Dignano. Il Portogallo conquista la giuria del 23º «Leron»

Si è conclusa l'edizione 2025 del Festival internazionale del folclore. Premiate la virtuosità strumentale e l'originalità degli strumenti musicali, la varietà dei costumi e la passionalità dell'esecuzione

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Dignano. Il Portogallo conquista la giuria del 23º «Leron»
I partecipanti davanti al Duomo di S. Biagio. Foto: CI DIGNANO/VALTER ZANCO

“Leron” 2025, vince il Portogallo! A conquistare la giuria alla 23esima edizione del Festival internazionale del folclore di Dignano è stato il grupo folclórico e etnográfico de Granja do Ulmeiro. La giuria composta da Lorella Limoncin Toth, Lidija Nikočević e Massimo Brajković ha premiato i folcloristi di Soure in Portogallo per la virtuosità strumentale e l’originalità degli strumenti musicali, la varietà dei costumi e la passionalità dell’esecuzione. Sul palco il gruppo portoghese ha ricreato uno spaccato di vita di un tempo, fatto di gesti semplici e autentici. Le donne, con i cesti in testa, hanno rievocato la quotidianità del lavoro, mentre i bambini hanno riportato in scena i giochi di una volta, carichi di allegria. Tra musica e sorrisi, il pubblico ha potuto rivivere l’atmosfera genuina di una comunità che custodisce con orgoglio le proprie radici.

La coreografia vincente dei macedoni.
Foto: VANJA STOILJKOVIĆ

I vincitori
Il premio per l’originalità e l’accuratezza filologica dei costumi è andato al GF “Balarins de Riviere” di Magnano in Riviera (Udine, Italia), quello per gli strumenti popolari e l’esecuzione strumentale al gruppo folklorico “Kerkent” di Agrigento (Italia), mentre per la coreografia e la danza tradizionale sono stati premiati i macedoni “Megdan” di Bogdanci. Sono stati loro i veri vincitori del pubblico, conquistando tutti con la loro energia travolgente. Una danza vibrante, guidata dal suono ipnotico del piffero e dalla potenza instancabile dei tamburi, ha trasformato il palco in un’esplosione di energia collettiva. E catturato Piazza del Popolo.
A presenziare alla serata finale del Festival, tra gli altri, il sindaco della Città di Dignano, Igor Orlić, la vicesindaco in quota C NI, Manuela Geissa e il presidente dell’Unione Italiana, Maurizio Tremul. Nel suo discorso, Tremul ha tenuto a sottolineare come il “Leron” unisca popoli e culture e festeggi la multiculturalità: “Un grazie in questo senso va detto ai bumbari, che con questa e altre iniziative portano avanti la nostra cultura e identità”.

Piazza del Popolo in tutta la sua bellezza.
Foto: CI DIGNANO/VALTER ZANCO

Una grande festa
Accanto ai gruppi premiati, a salire sul palco per la serata finale del Festival sono stati il gruppo folk “I Brighella” di Comun Nuovo (Bergamo, Italia) e l’Associazione dell’area russofona del Međimurje “Kalinka” (Čakovec, Croazia). A deliziare il pubblico dignanese è stato inoltre il coro sardo “Cantos e Melodias”, che si è esibito a fine serata, mentre si era in attesa del verdetto della giuria. Nell’occasione, sono state consegnate le targhe a tutti i partecipanti, mentre con l’ammainabandiera è calato il sipario su un’altra eccellente edizione del Festival. È stata però ancora festa: proprio come la sera prima, si è stati in Piazza della Libertà per continuare a festeggiare.

Le donne portoghesi in sfilata.
Foto: CI DIGNANO/VALTER ZANCO

Il passato che vive
Il ricco programma di sabato è iniziato già in mattinata con il ricevimento dal sindaco e la tavola rotonda sul tema “Il ruolo dei gruppi folcloristici nella valorizzazione del passato e nella trasmissione delle tradizioni e dei costumi popolari”, moderata da Gaia Forlani. Nel suo discorso introduttivo, Forlani ha catturato l’essenza del folclore: “Quando parliamo di folclore, non stiamo semplicemente evocando un repertorio di canti, costumi o danze popolari. Parliamo di un fenomeno più profondo: un modo in cui il passato continua a respirare nel presente, generando futuro. È un tessuto vivo, fatto di simboli, suoni, colori, gesti che non si lasciano relegare in un museo, ma che si incarnano in chi li porta e li rinnova. I gruppi folcloristici hanno in questo un ruolo essenziale: sono i custodi e al tempo stesso i trasformatori di un patrimonio che non è statico, ma dinamico. Essi ci insegnano che il tempo non è soltanto lineare, con un passato che si chiude per lasciar posto a un presente che scivola via verso il futuro. No. Il tempo delle tradizioni è circolare, è spiraliforme, è una trama in cui le voci degli antenati continuano a dialogare con noi, e in cui i nostri gesti diventeranno, a loro volta, memoria viva per chi verrà dopo”. In serata il Duomo di S. Biagio ha ospitato la messa solenne.

Pronti per il ricevimento dal sindaco.
Foto: CI DIGNANO/VALTER ZANCO

Tre giorni di eventi
Ricorderemo che la tre giorni è iniziata giovedì con “Aspettando il Leron…”. Da qualche anno, a precedere il Festival vero e proprio è infatti la serata dedicata alla tradizionale furlana, di cui hanno parlato gli esperti Vidoslav Bagur e Dario Marušić. A presentare le furlane sono stati i gruppi folcloristici delle Comunità degli Italiani “Armando Capolicchio” di Gallesano e di Dignano e il GF “Balarins de Riviere”. Nell’occasione, Marušić ha parlato delle somiglianze e delle differenze tra le varie furlane, mentre Bagur ha anticipato un evento speciale che si terrà il 25 ottobre al Teatro Popolare Istriano. Una serata che vedrà salire il palco tutti e dieci i gruppi folcloristici europei che oggi ballano la furlana.
Il programma è continuato venerdì con la sfilata dei partecipanti lungo via Merceria, cui è seguita l’esibizione dei gruppi di casa: la Società musicale “Sokol” di Pinguente, i gruppi folcloristici delle CI di Gallesano e Dignano e la Società dei montenegrini di Peroi “Peroj 1657”.
ll Festival viene organizzato dalla Comunità degli Italiani di Dignano e dall’Unione Italiana in collaborazione con l’Università popolare di Trieste. La manifestazione si avvale del supporto finanziario dell’Assessorato alla cultura e territorialità della Regione istriana e del Consiglio per le minoranze nazionali della Repubblica di Croazia e gode del patrocinio della Città di Dignano. A condurre il programma in Piazza Gaia Forlani e Milan Pavlović. Arrivederci ad agosto 2026 e alla 24esima edizione del “Leron”!

La CI di Dignano in via Merceria.
Foto: CI DIGNANO/VALTER ZANCO

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