«Dannunzieggiare» ovvero ricordare di osare sempre

Fiume. Sugli spazi pubblicitari è apparsa la nuova opera dell’artista italiano Giovanni Morbin

Passando per le vie di Fiume è possibile notare sugli spazi pubblicitari la nuova opera di Giovanni Morbin, intitolata “Dannunzieggiare” e che rientra nel programma “Tasca rivoltata – interventi artistici nell’ambiente urbano” del Museo d’Arte moderna e contemporanea, ovvero dell’indirizzo programmatico “L’era del potere” di Fiume CEC 2020.

 

 

Tre manifesti diversi
Si tratta di tre manifesti diversi raffiguranti lo stesso uomo usando lo stile seppia, ovvero usando il marrone piuttosto che il bianco e nero. Nello spettatore possono destare nostalgia, ma a prima vista non è chiaro che l’uomo raffigurato è in realtà Gabriele D’Annunzio e che l’immagine è stata ripresa da una cartolina d’epoca. Giovanni Morbin, imitando la posa e la fisionomia del poeta, relativizza l’identità dello stesso, in quanto non riproduce l’abito d’epoca, ma unisce elementi legati allo spazio e al tempo in cui l’immagine è nata. Giocando con gli elementi storici, Morbin ricorda il passante circa la necessità di assumere un atteggiamento inequivocabile di fronte alla storia e di non essere solamente un osservatore neutrale e passivo degli eventi storici.

L’immagine ripresa da una cartolina d’epoca

Collaborazione con Fiume CEC
Ricordiamo che l’artista si è già presentato al pubblico fiumano qualche mese fa con l’installazione “AutomaTic”, collocata in via Ritter Vitezović. Si trattava di dieci barriere automatiche che si attivavano al passaggio dei pedoni alzandosi di 70 gradi a segnalare il saluto romano con la mano alzata.
Giovanni Morbin è nato a Vicenza nel 1956 ed ha studiato pittura all’Accademia d’arte di Venezia, dopo aver terminato un corso di pittura presso Emilio Vedova.

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