Dall’Esplanade ad Abbazia: tra lusso e storia pensando all’Orient Express

LE MOSTRE DI PANORAMA Il Museo Croato del turismo presenta a Villa Angiolina un percorso espositivo, visitabile fino al 31 ottobre, che unisce documenti, immagini e oggetti d’epoca, restituendo l’atmosfera di un tempo quando il viaggio era una forma di eleganza quotidiana

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Dall’Esplanade ad Abbazia: tra lusso e storia pensando all’Orient Express
Il plastico dell'Esplanade esposto alla mostra di Abbazia Foto di Goran Žiković

Ci sono luoghi in cui la storia si incontra con naturalezza, senza bisogno di grandi scenografie. La Villa Angiolina, circondata dall’omonimo parco e affacciata sul mare di Abbazia, è uno di questi. Dal 2007 ospita il Museo croato del Turismo, istituzione che racconta il passato e l’evoluzione del viaggio lungo la costa adriatica. Ed è proprio qui che è stata proposta una mostra che intreccia memoria, eleganza e spirito internazionale. Il titolo – Nello splendore del lusso e dell’eleganza: 100 anni dell’Hotel Esplanade e i percorsi croati dell’Orient Express (U sjaju luksuza i elegancije: 100 godina Hotel Esplanade i hrvatskim putovima Orient Expressa) – suggerisce una doppia direzione: quella della celebrazione del centenario dell’Esplanade di Zagabria, costruito nel 1925 per accogliere i viaggiatori dell’Orient Express, e quella di un viaggio simbolico tra Zagabria e Abbazia, tra la capitale e la costa, tra la stazione e la villeggiatura.

Nataša Ivančević immortalata accanto a un modellino dello storico tram di Abbazia esposto al Museo croato del Turismo ospitato in Villa Angiolina Foto Goran Žiković

La rassegna è frutto della collaborazione tra il Museo e l’hotel Esplanade, e porta la firma della storica dell’arte Nataša Ivančević, affiancata dall’assistente Matea Plišić e da Lada Sega, autrice dell’allestimento. Il percorso espositivo, visitabile fino al 31 ottobre, unisce documenti, immagini e oggetti d’epoca, restituendo l’atmosfera di un tempo quando il cui viaggio era anche una forma di eleganza quotidiana. All’inizio degli anni Venti, la città di Zagabria contava su pochi hotel, tra cui il Jägerhorn e il Palace, insufficienti per accogliere l’afflusso crescente di viaggiatori.

Su un’ampia spianata a pochi passi dalla stazione centrale sorse un nuovo albergo di lusso, destinato a diventare uno dei punti di riferimento della città. L’hotel prese il nome dalla spianata stessa – Esplanade, parola che richiama tanto la piazza quanto la passeggiata – e si inserì nello spirito della Belle Époque: un concorso internazionale richiamò architetti di fama, tra cui lo svizzero Adolf Loos, ma a vincere fu Otto Rehnig, con i suoi progetti successivamente rielaborati da Dionis Sunko, oggi considerato l’autore definitivo dell’edificio.

Completato in soli ventisei mesi, l’Esplanade fu inaugurato nel 1925 con una cerimonia che attirò oltre duecento ospiti tra cui autorità, giornalisti e altre figure di rilievo. I giornali dell’epoca lodarono il lusso degli ambienti, la modernità delle soluzioni tecniche e la capacità dell’hotel di combinare funzionalità e atmosfera, il cui racconto dettagliato sarà approfondito grazie all’intervento della direttrice del Museo Croato del turismo, la studiosa Nataša Ivančević.

Foto Goran Žiković

Negli anni l’Esplanade ha attraversato momenti storici complessi, dalla Seconda guerra mondiale – quando venne occupato dalla Gestapo e dalla Wehrmacht – alla guerra d’indipendenza croata del 1991, rimanendo sempre un punto di riferimento per ospitalità, sicurezza e innovazione. Nel 1964 entrò a far parte della catena Inter-Continental, per poi ritrovare la propria indipendenza nel 1989. Dopo una ristrutturazione completa, nel 2004 l’albergo riaprì come The Regent Esplanade Zagreb, con ristoranti e spazi pubblici rinnovati.

