Cinquant’anni di scatti del quartetto fiumano

Per più di mezzo secolo Egon Hreljanović, Ranko Dokmanović, Ante Škrobonja e Istog Žorž, quattro amici legati dall’amore per la fotografia, hanno «sfornato» immagini originali, inedite e artistiche, lavoro che hanno riassunto alla Galleria Principij, in Cittavecchia, per presentare la loro produzione in sole 12 fotografie a testa

La mostra di fotografie, in visione nella Galleria Principij in Cittavecchia, ha riunito quattro dei più noti fotografi fiumani: Egon Hreljanović, Ranko Dokmanović, Ante Škrobonja e Istog Žorž. Li accomuna il fatto di aver iniziato a esporre i propri lavori nel corso degli anni Sessanta e di non avere smesso di produrre immagini originali, inedite e artistiche per più di mezzo secolo. Ovviamente non è facile scegliere solo 12 fotografie a testa per riassumere tutta una vita di lavoro, ma il Fotoclub di Fiume e Borislav Božić hanno tentato di offrire al pubblico fiumano almeno un assaggio della grande mole di fotografie realizzate dai quattro rappresentanti di una generazione.
Nell’occasione abbiamo chiesto a ciascuno di loro un piccolo riassunto del loro contributo alla mostra.


Legami di amicizia e professionali
“Ci siamo riuniti in quanto siamo molto legati anche nella vita privata da un vincolo sia di amicizia che professionale – ha esordito Egon Hreljanović -. Borislav Božić del Fotoclub fiumano ci ha spiegato che ciascuno di noi deve scegliere sei fotografie della prima produzione e altre sei degli ultimi anni. Personalmente ho deciso di inserire nella mostra gli scatti che più mi stanno a cuore. Negli anni Sessanta eravamo tutti molto attivi e ho scelto tre fotografie di quel decennio. Quelle esposte alla Galleria Principij fanno parte della collezione ‘Ardesia’, con la quale ho ottenuto la menzione onorevole al concorso d’arte e cultura ‘Istria Nobilissima’ nel 1994, ‘Fragmenti’ e ‘Leptiri’, che è stata premiata allo stesso concorso nel 2008. Per quanto riguarda i lavori più recenti, ho scelto una scena delle vie di Ragusa del 2014 e due ritratti del 2019 e del 2020”.


Ranko Dokmanović ha preferito, invece, dare libero accesso alle sue foto a Borislav Božić, il quale ha sfogliato le tante stampe per sceglierne alcune reputate eccezionali.
“Negli ultimi cinquant’anni abbiamo spostato i confini della fotografia classica e penso che questo ci accomuni – ha spiegato Dokmanović -. Nel 1999 ho festeggiato trent’anni di attività con una mostra di 300 fotografie nella Galleria Moderna di Zagabria e nel corso di tutta la mia vita ho realizzato decine di migliaia di scatti, di cui i migliori sono stati esposti in moltissime mostre. La mia prima fotografia esposta in assoluto è del 1968 e raffigura la mia ragazza di allora con un gattino; ma nei decenni ho fatto veramente di tutto. Darko Glavan scrisse di me: ‘Lui non ha uno stile, ma un modo di porsi’, volendo esprimere la mia versatilità, il mio lavoro, che non si può mai racchiudere in una categoria o in un’etichetta. Ho fotografato cimiteri, le grotte dell’Istria, i moli, Fiume, persone, di tutto. Sono contento che Borislav si sia preso l’impegno di scegliere le foto più belle, perché noi fotografi spesso pecchiamo di soggettività e quella che può sembrarci una fotografia fuori dal comune, viene scartata dalla critica” ha concluso.


Il racconto di una vita
Ante Škrobonja si è cimentato nella foto a colori, in bianco e nero, in quella sperimentale e in tante tecniche diverse. Ci ha spiegato che a parte la sua partecipazione alla mostra del Fotoclub di Fiume, sta preparando pure una mostra di fotografie rock, realizzate durante i concerti dell’associazione LP rock sulla nave Marina. “La fotografia rock – spiega Škrobonja – non si può confrontare con quella classica, realizzata in condizioni controllate o comunque favorevoli. L’illuminazione è scarsa, le persone sono in movimento e rendono sfuocati i contorni, spesso nell’aria c’è del fumo. Tutto ciò rende queste foto speciali, che trasmettono un’atmosfera che si può respirare solo ai veri concerti rock, come quello del nostro gruppo Uragani”.


Un’altra mostra particolare sarà denominata “Čudograd RIIR” (Fantasticittà RIIR) e raffigurerà alcuni dettagli del centro cittadino riflessi, ovvero delle fotografie fatte allo specchio.
A chiudere il quartetto fotografico fiumano è Istog Žorž, conosciutissimo in città e autore di tanti scatti celebri, come ad esempio quello dell’artista Vojo Radoičić, affacciato alla finestra. “La prima fotografia presentata al pubblico e scattata da me raffigurava una veduta di Volosca e nacque nel 1962, quindi 58 anni fa. Troppo tempo è passato! (ride) Se dovessi definire la mostra alla Galleria Principij la definirei una super mini-retrospettiva, in quanto lo spazio è molto limitato e noi quattro abbiamo realizzato una marea di fotografie. Per quanto riguarda le ultime fotografie, ovvero quelle fatte negli ultimi anni, ho scelto i portoni del centro cittadino, gli androni, le entrate nei palazzi, le cassette della posta, le ringhiere e gli scalini”.
In visione fino al 3 ottobre.

Facebook Commenti