Buie. «Pasión española»: viaggio nell’anima iberica

Una sala gremita ha accolto alla CI di Buie il raffinato concerto del soprano Aida Turganbayeva e del pianista Andrea Furlan, in una serata di lirica spagnola, zarzuela e danza

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Buie. «Pasión española»: viaggio nell’anima iberica

Una serata di straordinaria intensità artistica e di rara eleganza emotiva ha avvolto la sede della Comunità degli Italiani di Buie con il concerto “Pasión española – Perle della lirica vocale spagnola”, autentico trionfo di musica, sensibilità e cultura, capace di trasportare il pubblico in un viaggio sensoriale attraverso i colori incandescenti, i profumi mediterranei e le passioni più profonde dell’anima iberica. Un evento di altissimo profilo che ha saputo fondere raffinatezza musicale, teatralità e sentimento in un mosaico sonoro di travolgente espressività, dove lirismo popolare, eleganza cameristica e il fuoco ardente della zarzuela si sono intrecciati in un continuum emozionale di rara bellezza.

La sala gremita oltre ogni previsione, con spettatori intenti a cercare qualche sedia aggiuntiva pur di non perdere nemmeno un istante della serata, ha restituito immediatamente la misura dell’attesa e del prestigio dell’evento. Tra il numerosissimo pubblico erano presenti poetesse, musicisti, rappresentanti di sodalizi e membri della dirigenza, a testimonianza del valore culturale e simbolico dell’iniziativa.

Un palcoscenico di emozioni

Ad aprire ufficialmente la serata è stato il presidente della Comunità degli Italiani di Buie, Luciano Monica, che ha sottolineato come il concerto si inserisca in un prezioso ciclo di collaborazioni tra il sodalizio buiese e l’associazione concertistica “Gramophone”. Una realtà culturale che, sotto la guida del pianista e Maestro Andrea Furlan, nasce da una profonda e autentica passione per l’arte, con la nobile visione di rendere la musica classica viva, vicina e accessibile a ogni cuore. Un progetto culturale di ampio respiro che mira a portare la grande musica nella quotidianità del Buiese, trasformando il territorio in un palcoscenico pulsante di creatività, dove giovani talenti e artisti affermati possano incontrare il pubblico attraverso la forza universale della musica.

Protagonista assoluto della serata è stato il soprano Aida Turganbayeva, artista di raffinata caratura internazionale, dotata di una presenza scenica magnetica e di una vocalità luminosa, capace di incantare gli ascoltatori fin dalle prime note. Soprano lirico di origine kazaka, attiva tra Italia e Spagna, Turganbayeva ha costruito un percorso artistico di straordinario prestigio, conseguendo il Master in canto lirico e Zarzuela a Madrid e perfezionandosi successivamente al Mozarteum di Salisburgo e al Conservatorio “Giuseppe Tartini” di Trieste, dove ha ottenuto un doppio master in canto lirico e musica da camera. Un curriculum di assoluto rilievo che l’ha vista interpretare ruoli emblematici esibendosi in sedi prestigiose.

Il programma della serata, accompagnato interamente al pianoforte da Andrea Furlan, si è rivelato un autentico scrigno di gemme della musica vocale spagnola. Le raffinate “Cuatro madrigales amatorios” di Joaquín Rodrigo hanno aperto il concerto con un’atmosfera sospesa tra delicatezza rinascimentale e ardore passionale. “Con qué la lavaré”, “Vos me matásteis”, “De dónde venis, amore” e “De los álamos vengo, madre” sono risuonate come miniature poetiche cesellate con infinita grazia, dove la voce del soprano ha saputo dipingere ogni sfumatura emotiva con sublime naturalezza. A seguire, la travolgente energia di Gerónimo Giménez ha incendiato la sala con “Sierras de Granada” dalla zarzuela “La tempranica”, pagina vibrante di colore e teatralità. Il percorso musicale è quindi proseguito con l’intimismo sofisticato del “Poema en forma de canciones” di Joaquín Turina, dove “Dedicatoria”, “Nunca olvida” e “Cantares” hanno svelato un universo sonoro intriso di nostalgia, malinconia e struggente lirismo. Le “Canciones Clásicas Españolas” di Fernando Obradors, con “Del cabello más sutil” e “Chiquitita la novia”, hanno restituito invece tutta la vivacità popolare e la sensualità ritmica della tradizione iberica, fino all’esplosione conclusiva di “Me llaman la primorosa” dalla “El barbero de Sevilla” di Giménez, eseguita con trascinante verve teatrale e irresistibile brillantezza. Ogni pagina musicale è stata accolta con crescente entusiasmo da un pubblico completamente rapito dall’intensità interpretativa degli artisti.

