Il tema della diffusione e distribuzione della minoranza italiana all’estero è stata al centro della conferenza tenuta da Fabrizio Cancedda nella sede della Comunità degli Italiani di Zagabria. Un’occasione di apprendimento e confronto che ha offerto prospettive interessanti, riscuotendo successo tra il pubblico. Tra i presenti anche Daniela Dapas, presidente della CI di Zagabria, e Oskar Arlant, vicepresidente del sodalizio della capitale croata e rappresentante della minoranza italiana della Città di Zagabria. Iniziative, quelle delle conferenze tenute da Cancedda, che continuano nel tempo, forti della loro riuscita negli anni passati.
“Il dottor Cancedda ogni anno prepara una conferenza legata a argomenti simili, e anche quest’anno abbiamo accettato con entusiasmo la sua proposta. È stato molto interessante”, ha dichiarato la presidente Dapas.
La tipologia del migrante
A margine dell’incontro, abbiamo parlato con Fabrizio Cancedda, che ci ha illustrato le sue ricerche. “Lo scopo della conferenza era quello di presentare al pubblico la diffusione della lingua e della cultura italiane nel mondo grazie alle comunità che si sono stabilite ai quattro angoli del globo nel corso degli ultimi secoli, a partire dalla grande immigrazione dopo il 1861, anno dell’unità d’Italia, continuando fino ai giorni nostri”, ha spiegato Cancedda. Un fenomeno migratorio, quello che interessa al giorno d’oggi gli italiani, che si è trasformato rispetto al passato: “Oggi è cambiata la tipologia del migrante e si parla di fuga di cervelli. Non si tratta più di persone in cerca di lavoro manuale ma molto spesso sono laureati, che cercano migliori condizioni e migliori potenzialità di sviluppo una volta conclusi i loro studi, e si trasferiscono prevalentemente in Europa, soprattutto in Germania e nel Regno Unito, ma anche in Svizzera e in Spagna. Continua anche l’emigrazione negli Stati Uniti”, ha sottolineato il relatore. Cancedda ha quindi fatto una precisazione: “È importante fare un distinguo. In alcuni Paesi c’è un numero significativo dei cosiddetti oriundi, discendenti degli emigrati italiani che nel corso dei secoli sono espatriati all’estero; tra loro, tuttavia, quelli che effettivamente parlano italiano e veicolano la cultura italiana sono decisamente una minoranza. Per esempio, alcune pubblicazioni commentano che in Brasile ci siano circa 30 milioni di italo-brasiliani, però le persone che effettivamente coltivano questa italianità sono sicuramente molto meno”.
Altro dato importante da prendere in considerazione è quello dei cittadini italiani iscritti all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE), che, come ricorda Cancedda, “ammontano a circa 6 milioni e mezzo”. Tuttavia, “oltre a questi iscritti, ci sono tutti quei cittadini italiani che vivono all’estero senza essere registrati all’AIRE”.
Ricerche frutto di passione
Cancedda è di formazione giurista e un ex avvocato, ma temi come quelli che ha presentato nella sua ultima conferenza lo appassionano e vi dedica il suo tempo libero. “L’aspetto della diffusione culturale e linguistica mi è sempre interessato, e vivendo all’estero fin da quando sono bambino, ho sempre nutrito una grande curiosità per questi argomenti – ci ha confessato –. Questa conferenza è frutto di una mia ricerca fatta per passione”. Grazie al sostegno della CI zagabrese e dell’Unione Italiana, il ricercatore ha già avuto in passato la possibilità di presentare i suoi approfondimenti su temi di rilevanza per i connazionali. “In precedenza ho proposto una conferenza il cui focus è stato invece l’analisi della grande varietà di minoranze linguistiche presenti in Italia, alcune delle quali sono più consistenti e altre meno”, ha detto. “Questa volta invece abbiamo voluto concentrarci su tutti gli italiani che negli anni, fino ai giorni nostri, continuano a cambiare residenza per cercare condizioni di vita più confacenti ai loro interessi e alle loro aspirazioni, e vivono all’estero, veicolando però quelle che sono la lingua e la cultura italiane”, ha concluso. Al termine della conferenza ai presenti è stato offerto un appetitoso rinfresco, chiudendo la giornata in un momento di piacevole convivialità.
Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.
L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.







































