Dolce Garbo Ensemble. Repertori lontani, risultato sconnesso

Scarso interesse per l’appuntamento nell’ambito della rassegna estiva del TNC «Ivan de Zajc» di Fiume, playlist banale e prevedibile. Apprezzabile l’idea artistica del progetto

74
0
Dolce Garbo Ensemble. Repertori lontani, risultato sconnesso
I musicisti hanno proposto un viaggio tra Mediterraneo, America Latina e Balcani

Pubblico piuttosto scarso, domenica sera, in Piazza della Risoluzione fiumana per il concerto del Dolce Garbo Ensemble inserito nel cartellone estivo del Teatro Nazionale Croato “Ivan de Zajc”. Un peccato, perché i presenti hanno seguito l’esibizione con partecipazione e l’hanno salutata con applausi sinceri e generosi.

La limitata affluenza può avere diverse spiegazioni: una promozione mediatica poco incisiva, la scarsa notorietà dell’ensemble presso il pubblico locale e un prezzo del biglietto non particolarmente invitante. Probabilmente hanno inciso tutti questi fattori, contribuendo a una serata che conferma come la rassegna estiva dello “Zajc”, pur continuando a proporre appuntamenti interessanti, fatichi talvolta a ritrovare il richiamo delle edizioni più fortunate.

Classici internazionali
Il programma era costruito come un viaggio musicale tra Mediterraneo, America Latina e Balcani. Il repertorio – o, per usare un termine più attuale, la playlist – ha però ricordato molto quello che negli anni Settanta si poteva ascoltare sulla terrazza dell’Albergo Kvarner di Abbazia: una successione di classici internazionali affidati a nuovi arrangiamenti.
Da “Bésame mucho”, “Lágrimas negras” e “Quizás, quizás, quizás” si è passati a “Il mondo” e “Dicitencello vuie”, fino alla tradizione dalmata con “Adio kerida” e alla canzone croata “Ero s onoga svijeta”. Brani che raccontano amore, nostalgia e viaggio attraverso culture diverse e che l’ensemble rilegge mescolando jazz, world music, musica colta e tradizioni popolari.
Le rielaborazioni, pur senza rivoluzionare il materiale originale, hanno offerto momenti di autentico interesse. I passaggi più riusciti sono arrivati dagli interventi degli strumentisti: sax, clarinetto e percussioni hanno saputo alleggerire la prevedibilità della scaletta con assoli eleganti, fantasiosi e tecnicamente convincenti. Sono stati proprio loro il valore aggiunto della serata.
Meno convincente è apparsa invece la prova del cantante Tomislav Čizmić. Per chi conosce la lingua italiana, la dizione è risultata spesso incerta, limite emerso con maggiore evidenza nell’interpretazione di “Dicitencello vuie”, dove la pronuncia napoletana ha inevitabilmente perso naturalezza. Non un dettaglio secondario in un repertorio nel quale il peso della parola è parte integrante dell’espressività musicale.

Il repertorio ha toccato generi quali jazz, world music e musica colta

Programma divergente
L’idea artistica del progetto rimane comunque apprezzabile. Mettere in dialogo repertori lontani tra loro è una sfida interessante, ma in questa occasione il risultato è apparso discontinuo: la qualità dei musicisti non è sempre riuscita a compensare la sensazione di ascoltare una raffinata operazione di riproposizione più che una rilettura davvero originale.
Qualche perplessità suscita anche la scelta del bis. Il concerto si è concluso con “Dalmatino”, brano fortemente identitario per la cultura dalmata. Una decisione che, a Fiume, rischia di risultare poco centrata. La città ha una storia e una sensibilità diverse da quelle della Dalmazia e il richiamo finale al “colore bianco”, tradizionalmente associato all’Hajduk di Spalato, storica rivale del Rijeka, difficilmente poteva avere lo stesso significato che avrebbe avuto più a sud. È probabile che l’ensemble, formato da musicisti di diversa provenienza, non abbia colto queste sfumature. Ma proprio questo conferma come, accanto alla qualità musicale, sarebbe stata auspicabile una maggiore attenzione al contesto della città ospitante.
Sul palco si sono alternati Tomislav Čizmić (voce), Leonardo Donado (pianoforte), Goran Bojčevski (clarinetto e sassofono), Krešimir Tomec (basso), Einar Escaf (batteria), Žiga Šercer (percussioni) e DJ JAMirko (Mirko Vičentić), musicisti provenienti da esperienze e tradizioni differenti, riuniti nel progetto internazionale Dolce Garbo Ensemble. Ospite, infine, come voce femminile, Milena Vasić. Rappresentati, quindi, oltre alla Croazia, la Macedonia del Nord, la Colombia, la Serbia e la Slovenia.

Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.

L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.

No posts to display