A poche ore dalla scadenza del contratto di Mirko Soldano come direttore facente funzione del Dramma Italiano del Teatro Nazionale Croato “Ivan de Zajc” di Fiume, la vicenda legata al futuro della compagnia di prosa in lingua italiana resta aperta e continua a suscitare interrogativi. In vista dell’imminente scadenza dell’incarico di Soldano, abbiamo interpellato il presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana, Marin Corva, per capire il prosieguo della situazione.
Corva ha confermato che sono in corso contatti e colloqui con la sovrintendente dello “Zajc”, sottolineando un clima di dialogo che, a suo dire, potrebbe portare a una soluzione condivisa.
“Dopo aver avuto la notizia che a Mirko Soldano non verrà rinnovato il contratto per il ruolo di responsabile del Dramma Italiano – ha dichiarato Corva – ho contattato immediatamente la sovrintendente Dubravka Vrgoč, con la quale in questo periodo ho instaurato un rapporto positivo. Abbiamo avuto dei primi colloqui telefonici e ci siamo anche incontrati di persona. È stato un incontro molto propositivo, durante il quale le ho spiegato quali sono le priorità per quanto riguarda la Comunità Nazionale Italiana, la specificità del Dramma Italiano e la necessità di avere una persona che conosca la nostra realtà e che sappia soddisfare le esigenze della CNI”.
Corva ha precisato che, parallelamente ai contatti con la sovrintendente, sono in corso consultazioni anche all’interno del Dramma Italiano. “Nel frattempo ho parlato più volte con Mirko e con altre persone del DI. Assieme a Mirko e ad altre persone sto preparando una proposta sulla quale per il momento non voglio esprimermi, perché non ho ancora avuto modo di discuterne con la sovrintendente. C’è la promessa di vederci al più presto per trovare una soluzione”.
Pur riconoscendo che la decisione finale spetta alla direzione del Teatro, Corva ha ribadito il ruolo dell’Unione Italiana come interlocutore istituzionale imprescindibile per una compagnia che opera in lingua minoritaria. “Vrgoč ha delle idee su dei possibili candidati – ha aggiunto – sulle quali non mi metto a discutere perché l’opinione è sua. Però sono convinto che nel corso della nostra prossima riunione troveremo una soluzione che corrisponda alle sue ambizioni – perché alla fine dei conti la decisione è sua – ma che risponda anche alle esigenze della CNI. Nel sistema del Dramma Italiano deve esserci una struttura che rispetti la specificità della CNI”.
Il presidente della Giunta esecutiva ha inoltre espresso fiducia nell’esito del confronto in corso: “Sono convinto che troveremo una soluzione, anche per il semplice fatto che l’incontro con la sovrintendente è stato molto propositivo”.
Corva ha poi ricordato la collaborazione avuta con Mirko Soldano durante il suo mandato di facente funzione. “Nel periodo in cui Mirko ha ricoperto questo ruolo – ha sottolineato – io e lui abbiamo collaborato benissimo e abbiamo avviato dei progetti paralleli a quella che è l’attività di base del Dramma Italiano. Ho lavorato bene anche con la sovrintendente”.
Non è mancata un’opinione sul modo in cui la vicenda è stata gestita sul piano della comunicazione. “La situazione alla quale si è arrivati – l’ho ribadito più volte – andava gestita in modo più diretto, per evitare che si arrivasse a un contesto in cui è mancata una comunicazione aperta all’interno del Dramma Italiano. Esprimo questo mio parere nei confronti di Mirko, degli attori del DI e delle persone coinvolte come la produttrice Noemi Dessardo”.
Corva ha inoltre espresso gratitudine per il ruolo positivo svolto dalla sovrintendente nelle relazioni con il mondo teatrale italiano. “La comunicazione con la sovrintendente è sempre stata molto buona – ha detto – e ha avuto sempre un occhio di riguardo per le collaborazioni dello ‘Zajc’ con i teatri italiani, che è ovviamente un fatto positivo”.
Infine, il presidente della Giunta esecutiva ha ribadito l’obiettivo di rafforzare la presenza del Dramma Italiano sul territorio della CNI. “Auspico una maggiore presenza del DI sul territorio ed è anche per questo che abbiamo avviato ‘Čechov in commedia: due atti unici in lingua rustica’. L’Unione Italiana ha sostenuto questo progetto proprio per consentire al Dramma Italiano di essere più presente nelle nostre zone”.
Con il termine del mandato di Mirko Soldano ormai alle porte, la partita sulla futura direzione del Dramma Italiano resta dunque aperta, tra la necessità di una decisione formale da parte della sovrintendenza dello “Zajc” e la richiesta dell’Unione Italiana di garantire continuità, identità e rappresentatività a una delle realtà culturali di spicco della CNI.
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