Dare agli alunni un’umanità più profonda dell’insegnamento

La prima giornata del Corso di formazione per docenti di Lingua Italiana ha coinvolto 200 insegnanti

La presentazione di Gianfranca Šuran

Ha avuto luogo ieri la prima delle due giornate del Corso di formazione online per docenti di Lingua Italiana, teso all’approfondimento e alla discussione sulle pratiche d’insegnamento scolastico. L’incontro, organizzato per il tramite della piattaforma Zoom e intitolato “Dalla lingua alla letteratura. Dalla letteratura alla lingua”, ha coinvolto quasi 200 docenti e insegnanti di lingua e letteratura italiana, sia come lingua materna (L1), sia come lingua secondaria (L2).

 

 

Il rapporto tra lingua e letteratura
All’inaugurazione del Corso, introdotto e mediato da Gianfranca Šuran, consulente superiore per la Minoranza Nazionale Italiana presso l’Agenzia per l’Istruzione e l’Educazione (AZOO) della Croazia, hanno partecipato anche Lina Pliško, rettrice della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi “Juraj Dobrila” di Pola; Fabrizio Fioretti, direttore del Dipartimento di Italianistica dello stesso Ateneo e Dubravka Brezak Stamać, direttrice dell’AZOO. “Il programma selezionato per questo corso – ha riferito Pliško –, ovvero il rapporto che s’instaura tra la lingua e la letteratura, è interessante non solamente per la straordinaria mole di relatori coinvolti nel progetto, ma anche e soprattutto in quanto offre un’immagine concreta delle esperienze e degli esempi concreti di prassi d’insegnamento”. In Croazia, ha spiegato, l’insegnamento della lingua e della letteratura italiana fa parte dei programmi universitari da oltre 40 anni, mentre nell’ambito scolastico viene promosso da più di cinque decenni, a dimostrazione della rilevanza di tale ambito per il sistema formativo del Paese. “Ciò che trovo particolarmente affascinante in merito al programma di questo Corso è l’idea della lingua come promotore di cultura e identità culturale”, ha dichiarato Dubravka Brezak Stamać. “La valutazione finale del Corso – ha aggiunto – rivelerà i bisogni degli insegnanti di lingua italiana e le necessità legate alle pratiche d’insegnamento”.

La prima giornata del Corso è stata articolata in due sessioni comprendenti cinque interventi durante i quali, sotto diversi punti di vista, sono state affrontate varie tematiche inerenti all’insegnamento scolastico della lingua italiana, come ad esempio le numerose pratiche attraverso le quali si può fornire formazione o le modalità di valutazione dei lavori degli alunni.

Dall’identità culturale alla cultura globale
Gianfranca Šuran, nella lezione intitolata “La lingua quale volano dell’identità culturale”, si è soffermata sulle varie sfaccettature della lingua e della letteratura italiana che possono essere utilizzate al fine di facilitare l’apprendimento e innescare un maggiore interesse per la materia da parte degli alunni. Spiegando il modo in cui la lingua s’instaura nella creazione dell’identità culturale di un Paese, la relatrice ha introdotto il concetto del “prestigio della lingua”, la cui promozione, ha spiegato, implica di conseguenza anche l’esaltazione di tutto quanto appartiene alla data cultura, come ad esempio, nel caso dell’Italia, le varie scoperte e invenzioni attribuite alla cultura italiana.

La parola è passata poi a Teo Banko, insegnante presso la Scuola Media Superiore Italiana “Dante Alighieri” di Pola. Banko ha esposto alcuni “Esempi di buona prassi nell’insegnamento della lingua italiana quale lingua materna”, illustrando le strategie dei tre tipi principali d’apprendimento attivo (cognitivo, sociale e operativo). Si tratta di una forma d’acquisizione delle conoscenze che man mano sta prendendo il posto delle classiche modalità d’insegnamento in quanto offre una vasta gamma di vantaggi tra cui, in particolare, un maggior livello di partecipazione da parte degli alunni che, di conseguenza, facilita l’apprendimento della materia. In questo senso, risulta estremamente importante l’ideazione di programmi interattivi, con discussioni, esercitazioni e l’utilizzo di materiali integrativi. In particolare, Banko ha illustrato un esempio dell’insegnamento del celebre sonetto di Cecco Angiolieri “S’i’ fosse foco” e dei relativi approcci alla materia.

