Dai banchi dell’Università alla redazione

Verso la conclusione la scuola di formazione di PLURILINGMEDIA, ospitata dalla Facoltà di Giurisprudenza dell’ateneo di Fiume. I partecipanti ieri, 19 maggio, in visita all’Edit, dove hanno incontrato il caporedattore de La Voce del Popolo Ivo Vidotto

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Dai banchi dell’Università alla redazione
L'incontro con il caporedattore de La Voce del Popolo Ivo Vidotto. Foto Goran Žiković

Si conclude oggi, 20 maggio, la scuola di formazione “Pluralità Linguistica nei Media: Quadri Giuridici Internazionali e Nazionali” organizzata da PLURILINGMEDIA (Pluralità Linguistica nel Panorama Mediatico Europeo in Evoluzione) e ospitata presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Fiume. L’iniziativa, arrivata alla sua seconda edizione, ha riunito nel capoluogo del Quarnero da lunedì diversi studiosi e professionisti provenienti da tutto il mondo, che hanno un’occasione unica – attraverso lezioni, visite sul campo e laboratori – di acquisire nuove conoscenze teoriche sui media, sulla regolamentazione delle lingue minoritarie, sui processi decisionali e sulle pratiche mediatiche, in un ambiente diversificato e altamente stimolante. PLURILINGMEDIA è parte del programma COST (Cooperazione Europea in Scienza e Tecnologia), un network di ricercatori di tutta Europa finanziato dall’UE, la cui missione è promuovere la collaborazione nella ricerca sui media in lingua minoritaria e sulle lingue regionali. Ieri, 19 maggio, nella seconda giornata del programma, gli studenti hanno dapprima assistito a due lezioni, tenute da esperte d’eccezione del settore. Katinka Beretka, professoressa presso la Facoltà di Giurisprudenza e Studi Aziendali Lazar Vrkatić dell’Università di Novi Sad, ha parlato della legislazione e situazione dei media nelle lingue di minoranza in Serbia. Successivamente Vesna Alaburić, avvocata specializzata in diritto dei media, ha presentato le previsioni legislative in materia di media delle minoranze nazionali in Croazia e la situazione che questi effettivamente si trovano ad affrontare nel Paese. Entrambe le sessioni hanno favorito un partecipato dibattito e una riflessione più ampia sulla politicizzazione e la censura a cui talvolta i media delle minoranze sono sottoposti.

La lezione di Katinka Beretka. Foto Roni Brmalj

«Uno spazio vivo della lingua italiana»
Nel pomeriggio i partecipanti si sono recati in visita alla sede della Casa editrice Edit, dove sono stati accolti dal caporedattore del quotidiano La Voce del Popolo Ivo Vidotto. Durante l’incontro il caporedattore, partendo dall’esperienza dei media pubblicati dall’Edit, ha parlato di cosa significa fare quotidianamente informazione in una lingua minoritaria in un contesto plurilingue e transfrontaliero come quello di Fiume. Dopo aver brevemente ripercorso la storia de La Voce del Popolo, Vidotto ha spiegato il lavoro dei giornalisti del quotidiano e delle altre riviste pubblicate dall’Edit – Panorama, Arcobaleno e La Battana –, professionisti che sono chiamati ogni giorno ad interpretare la realtà locale attraverso una sensibilità culturale specifica. Sono stati toccati anche punti legati alle sfide che i media tradizionali devono affrontare al giorno d’oggi, come la crisi della carta stampata, la digitalizzazione, la concorrenza globale e la diffusione dell’intelligenza artificiale. Nel caso specifico di un quotidiano in lingua di minoranza, sono presenti ulteriori problematiche, come il rischio di omologazione linguistica e la diminuzione dei parlanti. Il messaggio di Vidotto è tuttavia chiaro: la pluralità linguistica costituisce una ricchezza democratica. “Un media minoritario come il nostro sopravvive grazie ai finanziamenti di tre Stati, Croazia, Slovenia e Italia, e alle leggi che lo tutelano. Ma sopravvive davvero soltanto se resta necessario alla propria comunità. È questa la sfida quotidiana de La Voce del Popolo e dell’Edit: continuare a essere uno spazio vivo della lingua italiana nell’Adriatico orientale”, ha concluso il caporedattore. La giornata è terminata con una visita al Palazzo dello Zucchero, che ospita il Museo civico.

Studiosi e professionisti internazionali all’Edit. Foto Goran Žiković

Nuove conoscenze per arricchire la CNI
A fianco dei relatori, i protagonisti di queste tre giornate di formazione di PLURILINGMEDIA sono 16 studiosi e professionisti provenienti da tutto il mondo. Tra loro c’è Paola Valenta di Momiano, attivista dell’Associazione dei Giovani della CNI. “Ho studiato lingue e letterature straniere all’Università di Trieste, quindi il tema affrontato dalla scuola di formazione PLURILINGMEDIA mi interessa molto: non si parla infatti soltanto di identità culturale ma anche dell’aspetto linguistico e legale, di quello che riguarda i media delle minoranze, compresa di quella italiana – afferma Paola –. Penso che occasioni del genere siano molto importanti per la nostra Comunità perché abbiamo la possibilità di entrare in contatto con persone appartenenti ad altre minoranze nazionali e linguistiche di tutto il mondo. Possiamo inoltre venire a conoscenza di quali sono, a livello legale, le limitazioni e le possibilità per le varie minoranze, e cosa possiamo fare in quanto membri di questa Comunità per migliorare la situazione”.

Alla scoperta del Museo civico. Foto Goran Žiković

Dalla Georgia al Quarnero
Un altro partecipante, Muraz Safoev, è venuto a Fiume direttamente dalla Georgia. Muraz è un esperto della regione del Caucaso del Sud e del Mar Nero, lavora in seno all’Iniziativa di Sicurezza Strategica con sede a Tbilisi ed è un interprete multilingue. “Faccio parte del gruppo etnico degli yazidi, perciò sono molto interessato al programma proposto da PLURILINGMEDIA – spiega –. Negli ultimi tre anni, dopo aver completato la mia tesi di laurea magistrale sul genocidio degli yazidi del 2014 e sull’impatto che ha avuto sul gruppo che vive in Georgia, Armenia e Russia, ho iniziato ad approfondire l’argomento e ad avvicinarmi maggiormente al settore delle lingue e dei diritti delle minoranze. Mi piacerebbe istituire una ONG in Georgia che possa aiutare i membri del mio gruppo etnico ad acquisire consapevolezza sulla nostra identità, una questione ancora poco chiara nel Paese. Sono sicuro che ciò che sto apprendendo in questi giorni lo potrò utilizzare nel mio contesto”.

Le lezioni alla Facoltà di Giurisprudenza. Foto Roni Brmalj

Il programma si concluderà oggi, 20 maggio, con lezioni e attività alla Facoltà di Giurisprudenza.

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