«Disobbedisco» per raccontare D’Annunzio da diverse prospettive (foto)

TRIESTE | “Disobbedisco”, uno stesso titolo per il libro e la mostra che hanno portato a Trieste Bruno Giordano Guerri, Presidente del Vittoriale degli Italiani, dove tutto parla di Fiume e dell’impresa dannunziana. Gli oggetti in mostra provengono in gran misura dal Vittoriale degli Italiani ma anche da prestigiose collezioni pubbliche e private: sono presenti l’autovettura con la quale d’Annunzio fece il suo ingresso a Fiume, la bacchetta che il famoso direttore d’orchestra Arturo Toscanini donò a Luisa Baccara corredata del programma del concerto di Fiume del novembre del 1920 e la commovente presenza della maestosa bandiera tricolore (6 metri x 4 metri) utilizzata da Gabriele d’Annunzio nell’atto riconciliatore del ricoprire le bare – di rivoluzionari e soldati insieme – caduti nel Natale di sangue.
L’esposizione è il primo grande evento di un intenso programma di appuntamenti per celebrare il Centenario dell’Impresa fiumana.
Per il primo avvenimento del Centenario fiumano, non si poteva scegliere luogo più significativo di Trieste anche perché qui è più facile parlare di D’Annunzio, che è storia d’Italia. Il discorso diventerebbe certo più delicato se proposto a Fiume, che ha smesso di essere Italia dopo la decisione dei Quattro grandi riuniti nel 1947 per decide del destino delle terre italiane orientali. Ecco quindi la necessità di individuare a Trieste un motivo importante per evidenziare il Centenario: qui d’Annunzio visse la sua prima pericolosa impresa aerea durante la guerra e alla città dedicò numerosi proclami fino al vittorioso ingresso delle truppe italiane il 4 novembre 1918.
In questa cornice, Fiume e Trieste si incontrano e possono intrecciare le pagine di storia, ricordando un antico culto patriottico che si tramutò in sogno rivoluzionario anticipando le avanguardie, le utopie e le rivolte del Novecento.

Il servizio integrale nell’edizione in edicola domani 13/7/2019

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