Castua canta in ciacavo: il ČAnsonfest non si smentisce (foto)

Il Ffestival della canzone d'autore in lingua ciacava ha chiuso la 35ª Estate culturale castuana. Protagonisti anche i connazionali Nevia Rigutto e Francesco Squarcia

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Castua canta in ciacavo: il ČAnsonfest non si smentisce (foto)

Nella suggestiva cornice della storica Crekvina di Castua, davanti a una platea al completo, si è svolta la 22ª edizione del ČAnsonfest, il Festival della canzone d’autore in lingua ciacava. L’evento, che da oltre vent’anni valorizza l’autenticità della parola e la tradizione linguistica locale, ha chiuso la 35ª edizione dell’Estate culturale castuana, che quest’anno ha registrato complessivamente oltre 8.000 presenze. L’organizzazione è stata curata dall’associazione Kanat di Castua in collaborazione con il team del festival estivo.

La serata di sabato 29 agosto, ha visto avvicendarsi sul palco 16 brani inediti, ricchi di sfumature espressive e caratterizzati da stili molto diversi. L’apertura è stata affidata a Predrag Ljuna con “Spod Fortice” (“Sotto la Fortezza”, testo di Valter Milovan), seguito dal Duo Feri & Friends con l’evocativa “Zuličina hiša” (“La casa di Zulica”, musica di Marko Feri e testo di Nenad Smajila), un brano incentrato sul ricordo e sul fascino nostalgico di un luogo dimenticato del territorio.

Robert Kolar ha poi proposto con grande intensità “Kamik va kamike” (“Sasso nel sasso”), unendo i versi postumi di Darko Deković alla musica di Bruno Krajcar, in una composizione che celebra il legame con le proprie radici e la terra d’origine. Il debuttante Siniša Pifar si è presentato con il brano cantautorale “Budi mali mrav” (“Sii una piccola formica”), mentre il Projekt Band +/– 60 ha eseguito la trascinante “Leti vrime” (“Vola il tempo”, testo di Željka Egredžija e musica di Nataša Klarić), dedicata al tema della fugacità del tempo.

Davor Terzić ha messo in luce il valore della parola scritta attraverso “Vojaki od besed” (“Soldati di parole”, testo di Vesna Terzić), mentre le suggestioni marine sono state portate in scena da Suzana Matušan Avgustini con la melodica “Ni ga vala od maištrala” (“Non c’è baia senza maestrale”), nata sui versi di Daniel Načinović e dedicata al vento estivo e alle insenature del nostro mare.

Il temperamento mediterraneo di Francesco Squarcia

Il temperamento mediterraneo ha trovato ulteriore espressione nell’esibizione di Francesco Squarcia con “Sve za pet” (“Tutto da dieci”, testo di Ljubica Bestulić-Stanković), mentre Damir Vrbljanac ha offerto un’intima riflessione sul quotidiano attraverso il brano cantautorale “Svet z mojga balkona” (“Il mondo dal mio balcone”). Una ritmica vibrante è stata introdotta dal gruppo Terra Magica con l’incalzante “Tarantella” di Emanuela Lazarić-Ella, seguita dalla ballata romantica di Hrvoje Hegedušić, “Za ruku ću te zet” (“Ti prenderò per mano”, testo di Ljerka Hegedušić).

La classe di Nevia Rigutto

Irena Grdinić ha portato freschezza con “Ej, baš me briga” (“Ehi, non me ne importa niente”, musica e testo di Zemir Delić), mentre il cantautore Daniel Načinović ha evocato l’essenza della sua terra attraverso la profonda riflessione di “Ča bi reć, barba Martin?” (“Che dire, zio Martino?”). Nevia Rigutto ha invece dato prova di grande classe nell’interpretazione di “Ne dotiči” (“Non toccare”, musica di Zoran Trubić e testo di Vlasta Juretić).

Il programma della competizione è stato chiuso dalle note di “Trajekt” (“Il traghetto”) del cantautore Robert Funčić e dalle sfumature sognanti di “Stran sna” (“Il lato del sogno”) di Katja Budimčić Sabljar, con musica di Aldo Foško e testo di Rajka Jurdana-Šepić.

I vincitori e i premi

Al termine delle esibizioni si è svolta la cerimonia ufficiale di premiazione. Il riconoscimento conferito da Radio Istra al brano più trasmesso nel corso dell’anno, scelto tra quelli presentati nella precedente edizione del festival, è andato a Erik Balija per “Adio svite moj” (“Addio, mondo mio”).

Il premio “Nikola Luzer” per la migliore canzone dedicata alla terra d’origine è stato assegnato a Robert Funčić per “Trajekt” (“Il traghetto”). Il riconoscimento rende omaggio all’autore dell’intramontabile inno locale “Moj Kastav” (“La mia Castua”). Rajka Jurdana-Šepić si è aggiudicata il premio per il miglior testo con “Stran sna” (“Il lato del sogno”), Bruno Krajcar quello per la migliore composizione con “Kamik va kamike” (“Sasso nel sasso”), mentre Damir Vrbljanac è stato premiato come miglior cantautore per “Svet z mojga balkona” (“Il mondo dal mio balcone”).

Siniša Pifar, con “Budi mali mrav” (“Sii una piccola formica”), ha ottenuto un doppio riconoscimento, venendo nominato miglior debuttante e conquistando anche il premio per la migliore interpretazione. Il Premio del pubblico è invece andato a Suzana Matušan Avgustini per “Ni ga vala od maištrala” (“Non c’è baia senza maestrale”).

Le voci dei protagonisti

A margine dell’evento, Nevia Rigutto ha parlato della sua intensa interpretazione di “Ne dotiči” (“Non toccare”), brano il cui testo è stato firmato dalla stimata autrice Vlasta Juretić, recentemente scomparsa. Come ha spiegato la stessa Rigutto, il titolo racchiude un significato più profondo, vicino all’espressione “lasciami in pace”.

Si tratta di un brano intenso nel quale l’autrice, senza fornire spiegazioni esplicite, sembra dare voce a un dolore interiore o a un sentimento tormentato, capace di turbare persino il riposo notturno. Rigutto ha cercato di immedesimarsi in queste emozioni, interpretando il testo nel modo che, a suo avviso, l’autrice avrebbe desiderato. Ad accompagnarla, la musica di Zoran Trubić, cantautore con una lunga esperienza nella klapa Nevera e in ambito teatrale, capace di tradurre in note questo delicato racconto dell’anima.

Dal canto suo, Francesco Squarcia ha espresso grande soddisfazione per la partecipazione al Festival, sottolineando l’atmosfera calda, familiare e accogliente che si respira a Castua. Apprezzando la varietà tematica della rassegna, Squarcia ha spiegato di aver scelto il testo di Ljubica Bestulić-Stanković per il brano “Sve za pet” proprio per il forte messaggio di ottimismo che trasmette.

Richiamando il massimo dei voti a scuola, l’artista ha lanciato un invito a non lasciarsi travolgere dai problemi quotidiani, ma a vivere e lasciare vivere, con la convinzione che, alla fine, ogni cosa possa trovare il proprio posto.

Con questo alternarsi di sfumature emotive, dall’intima e toccante interpretazione di Nevia Rigutto alla contagiosa positività di Francesco Squarcia, il 22° ČAnsonfest si è congedato dal suo pubblico confermando ancora una volta la musica come uno strumento capace di dare voce alle infinite vibrazioni dell’animo umano.

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