Da Paganini e i croati molisani fino a Dante e Michelangelo

La 16ª edizione della Rassegna della cultura italiana ha attirato a Spalato un pubblico numeroso, composto da soci, studenti universitari e appassionati della lingua e cultura del Belpaese

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Da Paganini e i croati molisani fino a Dante e Michelangelo
Relatori e organizzatori delle Giornate della cultura italiana. Foto: DAMIANO COSIMO D’AMBRA

Si è conclusa la 16esima edizione della Rassegna della cultura italiana, promossa dall’associazione spalatina della “Dante Alighieri” presso la Biblioteca “Marko Marulić” di Spalato. L’iniziativa, articolata in tre serate, ha attirato un pubblico numeroso, composto da soci, studenti universitari e appassionati della lingua e cultura italiane. Ciascun incontro ha proposto un tema originale, approfondito da ospiti di rilievo che hanno saputo coinvolgere con passione e competenza.

La figura del grande musicista
Il primo appuntamento ha visto protagonista la professoressa Silvana Vulas, docente di violino presso la Scuola di musica “Lovro de Matačić” di Almissa, con una conferenza intitolata “Niccolò Paganini – Ambasciatore della cultura italiana del XIX secolo”. La relatrice ha tracciato un intenso ritratto del celebre violinista genovese, evidenziando la precocità del suo talento: a cinque anni suonava il mandolino, a nove il violino, a undici si esibiva in pubblico, e la rapida ascesa internazionale già dall’età di quindici anni. Paganini viaggiò in tutta Europa con il suo celebre violino “Il Cannone”, un Guarneri del Gesù del 1741, dando vita a un mito che univa genio, tecnica e leggenda.
Oltre ai celeberrimi “24 capricci per violino solo”, Paganini compose concerti, duetti per violino e chitarra, e variazioni su arie di Rossini, Paisiello e melodie popolari. La sua figura fu avvolta da un’aura quasi demoniaca: per la sua tecnica ineguagliabile, il fisico emaciato e lo sguardo penetrante, tratti dovuti alla sindrome di Marfan, molti spettatori lo immaginavano in compagnia del diavolo durante le sue esibizioni. Questa leggenda influenzò persino l’ambiente ecclesiastico, al punto che, alla sua morte improvvisa a Nizza nel 1840, gli fu negata inizialmente la sepoltura in terra consacrata. Il corpo, imbalsamato, fu trasferito più volte finché, solo nel 1876, trovò definitiva collocazione nel cimitero della Villetta a Parma, grazie a un permesso papale ottenuto anni prima.

I tre volti dell’Italia
Nel secondo incontro, il giornalista Rade Popadić ha tenuto una conferenza dal titolo “Tre volti dell’Italia: dal Gargano, passando per il Gran Sasso, fino alla terra dei croati molisani”. L’intervento ha proposto un viaggio visivo e simbolico attraverso i legami tra Italia e Croazia, visti dalle rispettive vette, quelle del Biokovo e del Mosor da un lato, del Gran Sasso e del Gargano dall’altro. Un gioco di rimandi fotografici e geografici, impreziosito dagli scatti del fotografo italiano Pasquale D’Apolito, che ha immortalato i monti croati dal suolo italiano.
Il percorso ha messo in luce connessioni naturali, storiche e culturali tra le due sponde dell’Adriatico, con particolare attenzione alla comunità dei croati del Molise, custodi di una duplice identità.
Il terzo e ultimo appuntamento, “Da Dante a Michelangelo”, è stato affidato a Giuliana Poli, giornalista e presidente della “Dante Alighieri” di Ancona. L’intervento, in occasione del cinquecentenario dalla nascita di Michelangelo Buonarroti, ha esplorato la sua figura di artista totale, scultore, pittore, architetto e poeta, al centro dell’Umanesimo e del Rinascimento italiano. In particolare, l’attenzione si è concentrata sulla Pietà Vaticana, scolpita in marmo di Carrara a soli 23 anni, unica opera da lui firmata. Poli ha illustrato i simbolismi nascosti dell’opera, accessibili solo a una ristretta cerchia di conoscitori rinascimentali, rivelando letture allegoriche e spirituali spesso ignorate dal grande pubblico. Non sono mancati i riferimenti al legame profondo di Michelangelo con la poesia di Dante, punto di riferimento imprescindibile per molti artisti del suo tempo. Tutti gli incontri hanno suscitato vivo interesse e partecipazione attiva da parte del pubblico, che ha gremito la sala della biblioteca comunale per tre giorni consecutivi. L’iniziativa si è chiusa tra lunghi applausi e sentiti ringraziamenti, a conferma del duraturo fascino esercitato dalla cultura italiana nel cuore della città di Spalato.

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