L’altra sera, presso il Salone delle Feste della Comunità degli Italiani di Fiume, al cospetto di una folta presenza di docenti, studiosi, filosofi e personalità legate tanto al percorso intellettuale quanto a quello umano e personale di Elvio Baccarini, prof. al Dipartimento di Filosofia della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Fiume nonché collaboratore del nostro quotidiano, è stato presentato il libro “Arte, apprendimento, morale”, incontro promosso dalla Cattedra di Estetica ed Epistemologia del succitato Dipartimento dell’Ateneo quarnerino, in collaborazione con il sodalizio fiumano. Il volume indaga il rapporto tra arte, apprendimento e riflessione morale, soffermandosi in particolare sulla letteratura e sulla sua funzione conoscitiva entro la riflessione estetica contemporanea. Nel corso della serata sono intervenuti, accanto all’autore, i professori Boran Berčić, Milica Czerny Urban, Corinna Gerbaz Giuliano, Snježana Prijić-Samaržija e Aljoša Pužar, mentre a moderare l’incontro è stata la professoressa Iris Vidmar Jovanović.
La verità della finzione
Al centro del manuale vi è la tesi cognitivista secondo cui l’arte, e soprattutto la letteratura, possiede una funzione conoscitiva e morale parte integrante del valore artistico. La letteratura viene così ricondotta a una forma di comprensione dell’esperienza umana. Vidmar Jovanović ha indicato il libro quale primo approdo sistematico di Baccarini alla filosofia della letteratura e dell’arte, rilevandone la capacità di attraversare alcune delle più significative elaborazioni contemporanee sul valore cognitivo e morale dell’esperienza estetica. Lo scritto, secondo la studiosa, si presenta come strumento introduttivo e fonte teorica per chi opera nell’ambito filosofico. Boran Berčić ha ricondotto la discussione entro una matrice aristotelica, insistendo sull’idea che la letteratura possieda una portata conoscitiva più ampia della ricostruzione storica. Se la storia registra ciò che è avvenuto, la narrazione letteraria esplora il dominio del possibile, dischiudendo configurazioni dell’umano oltre il dato fattuale. Attraverso “Il vecchio e il mare” di Hemingway, il recensore ha osservato come la finzione riesca a illuminare nuclei profondi dell’esistenza, cogliendo tensioni e desideri appartenenti alla struttura stessa dell’esperienza umana.
Ampio spazio è stato dedicato al rapporto tra letteratura e formazione etica. Richiamando il particolarismo morale di Jonathan Dancy, Berčić ha osservato che il giudizio morale non può essere ridotto all’applicazione automatica di principi universali, poiché l’agire umano si manifesta entro circostanze irriducibili alla norma. La moralità richiede dunque lo sviluppo di una sensibilità aperta alla singolarità delle situazioni concrete. In questa prospettiva la letteratura assume un ruolo decisivo, poiché permette di esercitare il giudizio attraverso l’esperienza immaginativa del conflitto, della fragilità e dell’ambiguità etica. L’arte diviene così uno strumento di affinamento della coscienza morale. Anche Aljoša Pužar ha insistito sul carattere non autonomo della produzione letteraria. Ogni testo, in quanto espressione linguistica, entra in rapporto con dimensioni storiche, politiche ed etiche. Pur mantenendo un impianto analitico saldo, il libro di Baccarini mostra come la narrativa contribuisca a modellare la sensibilità individuale e sociale. Secondo Pužar, uno degli aspetti più significativi del volume riguarda la dimensione emotiva della lettura e della scrittura. L’arte agisce attraverso la formazione degli affetti e delle disposizioni interiori, contribuendo alla costruzione del sentimento morale. Entro questa cornice si colloca anche la riflessione sul rapporto tra arte e politica, affrontato evitando sia la subordinazione ideologica dell’opera sia l’ipotesi di una sua assoluta neutralità.
Filosofia, didattica e formazione
Una particolare attenzione è stata riservata anche alla dimensione didattica dell’opera. Corinna Gerbaz Giuliano, lettrice del libro, ha ricordato come il testo tragga origine anche dall’esperienza di insegnamento della filosofia della letteratura nel Corso di laurea in Italianistica. Il testo si configura dunque quale strumento destinato alla formazione universitaria e contributo teorico al dibattito contemporaneo sull’estetica. Nel corso del suo intervento è stata inoltre sottolineata la qualità linguistica del libro, contraddistinto da una scrittura di notevole precisione argomentativa e da una raffinata elaborazione stilistica. Entro questa medesima linea interpretativa si è inserita anche la riflessione di Milica Czerny Urban, che ha evidenziato la maniera in cui Baccarini fa convergere filosofia politica, epistemologia, etica ed estetica entro un orizzonte teorico unitario. L’opera restituisce così l’immagine di una disciplina che si sviluppa nel confronto continuo tra questioni e prospettive differenti. Rilievo è stato attribuito anche al metodo argomentativo adottato dall’autore, segnato da correttezza teorica e attenzione nei confronti delle posizioni divergenti, quasi a ricondurre la pratica filosofica a una forma di responsabilità intellettuale.
L’ampliamento dell’umano
Snježana Prijić-Samaržija ha individuato nel concetto di comprensione uno dei nuclei più profondi del volume. L’arte, secondo la prospettiva difesa da Baccarini, non trasmette verità nel senso scientifico del termine né produce dimostrazioni, ma amplia la comprensione del mondo e dell’esperienza umana. Attraverso la letteratura il soggetto entra in contatto con prospettive, conflitti e possibilità estranee alla propria esperienza empirica, maturando una maggiore consapevolezza epistemica e sensibilità morale. La riflessione sviluppata nel testo insiste dunque sull’idea che il valore artistico non possa essere separato dalla sua dimensione conoscitiva ed etica. L’esperienza estetica viene così ricondotta a un ampliamento delle possibilità di interpretazione del reale. Baccarini ha rivolto un sentito ringraziamento ai collaboratori, ai colleghi e agli amici che, nel tempo, hanno accompagnato e alimentato il suo percorso di ricerca e di riflessione. La serata si è infine conclusa con un momento conviviale organizzato in collaborazione con l’associazione delle studentesse e degli studenti di Filosofia “Furija”.


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