Un evento squisito per i gusti letterari più sopraffini ha conferito questa sera, giovedì 4 dicembre, ancora più prestigio al Salone del libro di Pola, rendendolo nuovamente più internazionale che mai. Ha acquistato fama aggiuntiva, perché altrimenti non poteva essere quando l’ospite al salotto destinato alla conversazioni più erudite è stata fatta accomodare Dacia Maraini. Un grande nome che ha già onorato Pola ed il quartier generale istriano delle letture, allestito negli ambienti che ancora respirano dell’eleganza da Casinò Marina. Pienone di gente, pubblico lettore che non ha mostrato avversione nel stare per oltre un’ora in piedi, a pregustare il colloquio che il coprotagonista della serata, Andrea Matošević, ha intrattenuto con la scrittrice, poetessa e saggista. Abbiamo avuto davanti una delle più grandi esponenti della letteratura italiana contemporanea le cui opere problematizzano e mettono a fuoco, in particolar modo, il problema del ruolo e del posizionamento della donna di ieri e di oggi. Ma Dacia, contrariamente a quanto fatto la prima volta, non è sbarcata da sola, bensì in “compagnia” di un altro personaggio, di cui basta il nome ed il cui calibro manco necessiterebbe presentazioni: Pier Paolo Pasolini, poeta, scrittore, regista, sceneggiatore, attore, pittore e drammaturgo italiano. Alla scrittrice ospite va reso onore al merito di aver rinnovato la memoria di chi è considerato uno dei maggiori intellettuali italiani del Novecento. La sua amicizia raccontata attraverso 27 epistole immaginarie nell’opera “Caro Pier Paolo” – tradotta anche in croato (Dragi Pier Paolo) – fanno un grande favore alla storia della letteratura italiana, fino a regalare alla medesima un ritratto inedito dell’autore di culto, il cui ricordo è ancora vivo e capace di appassionare anche a distanza di cinquant’anni dalla sua scomparsa. Leggere il libro di Dacia è sicuramente un privilegio, sentirla parlare dal vivo di Pier Paolo Pasolini è, invece, ancor più: un’occasione autentica, un’esperienza impareggiabile, un motivo di condivisa emozione per chi è dedito all’italianistica di professione o anche semplice lettore, consumatore di libri italiani e di fama mondiale. Chi c’è stato, questa sera, si è portato a casa l’entusiasmo, l’ammirazione e l’opera con firma Dacia Maraini. Una firma indelebile.


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