Carlo Nathan Morpurgo: una vita dedicata ad assistere gli ebrei

Nella Casa di cultura Bazovica è in visione la mostra dedicata alla famiglia che lasciò una traccia indelebile nell’editoria di Spalato

Ranko Špigl, Marko Filipović e Rina Brumini

Negli spazi della Casa di cultura slovena Bazovica è in visione la mostra dedicata alla famiglia Morpurgo, una famiglia ebrea, originaria di Maribor, che ha lasciato un segno indelebile nella storia dell’editoria nell’area di Spalato nel campo della politica, commercio, economia, medicina, diritto, letteratura, innovazione e attivismo. In seguito alle misure antiepidemiche in vigore, all’inaugurazione hanno potuto assistere pochissime persone. Ai presenti si sono così rivolti Rina Brumini, vicepresidente della Comunità ebraica di Fiume, il vicesindaco di Fiume Marko Filipović, il presidente della Casa di cultura, Zvonimir Stipetić, la segretaria Sandra Grudenić, il presidente della Comunità ebraica, Ranko Špigl e l’archivista Vivian Špacapan.

In visione tutta la vita della famiglia Morpurgo

Mostra nata da un lavoro di ricerca
Marko Filipović ha dichiarato che si tratta di una mostra affascinante che dimostra l’ottima collaborazione tra le minoranze a Fiume, in questo caso quella slovena e quella ebraica, con le istituzioni internazionali. “Ciò dimostra che Fiume è una città aperta e tollerante – ha detto il vicesindaco –. La storia della famiglia Morpurgo è molto interessante e quindi abbiamo voluto sostenere questo valido progetto. In particolar modo in quest’anno quando Fiume porta il titolo di Capitale europea della Cultura”.
Rina Brumini ha spiegato che l’idea della mostra nasce da un lavoro di ricerca su Carlo Nathan Morpurgo, e sulla sua attività all’interno dell’associazione d’aiuto ebraica DELASEM, che nasce nel 1939 con l’approvazione del Regime. Quest’associazione comincia a distribuire aiuti finanziari, ma anche altri tipi di assistenza, per lo più agli ebrei perseguitati. “Fiume è un caso particolare, in quanto, con le leggi razziali è stata tolta la cittadinanza a tutti coloro che la richiedevano dopo il 1° gennaio del 1919 – ha puntualizzato Rina Brumini -. Di conseguenza, Fiume è piena di ebrei che risultano stranieri, anche se i loro figli sono fiumani, come ad esempio le sorelle Bucci”.

I cataloghi donati dal museo di Spalato

Gli ebrei sul filo del rasoio
“Morpurgo porta avanti delle attività non solo a Fiume – ha proseguito Rina Brumini – ma anche nell’area slovena e in Dalmazia e si distingue perché continua a lavorare anche dopo che l’Italia firmò l’armistizio e la DELASEM venne messa fuori legge. Aiuterà tutti gli ebrei che si trovano sul filo del rasoio in attesa di essere internati o meno. L’internamento in quell’epoca, quando ormai i nuovi occupanti erano i tedeschi, significava la salvezza. Tutti questi fatti ci sono noti perché Carlo Morpurgo continuò a mandare delle relazioni molto dettagliate sulla sua attività. Infatti, a volte gli si chiedeva anche la residenza degli ebrei stranieri che aiutava, affinchè lo Stato gli potesse dare una mano. Ha fatto quindi da delatore, cosa che ha sempre cercato di evitare. Dopo tutto questo lavoro di ricerca abbiamo scoperto, grazie anche alla collaborazione con il Museo ‘Carlo e Vera Wagner’ di Trieste, che in precedenza c’è stata una mostra a Trieste, frutto della collaborazione tra la Sinagoga di Lubiana, il Centro di ricerca del patrimonio ebraico e il Museo civico di Spalato. Abbiamo quindi voluto portare a Fiume questa mostra, realizzata con tanta cura e amore, molto ben documentata. Dobbiamo ringraziare il Museo di Spalato che ci ha donato alcuni cataloghi, bellissimi, anche se sono solo l’ombra di quello che la mostra offre. Il progetto è stato realizzato con il patrocinio della Città di Fiume e della Regione litoraneo-montana”, ha concluso Rina Brumini.

La mostra rimarrà in visione fino al 23 dicembre e si potrà visitare nei seguenti orari: lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle 10 alle 15 e martedì dalle 10 alle 18, ovviamente nel rispetto delle misure epidemiologiche.

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