Poesia visiva

A rendere ancora più suggestiva la serata è stato l’intermezzo artistico dedicato alla mostra di abiti femminili dipinti, dell’artista Fedele Eugenio Boffoli, triestino di origini pugliesi, autore di una produzione originale e visionaria capace di fondere pittura, musica e danza in una sintesi estetica di grande fascino. Gli abiti esposti in sala, ispirati ai movimenti della danza e alle vibrazioni della musica, comprendevano anche modelli dedicati al tango, trasformando l’ambiente in una sorta di galleria viva, permeata di eleganza e suggestione.

Con intensa partecipazione emotiva, Boffoli ha raccontato al pubblico il legame profondo tra la sua arte e la musica: “È per me profondamente emozionante trovarmi qui questa sera e poter condividere qualche riflessione sul linguaggio universale dell’arte. Da oltre trent’anni vivo la pittura come un percorso pubblico fatto di esposizioni, progetti, incontri e continue sperimentazioni. Questa particolare espressione artistica della pittura su abito nasce in strettissima simbiosi con la musica, perché ogni creazione prende forma accompagnata dalle sue vibrazioni e dal suo respiro emotivo. Inoltre porto nel cuore una grande passione per il tango argentino, che ballo e pratico da più di vent’anni. Nel tango vive inevitabilmente anche l’anima della musica spagnola, un legame potente e profondissimo, intrecciato però anche a radici europee e africane. In fondo è questo il miracolo dell’arte, tutto confluisce in tutto, in un dialogo incessante di culture, emozioni e identità”.
Parole che hanno trovato immediata incarnazione scenica in un momento di straordinario fascino in quanto Boffoli si è infatti cimentato in un’improvvisazione di tango insieme alla ballerina Dubravka Puljar, accompagnati al pianoforte da Furlan. Un’esibizione intensa e spontanea che ha trasformato la sala in un crocevia di culture, passioni e linguaggi artistici, suggellando perfettamente il filo conduttore della serata.

Lo stesso Furlan ha poi evidenziato il legame profondo tra la musica spagnola e il tango sudamericano: “La musica che abbiamo proposto questa sera appartiene pienamente all’universo culturale spagnolo, ma il tango rappresenta quasi una sua naturale estensione, una sfumatura sorella nata nei territori dell’America Latina che un tempo appartenevano alla Spagna, come Argentina, Cile e gran parte del Sud America. Abbiamo voluto creare proprio questo ponte ideale tra suono e movimento, tra musica e gesto, affinché il pubblico potesse percepire non soltanto l’ascolto, ma anche la danza dell’anima che queste culture custodiscono”.

Rara intensità artistica

Al termine del concerto, il lungo e scrosciante applauso del pubblico ha richiamato nuovamente gli artisti in sala per un bis, segno tangibile dell’emozione condivisa e dell’altissimo livello artistico della serata. Un tributo sincero e caloroso che ha trovato il suo culmine nelle commosse parole finali della Turganbayeva, omaggiata con un bouquet floreale: “Non è la prima volta che ho il privilegio di essere vostra ospite e ogni volta porto con me il ricordo di un’accoglienza straordinariamente calorosa. Ciò che più mi colpisce è il vostro cuore, la vostra energia sincera, i vostri sorrisi e la luce dei vostri occhi. Cantare qui questa sera è stata per me una gioia autentica e profondamente sentita. Desidero inoltre ringraziare di cuore Andrea, una persona meravigliosa che conosco da molto tempo e della quale oggi comprendo ancora più profondamente l’umanità e la sensibilità. Attraverso lui ho percepito l’immensa anima di questa comunità, e per questo vi sono immensamente grata”.
Parole semplici ma profondamente autentiche, che hanno scatenato un ulteriore fragoroso applauso, chiudendo una serata destinata a rimanere impressa nella memoria culturale della città come uno dei momenti artistici più raffinati, intensi e suggestivi della stagione.

La Comunità degli Italiani di Buie continua quindi a distinguersi in quanto capace di trasformare ogni evento in un autentico incontro tra arte, identità e sensibilità umana. Con una dedizione instancabile e una visione culturale di straordinario respiro, il sodalizio buiese conferma il proprio ruolo fondamentale nella valorizzazione della musica, della cultura e del dialogo artistico internazionale, offrendo al pubblico appuntamenti di altissimo livello.

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