Un secolo di viaggi e raffinatezza

Dietro al titolo della mostra “Nel bagliore del lusso e dell’eleganza: 100 anni dell’Hotel Esplanade e i percorsi croati dell’Orient Express” si cela un grande viaggio nella storia. Com’è nata l’idea di collegare il centenario dell’hotel Esplanade al leggendario treno Orient Express?
“L’hotel Esplanade, completato in soli due anni, aprì nel 1925 per rispondere alla necessità della città di avere un albergo di lusso. Con le sue 200 camere – ognuna dotata di acqua calda e fredda e di telefono, e 80 delle quali con bagno privato, un lusso senza precedenti per l’epoca – si trovava a pochi passi dalla stazione ferroviaria, che dal 1919 era una delle fermate del Simplon Orient Express. Proprio grazie a questa posizione, l’hotel accoglieva viaggiatori giunti da lontano sul leggendario Orient Express, in cerca di comfort e raffinatezza.
Molti passeggeri giungevano a Zagabria nel cuore della notte; alcuni scendevano solo per visitare le città lungo la tratta o partecipare a escursioni organizzate dalla compagnia fondata dal lungimirante Georges Nagelmackers. Fu capace di realizzare ciò che per molti era solo un’utopia: unire l’Europa attraverso una rete di oltre 180 linee ferroviarie notturne sviluppando al contempo il concetto di albergo di lusso. Investì intensamente sul comfort del viaggio e sulle innovazioni tecnologiche.
Una curiosità: alcuni cittadini, mossi dalla curiosità, percorrevano una sola fermata del treno per pranzare nel vagone-ristorante, assaporando piatti e bevande selezionate, talvolta accompagnati da programmi di intrattenimento. Gli interni dei vagoni-ristorante erano decorati con intarsi in legni pregiati e rilievi in vetro realizzati dall’artista francese René Lalique, pensati per rendere il viaggio un’esperienza memorabile.
Il centenario dell’Esplanade ha offerto l’occasione per riscoprire e valorizzare questo ricco patrimonio, trasformandolo in una mostra che intreccia le storie dei diversi centri croati toccati dal celebre treno. Tutto questo si inserisce naturalmente nella missione del Museo Croato del Turismo, che da sempre si dedica a raccontare lo sviluppo del turismo in Croazia e le sue connessioni con l’Europa”.

Foto Goran Žiković

Il cuore pulsante della vita sociale

Inaugurato nel 1925 per offrire un’accoglienza di alto livello ai passeggeri dell’Orient Express, l’Esplanade ha assunto un ruolo ben più ampio di quello di un semplice hotel. Come riesce la mostra a raccontare la complessità di un hotel, certo, ma anche un cuore pulsante della vita sociale, politica e culturale?
“Nel corso della sua lunga esistenza, l’Esplanade ha saputo conservare un prezioso patrimonio materiale: servizi da tavola, arredi originali, fotografie di ospiti celebri e numerosi oggetti che oggi ci permettono di ricostruire molteplici aspetti della sua storia. Fin dall’inizio, l’Esplanade è stato molto più che un semplice hotel: era ed è l’epicentro della vita sociale di Zagabria. Qui si sono svolti ricevimenti, balli d’élite, sfilate di moda e persino i primi concorsi di bellezza in Jugoslavia: Miss Jugoslavia nel 1926 e Miss Zagabria nel 1927. Ma l’Esplanade è stato, soprattutto, un luogo di incontri e di idee, uno spazio speciale per la cultura, la politica e la vita mondana della città. Il suo ambiente raffinato, l’atmosfera internazionale e un’energia tutta particolare hanno attirato artisti, scrittori, intellettuali. Marija Jurić Zagorka vi soggiornava spesso per scrivere in tranquillità, mentre Miroslav Krleža amava intrattenersi sulla celebre Terrazza Oleander, descrivendo l’Esplanade come il punto in cui “i Balcani finiscono e comincia l’Europa”. Anche la scrittrice italiana Elena Tessardi ha trovato ispirazione tra le sue stanze, ambientando nell’hotel uno dei suoi romanzi. L’Esplanade, dunque, non era solo un albergo: era una scenografia vivente, un luogo di storie e di immaginazione. Pur non essendo stato il primo hotel di Zagabria, l’Esplanade è stato in molti aspetti un pioniere, introducendo standard e abitudini fino ad allora sconosciuti. Grazie al materiale conservato dalla direzione dell’hotel e da numerose collezioni pubbliche e private in Croazia, la mostra dedica un’intera sezione alla sua storia: dalla costruzione, ai sontuosi balli, dalla tradizione gastronomica alla promozione del lusso, senza dimenticare le personalità che vi hanno soggiornato”.