In seguito, Sergia Adamo, docente dell’Università degli Studi di Trieste e collaboratrice del Dipartimento di Italianistica di Pola, ha parlato dei vari livelli del concetto di cultura globale. Nel corso dell’intervento “Cultura italiana globale: letteratura e convergenze transmediali”, la relatrice ha spiegato il rapporto, osservabile al giorno d’oggi, tra i nuovi media e quelli di vecchio stampo. In particolare, l’intervento di Sergia Adamo ha cercato di rispondere a due domande chiave: che cosa significa oggi studiare la cultura e la letteratura italiana in relazione al resto del mondo?; Qual è il significato del concetto di divergenze? Nella seconda parte della lezione è stata illustrata la convivenza e la convergenza dei vecchi e nuovi media nella percezione di determinati prodotti culturali da parte del pubblico, attraverso tre casi di studio: la serie televisiva italiana “Gomorra”, ispirata all’omonimo romanzo best-seller di Roberto Saviano; Elena Ferrante e la tetralogia “L’amica geniale”, il caso letterario globale assoluto per eccellenza, a detta della Adamo; e il tema della migrazione all’interno della letteratura italiana.

Teo Banko ha esposto le strategie dei tre tipi principali di apprendimento attivo

Esempi di buone prassi
La seconda sessione della prima giornata del Corso è stata incentrata sulle prassi e le esperienze concrete legate all’insegnamento della lingua italiana nelle scuole. Il primo dei due interventi della seconda parte del programma è stato quello di Marija Puškarić, docente e consulente superiore per la lingua italiana presso l’AZOO, la quale ha presentato un “Esempio di buona prassi nell’insegnamento della lingua italiana nelle prime classi della scuola media superiore (L2)”. Particolarmente interessante è stata la spiegazione della Puškarić in merito alla cosiddetta rubrica valutativa applicabile all’insegnamento e ai vantaggi di un tale strumento di valutazione.

L’ultimo intervento è stato quello di Tea Soldatić Stojimirović, insegnante presso la Scuola elementare “Veruda” di Pola. Attraverso “Esempi di buona prassi nell’insegnamento della lingua italiana nelle quinte classi della scuola elementare (L2)”, la relatrice ha spiegato l’importanza di un approccio variegato all’insegnamento. Esercizi di problem solving, giochi di gruppo e discussioni in classe sono solo alcune delle modalità con le quali è possibile avvicinare e facilitare l’apprendimento per gli alunni. In questo senso, ha spiegato, risulta decisamente importante spiegare agli allievi a priori i criteri di valutazione che verranno applicati a un determinato esercizio. In questo modo, gli alunni possono approcciarsi all’esercizio con una corretta impostazione mentale e concentrarsi sui giusti punti della lezione.

Sergia Adamo ha illustrato il tema “Cultura italiana globale”

Un approccio all’avanguardia
Gli argomenti trattati in occasione del primo dei due appuntamenti del Corso, seppur diversi tra loro, riflettono l’idea di un approccio all’insegnamento scolastico assolutamente all’avanguardia, che tiene conto non solamente di un diverso modo di intendere la valutazione del sapere, ma anche e soprattutto delle reali difficoltà e necessità degli alunni nell’ambito dell’apprendimento della lingua e letteratura italiana. Come spiegato da Gianfranca Šuran nella prima parte dell’incontro, “gli alunni non cercano dai professori solamente sapere, ma anche un’umanità più profonda dell’insegnamento”.

Il Corso è stato organizzato dal Dipartimento di Italianistica della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi “Juraj Dobrila” di Pola, in collaborazione con la Società Dante Alighieri di Roma e con il contributo dell’Istituto Italiano di Cultura di Zagabria. Il progetto è stato coordinato da Tanja Habrle ed Eliana Moscarda Mirković, responsabili dei Corsi di laurea monocurriculare in Lingua e letteratura italiana e del Programma di Doppia Laurea ITALI dell’Università “Juraj Dobrila”.

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