Dall’A all’infinito tra inesauribile brio, danze e filastrocche

A Pola si è tenuto il Seminario di aggiornamento per educatori prescolari CNI

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Dall’A all’infinito tra inesauribile brio, danze e filastrocche
l girotondo dell’amicizia... tra educatori in formazione “trenino”

Teatro è vita, gioco, creatività, fantasia e apprendimento a briglie sciolte. Stavolta lo strumento didattico-teatrale per eccellenza è stato l’alfabeto a partire dall’”A all’infinito…”, ma tutto è cominciato dando i numeri nella sala polivalente della Comunità degli Italiani di Pola. Una volta smistate le sedie, il via alle danze e ai trenini per oltre 30 educatori prescolari delle scuole materne della Comunità nazionale italiana di Croazia e di Slovenia, poi i messaggi di “buongiorno”, vocalizzati, esultati, recitati, mormorati organizzando il corpo a ritmo di canti e conte in dialogo con suoni, parole non articolate, strani miagolii e persino licenza di emettere pernacchie tra risate generali. Una bella confusione e tanta allegria. È iniziata proprio così, senza “contegno” e formalismi, l’educazione degli educatori perché imparando a giocare insegneranno poi ai bambini a giocare imparando, il tutto su infallibile ricetta e regia professionale della pedagoga teatrale, nonché prima attrice del Teatro nazionale di Osijek, Petra Bernarda Blašković.

Il momento del benvenuto. Tutti seduti ma soltanto per poco

Tre sessioni di lavoro
La Giornata di aggiornamento professionale per gli educatori non poteva avere migliore introduzione di questa, sfoderando il buon umore con immediatezza andando da quella “A all’infinito tra danze filastrocche, pupazzi, coordinazione motoria, musica, canti e… lingua ovviamente” articolati in tre sessioni di lavoro (o meglio gioco didattico). Felice l’interazione con la relatrice-moderatrice, unica e ineguagliabile, allo scopo di dare una valida preparazione per altre due attività tradizionali organizzate dal Settore Scuola dell’Unione Italiana, a favore dei bambini delle istituzioni prescolari: l’Appuntamento con la fantasia e il Girotondo dell’amicizia.
Oltre all’Unione Italiana organizzatrice, vi è pure il supporto della Società di studio Pietas Julia e della Facoltà di Scienze della formazione di Pola, per cui tutti assieme hanno saputo intravvedere nella strategia dell’”insegnamento ludico-teatrale” un’occasione d’oro con cui elevare ulteriormente la qualità dell’offerta didattica degli asili italiani. Presenti e partecipi per l’occasione Patrizia Pitacco, responsabile del Settore istituzioni prescolari, scolastiche e universitarie della GE dell’UI, Snježana Nevia Močinić, presidente della Società di ricerca Pietas Julia e Renata Martinčić Marić, docente responsabile della Sezione italiana presso la Facoltà polese di scienze della formazione.

Renata Martinčić Marić

Continuità dell’offerta formativa
La significanza che l’appuntamento riveste – tale da rappresentare una vera e propria continuità nell’ambito dell’offerta formativa che l’UI mette a disposizione degli educatori – traspare meglio di tutto dall’illustrazione dataci dalla stessa Petra Blašković. “L’aggiornamento è per noi un motivo per ritrovarsi all’inizio dell’anno pedagogico dopo la pausa estiva e dopo il grande Girotondo dell’amicizia di maggio che vede inclusi più di 300 bambini di scuole materne con lingua d’insegnamento italiana. Ritrovarsi è molto importante al fine di generare una riflessione su quanto fatto e sulle difficoltà riscontrate per poter migliorare nel tempo. Io intendo i miei laboratori semplicemente come un’evoluzione che vuole partire dall’ascolto di coloro cui l’aggiornamento è dedicato. Oggi ci ritroviamo con l’ingrediente fondamentale: teatro e fantasia che propongo il tema di quest’anno fatto di tanti spunti, giochi e idee da sviluppare poi assieme ai bambini durante l’anno pedagogico. L’Unione Italiana prevede questo progetto che è molto bello per il fatto di lavorare con gli educatori e poi direttamente anche con i bambini e pertanto rifarò il giro degli asili, con l’idea di arrivare a fine anno ai raduni prescolari. I laboratori prevedono un’immersione a 360 gradi in quello che è il mondo teatrale. Per noi, al fine di ampliare il vocabolario italiano, è molto importante usare il teatro. Riteniamo fondamentale, che i bambini diventino padroni di un maggior numero di parole con cui esprimersi meglio. Sappiamo che la tecnologia proponga una comunicazione immediata, senza dover sviluppare delle frasi più articolate. Usiamo il linguaggio dei disegni, il figurino con il faccino che sorride, invece di dire sono contento, e, in questa epoca digitalizzata va ad impoverirsi il vocabolario che il teatro può invece ampliare. Sappiamo che si parla poco Italiano, perché la lingua della maggioranza diventa sempre più presente, come pure l’idioma della maggioranza globale. I bambini di oggi sanno forse di più l’inglese che non forse la lingua della tradizione e dell’appartenenza culturale. Con questo pensiero, oggi usiamo tutti i linguaggi teatrali dal ritmo, alla musica, al canto, alla danza, alla componente visuale-artistica, al teatro dei pupazzi e alla parola, perché tutti questi sono strumenti che ci permettono di giocare per lasciar imparare in maniera più facile e senza timore”.

Petra Blašković

Un percorso ragionato
La correlazione esistente, a tre tappe, tra seminari di questo tipo e gli eventi quali l’Appuntamento con la fantasia e il Girotondo dell’amicizia viene quindi spiegata da Patrizia Pitacco. “Partiamo sempre da un seminario molto interattivo lavorando su due binari con educatori e bambini. Sono temi e attività che quindi vengono sviluppati nei gruppi prescolari, direttamente nelle sedi per poi arrivare alla fase finale delle manifestazioni ‘storiche’. Creare un percorso ragionato era sempre stata una delle mie intenzioni, utilizzando al meglio le risorse che abbiamo a disposizione”.
A collocare su piedistallo i seminari e loro preziosità è Snježana Nevia Močinić: “I laboratori sono veramente essenziali. Tanto di cappello a Petra, che cerca con i suoi interventi di contrastare l’imperante avvento e influsso del mondo digitale – videogiochi, cartoni animati e altro – facendo in modo di dare ai bambini delle alternative, che non siano solo quelle dello stare seduti davanti alla TV, o a giocare al PC. Penso che si dovrà continuare e perseverare su questa strada, giacché siamo messi di fronte al problema della lingua, lingua che i bambini conoscono sempre di meno, mentre con questo modo di lavorare, mettendo in campo attività di tipo teatrale si impara a comunicare nel vero senso della parola. Spero davvero che tutto abbia proseguimento anche in futuro”.
Un ulteriore punto di forza di quanto proposto ieri è stato quello risaltatoci da Renata Martinčić Marić: “A risultare importante è il contatto che si instaura tra le educatrici, l’occasione di fare conoscenza, di scambiare sapere ed esperienze sul campo. Il nostro è pure un momento di felice confronto nel contesto dell’acquisizione di nuovi strumenti e metodi educativi.”

Snježana Nevia Močinić

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