Tra oggetti d’epoca, testimonianze e frammenti di vita, quali elementi della mostra crede che parlino più intensamente al pubblico? Ci sono storie meno note che vale la pena riscoprire?
“Tra i numerosi oggetti in mostra colpisce in particolare l’abito indossato da Nuši Singer in occasione del Ballo dei Giornalisti del 1932, organizzato all’hotel Esplanade. Un vestito raffinato, cucito a Zagabria presso il salone di moda ‘Vogue’ in organza rosa, velluto e pizzo. Accanto all’abito sono esposti anche le scarpette, una piccola borsetta e il bolero, tutti prestati dal Museo della Città di Zagabria.
I Balli dei Giornalisti erano eventi mondani che riunivano l’alta società del tempo, la quale si scatenava sulle note dei balli più popolari degli ‘anni ruggenti’, soprattutto il charleston. Era un’epoca di nascente consumismo e di una certa ‘hollywoodizzazione’, che non risparmiava nemmeno i nostri territori: all’Esplanade si tenevano concorsi di bellezza, feste fastose e ricevimenti per le élite.
L’emancipazione femminile era agli inizi, ma nel 1929 l’arrivo di Josephine Baker scatenò un vero scandalo. L’annuncio di un’esibizione in topless e con la celebre gonna di banane sollevò proteste da parte di alcuni gruppi di cittadine moraliste, tanto che la Baker prese in considerazione l’idea di lasciare la città prendendo il Simplon Orient Express. Alla fine, però, lo spettacolo ebbe luogo regolarmente, e il pubblico la accolse con affetto. Infine, una collezione di bauli da viaggio racconta un altro aspetto affascinante: quello della moda del viaggiare, elegante, pratica, simbolo di uno stile di vita, e del crescente consumismo che, proprio in quegli anni, iniziava a infiltrarsi anche nella classe media”.

Dall’Europa a Oriente, tra realtà e finzione

Foto Goran Žiković

La seconda parte della mostra ci conduce nel mondo dell’Orient Express, da Parigi a Istanbul, allora Costantinopoli. Lei però ha scelto di concentrare l’attenzione sulla rotta del primo dopoguerra, il Simplon Orient Express che attraversa anche la Croazia.
“Abbiamo scoperto che già nel 1906 si discuteva attivamente, benché finora la questione fosse rimasta inedita, della possibilità di creare una nuova tratta del celebre Orient Express che passasse anche da questi territori. L’iniziativa partì dalla Francia e da Zagabria, più precisamente dalla Camera di Commercio e Artigianato, che propose un percorso alternativo che, grazie al tunnel del Sempione appena inaugurato, avrebbe accorciato di circa 100 chilometri la distanza tra Parigi e Belgrado.
Nonostante la proposta, questa nuova tratta vide la luce solo nel 1919, quando il Simplon Orient Express cominciò effettivamente a transitare per la Croazia, fermandosi a Zagabria, Slavonski Brod e Vinkovci. È qui che la realtà storica si intreccia con la finzione narrativa: Agatha Christie, nel suo celebre romanzo Assassinio sull’Orient Express, colloca il delitto proprio in questa zona, più precisamente nei pressi di Strizivojna, lungo il tratto tra Vinkovci e Slavonski Brod, dove il treno, nel romanzo, si blocca a causa della neve.
L’ispirazione per la trama le venne da un episodio realmente accaduto: anche la scrittrice rimase bloccata per tre giorni a bordo dell’Orient Express a causa di una tempesta di neve, poco dopo la partenza da Istanbul. Con straordinaria precisione e sensibilità, la Christie racconta la quotidianità del viaggio in treno, descrivendo come i passeggeri vivevano, parlavano, mangiavano, leggevano, si osservavano a vicenda, giorno e notte, tra i vagoni che attraversavano l’Europa, sospesi tra Oriente e Occidente. Un’intera sezione della mostra è dedicata proprio a questo romanzo: i visitatori potranno sfogliarlo, ma anche ammirarne edizioni bibliografiche pregiate, esposte in vetrina”.

