Sono in corso attività che porteranno al completamento e al rinnovo degli edifici all’interno del Quartiere artistico Benčić a Fiume che durante la prima fase di realizzazione del progetto di riqualificazione dell’ex complesso industriale in Potok sono stati lasciati in disparte, o rinnovati soltanto parzialmente. Si tratta del Teatrino, che si trova di fronte alla facciata settentrionale del Palazzo dello Zucchero, e della sede del Museo d’Arte moderna e contemporanea (MMSU). Sono queste le informazioni più importanti scaturite ieri dalla 31esima sessione della Commissione per la cultura della Città di Fiume, che è stata incentrata sui vari punti all’ordine del giorno che verranno discussi al Consiglio cittadino in programma giovedì, 12 dicembre, e che riguardano il bilancio per il 2025.
Il restauro dell’MMSU e del Teatrino
Come spiegato da Iva Erceg e da Plamena Šarlija del Dipartimento per l’educazione e l’istruzione, la cultura, lo sport e i giovani, per il rinnovo energetico dell’MMSU, che include la realizzazione di una nuova facciata e del tetto, nonché la sostituzione degli infissi, sono previsti 300mila euro, mentre la documentazione di progetto verrà completata la prossima settimana. Per quanto riguarda il Teatrino, questo ospiterà un Centro artistico e la documentazione necessaria verrà finanziata con i fondi ricavati dalla tassa sui monumenti, mentre per il restauro del padiglione si attingerebbe dai fondi del programma ITU (Investimenti territoriali integrati). Inoltre, sono stati previsti 10mila euro per il restauro degli affreschi nella stanza di Fumi al primo piano del Palazzo dello Zucchero, mentre si prevede pure un completo rinnovo energetico della Casa croata di Cultura (HKD) di Sušak.

Foto: HELENA LABUS BAČIĆ
Un potenziale non sfruttato
Ci sono però tantissimi quesiti e problemi relativi al patrimonio storico-culturale cittadino che attendono ancora una soluzione, ma per i quali in questo momento la Città non ha una risposta adeguata. A parlarne è stata, nel suo discorso introduttivo, la presidente della Commissione, Maša Magzan, che ha dichiarato come fin dal 2021, questa Commissione continua a parlare di problemi che si manifestano nella gestione di progetti e dei monumenti storico-culturali della città, in quanto ritiene che il potenziale dell’infrastruttura culturale non viene sfruttato quanto dovrebbe essere. Magzan ha inoltre osservato come la Città non abbia definito le proprie priorità nel campo della cultura e che dal 2020 non dispone di un piano di sviluppo culturale, anche se questo sarebbe dovuto essere concluso entro la fine del 2024. Una frecciatina è stata indirizzata nuovamente al Teatro Nazionale Croato “Ivan de Zajc”, il quale continua a “comportarsi come un’isola e a ignorare tutte le nostre richieste di chiarimenti, nonostante l’intercessione della Città di Fiume”. Ha infine concluso che “molto difficilmente potremo appoggiare il bilancio, in quanto la parte che riguarda la cultura è irresponsabile e senza alcuna inventiva”.

Foto: HELENA LABUS BAČIĆ
Un ulteriore aumento di fondi
Dal suo canto, Renato Stanković (Možemo!) ha osservato come i fondi destinati alla cultura siano stati nel loro insieme incrementati nell’ambito del bilancio 2025, ma che il suo partito sta preparando un emendamento con il quale richiederà un ulteriore aumento in questo segmento. Si è invece detto perplesso per quanto riguarda l’annunciato rinnovo dell’Exportdrvo, in quanto non è chiaro come e dove verranno realizzati i programmi che attualmente vengono svolti nell’ex magazzino.
Plamena Šarlija ha spiegato che la Città cerca di aumentare di anno in anno i fondi destinati alle associazioni al fine di permettere loro di lavorare con stabilità e di assumere personale. Per quanto riguarda il Teatrino, ha annunciato che fino a maggio del 2025 dovrebbe essere completato il progetto d’idea del futuro Centro artistico. In relazione al piano di sviluppo culturale, ha rilevato che a questa si sta lavorando, anche se l’analisi della situazione attuale nel campo della cultura ha richiesto molto più tempo del previsto. Šarlija ha fatto riferimento anche all’Exportdrvo, precisando che effettivamente il suo Dipartimento non porterà avanti il progetto di riqualificazione della struttura, la quale dal 2025 verrà gestita dalla Rijekasport.
Maša Magzan si è quindi soffermata su un tasto dolente della cultura fiumana, il Teatro Fenice, che presto verrà completamente chiuso, il che vuol dire che all’interno non ci sarà più corrente e di conseguenza non funzionerà più il sistema di pompaggio che teneva l’acqua dei corsi sotterranei fuori dal palazzo. Ha ricordato, inoltre, che non è stato ancora nominato un tutore del palazzo, il che era un compito che spettava al sindaco Marko Filipović.
Progetto di riqualificazione di piazza Klobučarić
Magzan ha fatto riferimento anche a progetti che nel bilancio 2025 non hanno ottenuto alcun finanziamento, come la casa Colazio nei pressi del Parco archeologico dietro l’Arco romano, la quale nell’ambito del progetto architettonico originale sarebbe dovuta essere demolita, ma è stata salvata dall’Istituto di conservazione dei beni storico-culturali di Fiume il quale riteneva che avesse un valore ambientale e aveva pertanto bloccato la demolizione. Prima di investire nel restauro della palazzina, è necessario capire quali contenuti questa può ospitare. Tra le varie voci del bilancio si è trovato pure il muro medievale che da più di vent’anni attende di venire riportato in piazza Klobučarić. Come riferito dalle esponenti della Città, è stato deciso che il muro verrà incluso nel progetto di riqualificazione della piazza, che sarà gestito dal Dipartimento per l’Urbanistica, l’assetto territoriale e l’edilizia.
Si è fatto riferimento anche al fatto che da ormai quattro anni, da quando è stato inaugurato il Palazzo dello Zucchero, due suoi spazi commerciali non hanno ancora trovato un affittuario. La ragione sta probabilmente nel fatto che gli spazi richiedono un ingente investimento nel loro assetto, il che è una spesa che i potenziali affittuari non sono disposti ad accollarsi.
Nessuno dei punti all’odg è stato appoggiato all’unanimità dai membri della Commissione.

Foto: ŽELJKO JERNEIĆ
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