Cave del Predil: realtà museali tra memoria e testimonianza

Visita nel Tarvisiano per conoscere le fatiche dei minatori

0
Cave del Predil: realtà museali tra memoria e testimonianza
Museo della tradizione mineraria. Foto: ARIANNA TERSIGNI

Nel cuore della Val Canale, incastrata tra Italia, Austria e Slovenia, sorge la miniera di Raibl nella frazione Cave del Predil di Tarvisio. La miniera – visitata di recente nell’ambito del Seminario per docenti delle scuole con insegnamento della lingua italiana di Slovenia, Croazia e Montenegro, organizzato dall’Università Popolare di Trieste – è costituita da un reticolo di 120 chilometri di gallerie disposte su 19 livelli, che si estendono fino a 520 metri di profondità. Raibl è stata per secoli una delle più importanti in Europa per l’estrazione di piombo e zinco. Sfruttata fin dall’antichità, la prima documentazione storica riguardante l’attività estrattiva risale al 1320, quando Federico I d’Asburgo concesse ad un consorzio di minatori la coltivazione del minerale. Durante la Prima Guerra Mondiale una galleria venne addirittura utilizzata per far transitare truppe austroungariche verso il fronte di Caporetto senza che queste fossero viste dalle vedette italiane. La miniera fu attiva fino al 1991, quando venne chiusa per la poca economicità della sua estrazione. Con questa chiusura – invano osteggiata dalla comunità e dai minatori, che arrivarono ad occupare il complesso minerario per ben 17 giorni – finì anche il periodo di prosperità economica della località e dell’area circostante: il lavoro di molti degli abitanti di Cave del Predil era infatti indissolubilmente legato alle attività della miniera e in gran numero furono perciò costretti ad abbandonare la valle.

Foto: ARIANNA TERSIGNI

Le fatiche dei minatori
La memoria e l’eredità di quello che ha rappresentato – e che continua a rappresentare per chi l’ha vissuta da protagonista – la miniera di Raibl è oggi tramandata dal lavoro del complesso delle realtà museali di Cave del Predil, che comprende il Parco Internazionale Geominerario, il Museo della tradizione mineraria e il Museo storico militare delle Alpi Giulie. Attraverso la visita al Parco Geominerario è possibile percorrere parte delle gallerie dell’ex miniera: le guide accompagnano i turisti alla scoperta dei materiali e delle tecniche di estrazione, ma soprattutto delle fatiche di migliaia di minatori che per secoli hanno animato i cunicoli della miniera stessa.

La cava è testimone di importanti vicende belliche.
Foto: ARIANNA TERSIGNI

Vita legata al lavoro
Ospitata all’interno della sede del palazzo degli uffici della direzione della miniera, la collezione del Museo della tradizione mineraria – grazie ad un importante lavoro di ricerca documentaria – ripercorre la storia della località e dei suoi abitanti in relazione alle attività minerarie, soffermandosi su episodi e testimonianze del lavoro dei minatori e delle vicende che hanno segnato lo sviluppo e infine la chiusura della miniera. Visitando gli uffici amministrativi traspare il senso comunitario e di appartenenza che gli abitanti di Cave del Predil sentivano nei confronti della miniera: questo emerge da foto d’epoca e dalla presenza di aree conviviali, come la “stanza delle donne” e quella dedicata al dopolavoro aziendale. Il Museo storico militare delle Alpi Giulie ripercorre invece la storia del territorio di Tarvisio, dalle campagne napoleoniche antiasburgiche fino alla Seconda guerra mondiale. In particolare, nella sala dedicata alla Prima guerra mondiale è curata la fase della contrapposizione tra gli imperi centrali e i paesi dell’Intesa nella Zona Carnia, settore che comprendeva, appunto, anche le Alpi Giulie. Nel Museo sono conservati ed esposti documentazioni di archivio (italiane e straniere), reperti ed oggettistica di corredo.

I macchinari intrattengono il visitatore rendendolo partecipe di un contesto lontano dall’ordinario.
Foto: ARIANNA TERSIGNI
Ingresso all’ex miniera di Raibl.
Foto: ARIANNA TERSIGNI

Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.

L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.

No posts to display