a capire bene quanto in realtà siano molto più importanti l’interpretazione e il significato che alle mie parole e alle mie azioni danno gli altri, piuttosto che le mie intenzioni. Da quando l’ho letto, credo sia cambiato parecchio il mio modo di comunicare e ho iniziato anche a interpretare con molta più apertura e comprensione le parole e le azioni degli altri – semplicemente, nessuno di noi può mai sapere appieno come veniamo visti da chi ci circonda”.

L’importanza dell’umiltà
“Un libro che mi piace riprendere in mano di tanto in tanto è invece una raccolta delle più belle poesie di Tin Ujević, Dušin šipak. Due su tutte mi sono sempre piaciute in modo particolare, Jedan čovjek priča o sebi e Svakidašnja jadikovka. Entrambe sottolineano l’importanza dell’umiltà e la necessità dell’essere umano di confrontarsi con i suoi simili per sfuggire alla solitudine. L’interazione tra individui, quella vera e sincera, non mediata dalla tecnologia (o, al giorno d’oggi, esercitata attraverso lo schermo), credo sia la risposta giusta alle sfide dell’umanità e il messaggio che Ujević voleva trasmettere ai suoi lettori quasi un secolo fa. La poetica di Ujević l’ho scoperta già ai tempi del Liceo, ma è stato durante i primi lockdown della pandemia che è diventata una delle mie preferite.
Come libro bonus, che niente ha a che fare con gli altri della lista, aggiungo per concludere il romanzo A Sailor of Austria, di John Biggins. La storia è quella di Otto Prohaska, un ceco con una lunga tradizione famigliare di fedeltà all’Impero al quale viene assegnato il comando di uno dei sottomarini austroungarici durante la prima guerra mondiale. Basta questo per capire che il capitano Prohaska, accompagnato da marinai italiani, croati, austriaci e sloveni, partendo da Pola vivrà nel romanzo decine di avventure strampalate e comiche, ai limiti del verosimile, lungo la costa dell’Adriatico. Un libro leggero e divertente da leggere, con molti riferimenti alle isole e ai porti dell’Istria e del Quarnero che noi della CNI conosciamo molto bene”.

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