È uscito il 55° volume della rivista Atti, pubblicata annualmente dal Centro di Ricerche Storiche. Come confermato in un comunicato stampa firmato dal direttore del Centro, Raul Marsetič, e dal ricercatore Matija Drandić (a nome della redazione), il volume raccoglie dieci contributi suddivisi in due sezioni, sei nella sezione “Saggi” e quattro nella sezione “Note e documenti”, per un totale di 424 pagine. I testi affrontano la storia e la cultura dell’Istria da molteplici prospettive, spaziando tra la glittica romana, la documentazione medievale e moderna, l’onomastica, la storia del corpo e dell’identità, il culto dei santi, la toponomastica storica, la storia ecclesiastica e il patrimonio campanario.
“Siamo certi che i contenuti offerti rappresenteranno un prezioso contributo alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio storico e culturale istriano”, si legge nella nota.
La sezione “Saggi” si apre con Adriana Pavichievaz, che analizza un gruppo di venti gemme della collezione glittica del Civico Museo d’Antichità “J.J. Winckelmann” con soggetti legati alla sfera di Dioniso, offrendo un catalogo degli intagli con esame dei materiali e proposte di datazione tra il I secolo a.C. e il III secolo d.C. Josip Banić prosegue con la terza puntata del suo spoglio di fonti archivistiche, presentando l’edizione critica di dieci documenti inediti sull’Istria medievale (1210–1314), che comprendono investiture, garanzie e atti diplomatici di notevole interesse per il periodo bassomedievale. Filippo Vigini si sofferma invece sull’istituzione podestarile nel comune medievale di Trieste tra il 1280 e il 1370, ricostruendo le liste dei podestà forestieri e il ruolo dei vicari nella gestione della giustizia cittadina.
Seguono due saggi dedicati alla storia sociale e religiosa della penisola. Matija Drandić indaga il ruolo del corpo come superficie significante nell’Istria d’età moderna, esaminando segni naturali, pene corporali e ornamenti come strumenti di controllo sociale e di definizione dell’identità tra XVI e XVIII secolo. Dean Krmac e Danijela Doblanović Šuran propongono invece un’analisi quantitativa del culto di San Nazario a Capodistria, ricostruendone l’evoluzione nell’arco di quasi quattro secoli attraverso l’esame di oltre 70.000 atti di battesimo. Chiude la sezione Rino Cigui, che colma una lacuna nella ricerca toponomastica istriana con uno studio esaustivo dei nomi locali dell’agro momianese, strumento prezioso per ricostruire la storia degli insediamenti umani e la memoria del territorio.
Rapporti conflittuali
La sezione “Note e documenti” si apre con Ljudevit Anton Maračić, che nel V centenario della morte ricostruisce la figura di Mons. Antonio Marcello de Petris (1450–1526), francescano conventuale di Cherso e primo magister generalis dei Minori Conventuali dopo la divisione dell’Ordine nel 1517. Palmiro Bonini ripercorre la storia istituzionale e pastorale della parrocchia di Villanova di Grisignana tra il 1500 e il 1797, con particolare attenzione ai rapporti spesso conflittuali tra comunità locale, autorità ecclesiastica e potere civile. Lea Lešić Pustijanac esamina il fenomeno dei figli illegittimi nella parrocchia di Dignano tra il 1816 e il 1845, attraverso lo studio sistematico dei registri battesimali, mettendo in luce pratiche di riconoscimento, legittimazione e abbandono. Conclude il volume Franco Stener, che ricostruisce le vicende del patrimonio campanario di Petrovia, dalla requisizione austro-ungarica durante la Prima guerra mondiale fino alla sostituzione delle campane con esemplari delle fonderie Brighenti (1931) e Alfons (1968).
La rivista Atti sarà inviata gratuitamente a oltre 200 indirizzi tra biblioteche, università, archivi, istituti, scuole, comunità italiane, nonché ad altri enti in Croazia, Slovenia e Italia. L’obiettivo è quello di favorire una rapida diffusione del lavoro scientifico svolto. Inoltre, la rivista è già consultabile e scaricabile online sul sito del Centro di Ricerche Storiche, per garantire la massima accessibilità al pubblico interessato.
Un sincero ringraziamento va a tutto il personale del CRS, nonché ai collaboratori esterni, che con il loro impegno quotidiano contribuiscono in modo fondamentale all’attività scientifico-editoriale dell’Istituto. Desideriamo esprimere un sentito ringraziamento anche a tutti gli autori, redattori e recensori per il loro prezioso contributo e impegno.
La pubblicazione del volume Atti, realizzata a Trieste, è stata resa possibile grazie ai fondi messi a disposizione del Centro di Ricerche Storiche dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale della Repubblica Italiana.
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