Cartoline d’epoca di Fiume. Un caleidoscopio di storia

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Cartoline d’epoca di Fiume. Un caleidoscopio di storia

FIUME | Singolare appuntamento questa sera nel Museo civico del capoluogo quarnerino dove, nell’ambito delle Giornate della cultura italiana, organizzate dal Consolato Generale d’Italia a Fiume, verrà inaugurata (ore 19) la mostra bilingue di vecchie cartoline “Pozdrav iz Rijeke/Un saluto da Fiume”. Realizzata grazie alla collaborazione tra il Museo civico e la Comunità degli Italiani di Palazzo Modello, con il sostegno della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e dell’Università Popolare di Trieste, è stata curata da Marija Lazanja Dušević.

Come mai questa cooperazione tra la CI e il Museo civico?

“La mostra – ha spiegato Melita Sciucca, presidente del sodalizio fiumano – e il catalogo che ne conseguirà (la cui presentazione è prevista per lunedì 22 ottobre, negli spazi della CI, come chiusura delle Giornate della cultura italiana, nda) è frutto di un contratto di collaborazione tra la nostra CI e il Museo civico, firmato lo scorso giugno dall’allora presidente del sodalizio, Orietta Marot, e dal direttore dell’ente museale, Ervin Dubrović, documento il cui obiettivo è favorire uno sviluppo d’interesse comune e promuovere la cultura italiana nel capoluogo quarnerino. Grazie a questo contratto di collaborazione nei mesi scorsi sono già stati realizzati due eventi per noi importantissimi, ossia le mostre delle nostre compiante artiste Erna Toncinich e Daria Vlahov Horvat. Ora è la volta di ‘Un saluto da Fiume’ e a dicembre è in programma l’esposizione di Mauro Stipanov”.

Che cosa rappresenta questa mostra per il sodalizio di Palazzo Modello?

“Per il nostro sodalizio è sicuramente un modo di rendersi più visibile in città e di collaborare con le istituzioni della maggioranza. Si è voluto realizzare la mostra nel Museo civico e la conseguente presentazione del volume in Comunità per avere due eventi separati e per collegare simbolicamente le due istituzioni. Il catalogo che accompagna l’esposizione è pure bilingue, curato anch’esso da Marija Lazanja Dušević, la traduzione è di Viviana Viviani, e una delle prefazioni è firmata dalla nostra Orietta Marot”.

Qual è il suo proposito in generale, rivolto ai visitatori?

“La mostra è dedicata non soltanto ai fiumani, ma anche ai loro ospiti, ossia a quelli che sono innanzitutto interessati al ricordo, alla città e al porto, alla riva, al Corso, agli edifici, alle vie e alle piazze, è rivolta a coloro i quali paragonano la loro città odierna a quella di ieri, che sulle cartoline possono osservare la comparsa e la scomparsa di determinati edifici, impianti e complessi urbani. Qui hanno veramente l’occasione di osservare Fiume nel suo sviluppo centenario, riconoscere la sua crescita e la ricostruzione”.

È la storia… di una storia?

“In questo periodo in cui si parla tanto di bilinguismo, del ripristino dei nomi delle vie, la mostra di cartoline darà sicuramente un ulteriore tocco simbolico, nel senso che dalle cartoline si vede quali lingue erano presenti nel capoluogo quarnerino, che, appunto, non era soltanto bilingue. A dimostrazione del plurilinguismo e del multiculturalismo di cui gode e godeva sempre la città”.

In attesa dell’inaugurazione di questa sera, l’autrice della mostra, Marija Lazanja Dušević, ci ha illustrato i suoi contenuti.

Come si presenta?

“La mostra è suddivisa in dieci settori – ha spiegato la curatrice –, che per la maggior parte includono i vari quartieri della città: la Fiumara, il Corso, la Riva e i moli, Piazza Adriatica, panorami, vedute cittadine, Sussak e Tersatto, edifici famosi, alberghi e il Giardino pubblico, che a quei tempi era uno degli spazi più amati e noti di Fiume, per cui abbiamo voluto dedicargli una sezione particolare. Ognuno di questi temi viene rappresentato da una decina di cartoline. Nel corso delle mie ricerche, nella rivista “La Bilancia” della fine del XIX secolo, ho trovato pure dettagli interessanti intorno all’uso delle cartoline, quali erano i rivenditori in quel periodo, i temi ricorrenti come pure le istruzioni sul modo di mandare una cartolina, sui francobolli e il loro significato. Ho trovato inoltre delle interessanti informazioni sul noto fotografo dell’epoca Francesco Penca, che immortalò tantissime immagini di Fiume: si pensava che avesse soggiornato in città un giorno solo, invece, grazie a dei dettagli ‘visuali’ ho trovato che ci fu in due diversi periodi diversi, in primavera e in autunno, per più giorni”.

Quale esito hanno avuto queste ricerche?

“Negli ultimi tre anni ho compiuto un inventario sistematico del materiale museale, l’ho candidato a vari programmi di digitalizzazione e ho digitalizzato la collezione. Le cartoline sono state elaborate, grazie anche a un sistema computeristico integrato, nella banca dati M++. I fruitori esterni del Museo possono fare delle ricerche in base a questa collezione e le copie digitali delle cartoline costituiscono spesso un materiale illustrativo dei loro testi scientifici, delle mostre o delle pubblicazioni turistiche”.

Le cartoline esposte sono tutte di proprietà del Museo civico?

“Esatto, sono state acquistate dal nostro Museo nel corso degli anni. La cartolina più antica della collezione risale al 1892, stampata con la tecnica della litografia, raffigurante il panorama di Fiume. La maggior parte delle cartoline della mostra appartengono al periodo dal 1897 fino al 1918, dunque a cavallo tra i due secoli. Un settore a parte è dedicato al termine ‘Fiume’ nel senso più ampio e ne illustra l’aspetto e il significato sociale, economico, storico e turistico per i suoi abitanti. Una serie di associazioni, valori e simboli legati a un concetto urbanistico e di status nell’intero territorio della Monarchia austro-ungarica, che evocano tempi passati, il periodo d’oro della storia cittadina, l’ambiente fiumano a cavallo fra i secoli XIX e XX, che in parte coincide con l’epoca d’oro dello sviluppo delle cartoline”. La mostra rimarrà in visione fino al 14 dicembre.

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