Le anteprime mensili per i programmi cinematografici dell’Art cinema di Fiume tra il 2009 e il 2021 ideate da Dragan Rubeša hanno superato i confini regionali. Il suo volume “Šifra: Rubeša. Sabrani tekstovi Dragana Rubeše pisani za Art kino” (Codice: Rubeša. Raccolta dei testi di Dragan Rubeša scritti per l’Art cinema) è stato presentato alla Fiera Interliber che si conclude domani a Zagabria.
I suoi testi sono stati raggruppati dando vita non solo a un semplice libro, bensì a una vera e propria enciclopedia cinematografica, piena di dati e nozioni in grado di appassionare e istruire chi la legge. Il volume è un omaggio alla sua attività in seno alla cineteca fiumana presentato dalla direttrice dell’Art cinema Slobodanka Mišković, dalla curatrice cinematografica Tanja Vrvilo e dalla critica cinematografica e redattrice dell’edizione cinematografica dell’HFS, Diana Nenadić.
Slobodanka Mišković ha voluto ricordare la collaborazione con Rubeša durata oltre un decennio. “Con Rubeša si è collaborato innanzitutto ad alcuni piccoli eventi e programmi cinematografici, e poi abbiamo valutato l’idea di avviare un cinema che offrisse un repertorio di film di produzione artistica e indipendente – ha spiegato commossa Mišković –. All’epoca ciò sembrava un’utopia. Da una parte ci credevamo, ma non sembrava vero che riusciremo a farcela. Nel 2008, grazie al sostegno della Città, abbiamo inaugurato l’Art cinema. Rubeša è stato un ottimo collaboratore sin dal primo giorno”, si è detta fiera Mišković di aver avuto l’onore di conoscere il grande critico cinematografico.
La curatrice Tanja Vrvilo ha aggiunto che il volume narra soprattutto di politica dell’Art cinema. “I vari festival e le istituzioni culturali affrontano oggi il tema delle pratiche green, analizzando il fatto se abbia senso stampare i materiali dei programmi, ma allo stesso tempo ignorando che tutto ciò che è disponibile in Rete in molti casi scompare irrimediabilmente”, è stata l’idea di Vrvilo. Nelle opinioni di Rubeša si poteva intravedere una grande libertà di espressione, incontrare la sua non convenzionalità e la volontà di stare con i deboli del cinema, i cosiddetti indipendenti, tanto lontani dal mondo blockbuster.
Rubeša accoglieva con piacere esperienze cinematografiche diverse dal comune, più intime e spesso più profonde rispetto ai grandi successi commerciali. Attratto dai film indipendenti, d’autore, capaci di offrire nuove prospettive, stili unici e storie originali, si accostava spesso a pellicole provenienti da paesi non famosi per la loro cinematografia su scala globale.
La critica cinematografica Diana Nenadić, ha spiegato che secondo lei questo progetto è insolito perché finora non sono stati pubblicati annunci di programmi cinematografici da nessuna parte e forse non sono stati percepiti come testi d’autore autonomo, ma quelli di Rubeša erano tutti testi originali.
“Dragan Rubeša ha sempre avuto il bisogno di avvicinare il mondo intero attraverso un caso di cui stava scrivendo o di trovare un denominatore comune per i film che sarebbero usciti al cinema quel mese – ha aggiunto Nenadić –. La simbiosi tra cinema e Rubeša come ideatore del programma cinematografico è stata perfetta. Questi scritti non ce li abbiamo in nessun cinema; gli annunci mensili sono ormai in disuso. Prevalgono testi scritti dagli addetti alle pubbliche relazioni che, a volte, non provano alcuna passione per il cinema”, è stato specificato.
Il volume, presentato ora anche nella capitale, celebra la passione inesauribile di Dragan Rubeša per il cinema e la sua curiosità verso mondi cinematografici meno noti e non mainstream, come i film amatoriali, asiatici e di nicchia. Grazie a lui, il pubblico croato ha scoperto un vasto tesoro del cinema mondiale.
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