Dopo che nei giorni scorsi presso il Museo civico di Rovigno è stata inaugurata la mostra intitolata “Cesco Dessanti: Uomo, pittore e poeta”, lunedì sera, presso la Sala maggiore del sodalizo locale è stata inaugurata una seconda esposizione dedicata a Cesco Dessanti, dal titolo “Cesco Dessanti, Disegni dalle collezioni del Museo”, con una selezione di disegni conservati al Museo civico.
Sinergia e collaborazione
A fare gli onori di casa è stato il vicepresidente dellla CI di Rovigno, Matteo Tromba, il quale ha voluto ribadire il fatto che il progetto è stato portato avanti da più braccia: “Grazie alla sinergia e alla collaborazione tra Comunità, Museo e Città siamo riusciti a ottenere un risultato eccellente, ossia ben due mostre dedicate al genio artistico di Cesco Dessanti e alla sua sensibile e raffinata pittura”, ha detto Tromba.
Presenti alla mostra numerose autorità tra cui il sindaco di Rovigno Emil Nimčević, la vicesindaco in quota CNI Gianfranca Šuran, la presidente del Consiglio cittadino Tea Batel, il presidente onorario dell’UI Giovanni Radossi, la presidente del Comitato esecutivo della CI “Pino Budicin” Marina Ferro Damuggia, il vicepresidente del sodalizio Gianclaudio Pellizzer, il presidente della “Famìa Ruvignisa” Gabriele Bosazzi, la consigliera Eugemia Giuliana Budicin, Donatella Schürzel, presidente del Comitato di Roma e vicepresidente nazionale dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia nonchè gli esuli membri della “Famìa Ruvignisa”.
Ritratti di concittadini e scorci urbani
La direttrice del Museo Vilma Bartolić ha spiegato che le opere esposte al sodalizio rovignese fanno parte di una collezione custodita dal Museo civico che comprende ritratti di concittadini, passanti e scorci urbani del dopoguerra che restituiscono con precisione e intensità l’anima di una Rovigno di altri tempi. “Nella mostra ‘Cesco Dessanti, Disegni dalle collezioni del Museo’ sono esposti i disegni realizzati in gran parte durante gli anni della formazione accademica di Dessanti. Grazie alle due mostre siamo riusciti a offrire una chiara visione della produzione di Cesco Dessanti. Voglio ringraziare la Comunità degli Italiani di Rovigno per la collaborazione grazie alla quale abbiamo potuto contribuire alla valorizzazione dell’opera di Dessanti”, ha dichiarato Vilma Bartolić.
A prendere poi parola è stata l’autrice nonchè curatrice della mostra, Elizabeta Rogović, che ha spiegato al folto pubblico, tra cui numerosi appassionati d’arte, la profondità e l’intensità rintracciabili nelle opere di Cesco Dessanti. “Dessanti fu il primo rovignese a frequentare l’Accademia di Belle Arti di Zagabria, nel 1945, e da subito si distinse per la sua curiosità e l’apertura culturale. Durante gli anni di studio intrecciò rapporti con numerosi artisti, che poi portò a Rovigno, contribuendo a vivacizzare la scena locale e a dare nuovo slancio al tessuto culturale cittadino negli anni Cinquanta. Il suo successivo trasferimento in Italia ne rese l’opera meno accessibile, conosciuta soprattutto da una ristretta cerchia di intenditori e appassionati delle avanguardie contemporanee. Per comprendere davvero la pittura di Cesco è necessario avvicinarsi al suo lato umano, poiché vita e arte, nel suo percorso, sono state intimamente intrecciate. La sua creatività nasce da un continuo confronto tra il genio interiore, spesso costretto entro limiti dolorosi e un mondo esterno percepito come ostile. Dessanti non si limita a osservare e a sentire: è un uomo guidato da un forte intuito, che rifugge le mode e si oppone all’omologazione. Proprio questa coerenza gli permette di preservare la sua dignità, sia artistica sia personale, e di custodire intatta la ricchezza della sua sensibilità e della sua espressione creativa”, ha spiegato Elizabeta Rogović.
La città natia nel cuore
Infine, Gabriella Dessanti Godena, visibilmente emozionata, ha voluto esprimere la propria soddisfazione nel vedere esposte le opere del padre nella sua città natia. “Cesco ha sempre portato nel cuore la sua città natia. Andava sempre in giro con dei quaderni nei quali fare degli schizzi. Amava cogliere l’animo delle persone e riportarne i tratti caratteristici. Era un grande perfezionista, nelle sue opere nulla è mai lasciato al caso”, ha detto Gabriella Dessanti Godena, dopodichè Matteo Tromba ha dichiarato aperta la mostra che sarà visitabile fino al 20 settembre.
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