Conferma per Marin Blažević

Il Consiglio cittadino ha approvato la nomina del nuovo-vecchio sovrintendente con 22 voti a favore, 9 contrari e 2 astenuti tra toni aspri al limite dell’incidente

Marin Blažević

FIUME | Il Consiglio cittadino ha approvato ieri, tra toni aspri al limite dell’incidente, la nomina dell’attuale sovrintendente del Teatro Nazionale Croato “Ivan de Zajc”, Marin Blažević, al medesimo incarico per un ulteriore quadriennio (2021 – 2024) con 22 voti a favore, 9 contrari e 2 astenuti. Zvonimir Peranić, presidente del Comitato per la cultura della Città di Fiume, nel presentare ai consiglieri la proposta di nomina di Blažević, ha osservato che quella dell’attuale sovrintendente è stata l’unica candidatura pervenuta al Concorso. Il programma di Blažević – ha rilevato Peranić – è artisticamente e organizzativamente molto valido, dettagliato, realistico, ma soprattutto fattibile in virtù delle attuali risorse finanziarie.

Una seduta turbolenta

Nonostante l’argomento sia legato al campo della cultura, il dibattito è stato caratterizzato da toni decisamente forti e da un linguaggio indecoroso. Le maggiori contestazioni sono giunte dai consiglieri dell’HDZ, prevalentemente da Ivona Milinović e dall’indipendente Hrvoje Burić. I due, oltre a opporsi alla proposta di rinomina di Blažević a sovrintendente dello “Zajc”, hanno cercato in tutti modi di persuadere gli altri consiglieri a votare contro, convinti che si trattasse di una classica nomina di stampo politico. Il dibattito è andato avanti per un po’ tra botta e risposta e non sono mancate critiche rivolte all’attuale amministrazione. È stato fortemente contestato il fatto che per la ristrutturazione dei bagni dello “Zajc” vengano chiesti i contributi volontari dei cittadini – cosa che Milinović e Burić reputano inammissibile, soprattutto se si considera che un milione di kune è stato stanziato per l’ingaggio del direttore d’orchestra Ville Matvejeff e che lo “Zajc” ottiene annualmente dal Bilancio cittadino 50 milioni. È stata tirata in ballo anche la questione del (mancato) finanziamento del Dramma Italiano. Secondo Burić, i fondi mancanti sarebbero stati assicurati dalla Società “Rijeka 2020”, quindi attingendo dai soldi dei contribuenti.

Il DI nell’occhio del ciclone

A nulla sono valse le spiegazioni del consigliere Oskar Skerbec e in seguito del sindaco Vojko Obersnel, stando ai quali le affermazioni di Burić non corrispondono alla verità. Skerbec ha rilevato che i finanziamenti destinati al Dramma Italiano, provenienti dall’Italia, non sono venuti meno. La loro mancata erogazione sarebbe, invece, il risultato di un ritardo tecnico dovuto all’intermediario e che grazie all’Unione Italiana, intervenuta con un prestito, è stato assicurato il prosieguo della stagione teatrale. Il sindaco ha precisato che negli accordi bilaterali tra la Croazia e l’Italia non è menzionato il finanziamento al Dramma Italiano. Ha pure ricordato che la Città di Fiume è il fondatore del DI, mentre il primo spettacolo della compagnia risale al 26 ottobre del 1946.

I fondi di «Rijeka 2020»

Per quanto concerne i fondi della Società “Rijeka 2020” versati al DI, questi non riguardano gli spettacoli della stagione teatrale, ma soltanto alcuni progetti che prevedono la partecipazione della compagnia di prosa in lingua italiana e che fanno parte del programma teatrale di Fiume 2020 – Capitale europea della Cultura. Al termine della votazione, ai consiglieri si è rivolto Marin Blažević, il quale ha colto immediatamente l’occasione per controbattere alle “numerose inesattezze emerse nel corso del dibattito”.

Rispettare il Regolamento

Tuttavia, a causa del regolamento del Consiglio cittadino – come evidenziato e richiesto energicamente da Ivona Milinović –, il presidente del Consiglio cittadino, Andrej Poropat, non ha potuto fare altro che togliergli la parola per argomenti che esulano dal discorso di ringraziamento. Prima di venire interrotto, Blažević si è detto dispiaciuto, soprattutto in quanto fiumano, di aver subito sulla propria pelle una tale manipolazione della verità. L’interruzione del discorso del nuovo-vecchio sovrintendente ha suscitato l’ira del sindaco Obersnel nei confronti dei consiglieri dell’HDZ, il che ha portato ad accuse reciproche, e soltanto l’intervento del presidente del Consiglio, Andrej Poropat, che ha imposto una pausa, ha scongiurato che la discussione degenerasse in qualcosa di ben più grave.
La parola al ministro
La nomina di Marin Blažević sarà ora sottoposta all’attenzione del ministro della Cultura, Nina Obuljen Koržinek, alla quale compete il diritto di convalidare o meno la nomina del sovrintendente. La decisione dovrà essere presa entro 60 giorni, come richiesto dalla legge.

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