Foto Goran Žiković

Abbazia sulla mappa segreta dell’Orient Express

Abbazia non faceva parte della rotta ufficiale dell’Orient Express, eppure compare come tappa sulla sua «mappa dei ricordi». Quali tracce di questa «storia parallela» ha rintracciato, aneddoti, pubblicità, oppure diari di viaggio?
“Un documentario trasmesso dalla Radiotelevisione croata sull’Orient Express ha messo in luce l’intuito imprenditoriale e la raffinatezza del marketing di Georges Nagelmackers, fondatore e proprietario della Compagnie Internationale des Wagons-Lits. La sua compagnia offriva infatti escursioni anche verso città che non erano fermate ufficiali del treno, come Roma, Napoli, Palermo e, appunto, Abbazia. Proprio questo dettaglio ha fornito lo spunto per ulteriori ricerche, che hanno portato alla luce una rete di accordi commerciali tra la compagnia di Nagelmackers e la Società delle Ferrovie Meridionali.
Queste collaborazioni strategiche, finalizzate a connettere e ampliare il proprio impero turistico, toccavano anche luoghi chiave nella storia del turismo croato. La stessa Villa Angiolina, oggi sede del Museo croato del Turismo, fu acquistata nel 1882 dalla Società delle Ferrovie Meridionali, che appena due anni dopo, nel 1884, costruì l’Hotel Kvarner, contribuendo al rapido sviluppo del turismo ad Abbazia. Dal 1895, la Compagnie Internationale organizzava i cosiddetti viaggi combinati di lusso, offrendo anche percorsi circolari attraverso l’Europa orientale. I viaggiatori potevano interrompere il percorso secondo i propri desideri e prenotare contestualmente anche gli alloggi, spesso già inclusi nei pacchetti”.

Sembra una sorta di «city-break» in anticipo sui tempi: viaggiatori che arrivavano in treno nella regione e poi proseguivano verso Abbazia. Pensa che il turismo odierno potrebbe trarre qualche insegnamento da questi modelli di viaggio raffinati?
“Oggi esiste ancora una variante storica dell’Orient Express, operata dalla compagnia Belmond con il nome Venice Simplon-Orient-Express. I passeggeri possono salire a bordo da città come Parigi, Venezia, Praga, Vienna o Budapest, per raggiungere Istanbul come destinazione finale, vivendo l’esperienza di un viaggio ferroviario d’altri tempi, tra arredi art déco, servizio impeccabile e paesaggi che scorrono come dipinti.
Sfortunatamente, la tratta non attraversa più le nostre città. Si tratta comunque di viaggi riservati a pochi, per via dei prezzi molto elevati e della limitata disponibilità di posti. Oggi, altri modelli di viaggio risultano più accessibili: ad esempio le crociere, che consentono ai passeggeri di scendere e visitare le città lungo il percorso, oppure i sempre più numerosi tour turistici organizzati”.

Foto Goran Žiković

Per chi non avesse ancora deciso di visitare la mostra o non sarà in grado di farlo – come
la descriverebbe in una sola frase?
“Attraverso numerosi oggetti e illustrazioni, la mostra racconta non solo la storia di due grandi simboli del lusso, come appunto l’hotel Esplanade di Zagabria e il viaggio a bordo dell’Orient Express, e i loro legami con la Croazia e con Abbazia, ma anche il più ampio contesto del turismo e dei modi di viaggiare di un tempo, capaci ancora oggi di affascinare e suggerire nuove prospettive sul presente”.

La voce dell’Esplanade

Per chi lavora all’Esplanade, l’hotel è molto più di un semplice albergo: qui si vivono momenti unici, come se ogni giorno si scrivesse una nuova pagina di storia. Ci lavorano persone speciali, scelte non solo per la loro esperienza nel settore, ma perché amano davvero l’hotel e si dedicano con passione. È questo che rende l’Esplanade un luogo straordinario. Ciò che l’hotel rappresenta lo apprendiamo anche dai nostri ospiti e dalle personalità che lo visitano: sono loro a indicarci ciò che facciamo meglio. Per questo è un luogo in cui si torna volentieri, non solo per il servizio, ma perché custodisce storia, ricordi e un’atmosfera unica.

Oggi parlare di lusso e di eleganza richiede un approccio diverso: le esigenze sono cambiate. È naturale che le persone desiderano rivivere quei tempi, ma spesso si tratta solo di ‘assaggiare qualcosa di quell’epoca’. All’Esplanade offriamo invece un’esperienza completa, che combina il fascino e i servizi di un tempo con le esigenze del presente. Così, giovani e meno giovani possono curiosare nel passato, pur trovando nel presente ciò che risponde meglio alle loro necessità. La nostra gestione è flessibile e personalizzata: non trattiamo tutti gli ospiti allo stesso modo, e nemmeno lo stesso ospite due volte nello stesso modo. Questa attenzione alla sorpresa e all’imprevisto rende il soggiorno un’esperienza sempre nuova e memorabile”, ha dichiarato in esclusiva per Panorama Ivica Max Krizmanić, direttore dell’hotel, riferendosi al fascino e alla filosofia dello storico albergo zagabrese.

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