Controverso in quanto diverso ma gli scandali sono altrove

Scambio di riflessioni con Barbara Essl, fotografa austriaca, autrice dell’esposizione «Queer moments in lost places», allestita nella Sala mostre della Comunità degli Italiani di Fiume

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Controverso in quanto diverso ma gli scandali sono altrove
Barbara Essl. Foto Goran Žiković

“I luoghi abbandonati sono spazi incredibilmente affascinanti, che sembrano usciti dall’attenzione e dal tempo. Come artista, desidero rendere visibile la mistica che abita in questi luoghi”, spiega Barbara Essl, le cui foto, ancora per qualche giorno, restano esposte a Palazzo Modello. Dopo “Lost places”, presentata anche alla Comunità degli Italiani di Fiume due anni fa, la fotografa austriaca è tornata nel capoluogo quarnerino con “Queer moments in lost places”, proponendo i luoghi dimenticati in un nuovo contesto.
In mostra sono rappresentati spazi sospesi, carichi di silenzio e memoria, in cui il tempo sembra essersi fermato. La sua ricerca artistica nasce dal desiderio di far emergere la sottile magia che ancora abita questi scenari dimenticati, restituendo loro voce, luce e presenza – e ai protagonisti che vi sono stati inseriti, una nuova forma di espressione.

Così tutto ebbe inizio…
L’iniziativa, ideata in collaborazione con Ortrun Gauper e il collettivo Queer Dance im Gemeindebau, ha celebrato la forza dell’arte come gesto di inclusione – un invito a vedere con occhi nuovi ciò che la città custodisce nei suoi angoli dimenticati.
“Ci sono capitata per caso – racconta Essl –, venuta in soccorso a Ortrun che aveva bisogno di me come fotografa per riprendere un evento, sostituendo un’altra persona. Mi chiese di aiutarla e accettai. Si trattava di una manifestazione in un quartiere popolare dell’XI distretto di Vienna, un quartiere molto particolare. Con la comunità queer non avevo mai avuto a che fare prima. Vi trovai un’atmosfera strana, ma molto bella. Ho avuto modo di parlare con queste persone, rendendomi conto che ancora oggi ci sono individui che vivono quasi nascosti, senza potersi esprimere liberamente.
Per farla breve, scattai le foto di quella serata e mi resi conto che quelle persone mi ricordavano i luoghi abbandonati: dimenticate, invisibili, proprio come gli spazi che amo esplorare. Incontrai grande entusiasmo per la mia idea e riuscimmo a coinvolgere persone comuni come modelli – gente che non aveva mai posato davanti a una fotocamera. Io non imponevo nulla: potevano mettersi come volevano”.
Nel 2023 la fotografa Barbara Essl ha portato a Vienna, nel quartiere di Simmering, il progetto “Queer moments in lost places”, un viaggio visivo tra memoria e identità. Nei suoi scatti, luoghi viennesi sospesi nel tempo – come il porto di Albern, il cimitero dei senza nome o il castello Neugebäude – si trasformano in teatri di rinascita, dove la diversità diventa bellezza e la fragilità assume la forma della libertà. Le fotografie di Essl raccontano storie silenziose, svelando l’anima nascosta di spazi abbandonati e intrecciandola con quella di una comunità viva e plurale. Così, ciò che un tempo era invisibile trova voce e luce, restituendo senso e presenza al passato.

Fiume e i suoi spunti inesauribili
Oggi il percorso di “Queer moments in lost places” si apre a nuovi orizzonti: Fiume e i suoi luoghi dismessi e dimenticati entrano a far parte del progetto, offrendo una nuova tappa di riflessione sul dialogo tra spazio e identità. In questi scenari carichi di storia, la ricerca di Essl continua a intrecciare memoria e presenza, costruendo ponti poetici tra città, comunità e tempo.
“Il progetto in Austria è stato accolto molto bene, per cui ho proposto a Ortrun di allargarlo verso altri Paesi europei. Questa di Fiume è la prima uscita oltre i confini austriaci, realizzata in collaborazione con Ornella Sciucca e con la Comunità degli Italiani. Abbiamo coinvolto ballerini e attori del vostro teatro, appartenenti sia alla vostra comunità sia a quella queer, ripresi nei vostri luoghi abbandonati. Sono davvero molto contenta perché, pur avendo fotografato più di 120 lost places, qui a Fiume trovo i posti più belli”.
Dal punto di vista dell’artista, il fascino dei luoghi dismessi, trascurati o abbandonati è una fonte inesauribile di ispirazione. Allo stesso tempo, però, rappresentano situazioni di degrado urbano e incuria.
“I lost places raccontano la nostra storia collettiva: edifici e spazi abbandonati che si trovano in tutte le grandi città. È quasi uno scandalo – anzi, lo è – che si continui a consumare nuovo suolo invece di riutilizzare ciò che esiste già. A Vienna ci sono diversi sviluppatori di progetti urbani che cercano di riqualificare i luoghi dismessi, restituendo loro decenza e, spesso, bellezza. Qui a Fiume avete un ottimo esempio: il complesso Benčić. È straordinario! E ci sono tanti altri luoghi che meritano attenzione”, conclude Essl, che continua a scoprire nuovi siti sconosciuti a molti di noi. Per scoprirne alcuni, il modo più semplice è visitare Palazzo Modello: vi troverete molto su cui riflettere.

Accettazione del diverso
La comunità queer è un insieme aperto e inclusivo di persone che mettono in discussione le definizioni tradizionali di genere e orientamento sessuale, valorizzando la libertà di espressione dell’identità in tutte le sue forme. In senso più ampio, rappresenta uno spazio culturale e sociale che celebra la diversità, l’autenticità e il diritto di essere sé stessi oltre le categorie convenzionali.
Le foto di Barbara Essl richiedono una comprensione che va oltre la loro dimensione estetica. Se in un luogo dimenticato ci fosse, per esempio, un anziano qualunque, un bambino qualunque o una donna qualunque – ma racchiusi nei canoni convenzionali –, cambierebbe la percezione dell’insieme. Questa percezione, in qualcuno, può essere negativa?
“Sì, è vero. Uno di questi ragazzi, ripreso a Vienna, è molto esposto nella società e negli ultimi due anni ha subito degli attacchi. Gli è stato tolto il lavoro in una libreria. Per il resto, non abbiamo incontrato alcuna chiusura nell’attuare il progetto da parte della Città di Vienna, anzi: ci ha dato molto sostegno, anche finanziario”.
Concludiamo con un pensiero di Barbara Essl: “’Queer moments’ parla di questo: del coraggio di mostrarsi per ciò che si è, e del potere trasformativo della vulnerabilità”.

Foto Goran Žiković

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