Se c’è una certezza nel panorama culturale del territorio, è che non esiste celebrazione a Buie senza il ritmo incalzante della Banda d’ottoni della Comunità degli Italiani. Il Teatro cittadino ha accolto in un grande abbraccio collettivo il tradizionale Concerto di Natale, confermando questo gruppo affiatato come una realtà fondamentale e imprescindibile, capace di unire generazioni diverse sotto il segno della musica.
Sotto la direzione di Stefano Pastorcich, la Banda non si limita a eseguire spartiti, ma coltiva il talento dei giovani, offrendo loro un palcoscenico dove la passione diventa arte e l’impegno si trasforma in festa. “Siamo circa in 25 musicisti a cui si continuano ad aggiungere nuovi talenti – ha commentato il dirigente –. La banda, offre in particolare agli under 18 un modo per evadere dalla routine quotidiana della scuola, garantendo un luogo dove coltivare amicizie e ritrovarsi per trascorrere del tempo in ottima compagnia”.

Un viaggio tra spazio, horror e… brindisi
La serata, condotta con brio e una sana dose di ironia dai simpaticissimi Rosanna Bubola e Daniele Kovačić, è iniziata con l’inno cittadino “Buie” di Pino Vok, per poi decollare letteralmente verso la “Stratosfera” con l’opera di Otto M. Schwarz. Un brano adrenalinico che ha ripercorso le gesta dei paracadutisti estremi, fortunatamente atterrati con successo tra gli applausi del pubblico.
Il tono si è poi fatto scherzosamente cupo con “A little suite of horror”. Tra riferimenti a venerdì 13, vampiri slavi e rituali voodoo, i musicisti hanno dimostrato una versatilità straordinaria, culminata in una trascinante marcia di Halloween. Ma poiché il Natale è gioia, la tensione si è sciolta nella “Scherzpolka”, una satira musicale dedicata alle feste della birra, dove la Banda ha interpretato con maestria (e un pizzico di sarcasmo) il progressivo “cedimento” dei musicisti tra un boccale e l’altro. Non solo musica, ma anche recitazione: il dirigente, assieme ad alcuni musicisti, ha allestito un allegro siparietto che ha entusiasmato gli spettatori. “Abbiamo voluto celebrare il Natale con il sorriso, approfittando di alcuni dei nostri percussionisti che hanno fatto un po’ di spettacolo – ha spiegato Pastorcich –. Non solo, in alcuni brani abbiamo scelto di coinvolgere tutta la banda e il pubblico per creare un’aura di allegria e un’atmosfera distesa”.

Ospiti speciali e spirito «Social»
A impreziosire l’evento è stata la partecipazione della Filodrammatica dei ragazzi della Comunità degli Italiani di Castelvenere. I giovani attori, diretti da Matej Novak, hanno portato in scena lo sketch “La famiglia Saggi”, un divertente spaccato di vita quotidiana scandito da proverbi e detti popolari. Al termine della loro esibizione, un omaggio ha suggellato l’amicizia tra le due Comunità, sottolineando l’importanza di fare rete sul territorio.
Nella seconda parte del concerto, la Banda ha esplorato la modernità con “A Social Suite”, brano diviso tra “Follow”, “Like” e “Share”, invitando ironicamente il pubblico a tenere i cellulari accesi per immortalare il momento.

Tra cartoni animati e tradizione
Non potevano mancare i classici: un medley dedicato ai cartoni animati e il maestoso “A Christmas Festival” hanno riscaldato i cuori dei presenti, tra i ricordi dei regali “sbagliati” delle nonne e la magia delle luci natalizie.
Prima di concludere il concerto è giunto il momento dei meritati ringraziamenti, a iniziare da Marino Dussich, il quale sostiene da anni l’attività del gruppo, per proseguire con Chiara Bonetti quale presidente della Banda d’ottoni della CI di Buie, senza dimenticare il maestro Stefano Pastorcich per il suo lavoro e la sua passione. Un applauso speciale è stato rivolto a Ivana Estelle Beletić, di soli 11 anni, al suo debutto sul palco assieme alla banda. Immancabile un omaggio ai due conduttori: Rosanna e Daniele, che con la loro loquacità, le loro battute e la loro energia hanno reso la serata ancora più dinamica e frizzante.
L’evento è stato organizzato dalla Comunità degli Italiani di Buie, in collaborazione con la Città, l’Università popolare aperta, l’Unione Italiana, l’Università popolare di Trieste e l’Ufficio per i Diritti umani e per i diritti delle minoranze nazionali del Governo della Repubblica di Croazia. Tra il numeroso pubblico presente in sala figuravano pure Michela Altin, vicesindaca in quota CNI e Bojana Puzigaća, presidente del Consiglio cittadino di Buie.

L’appuntamento si è chiuso in un tripudio di energia nel più classico dei modi: con la celeberrima Marcia di Radetzky. Il pubblico, trasformato in un’unica grande orchestra ritmica, ha accompagnato i bandisti in un finale travolgente. Ma non basta, perché dalla platea gli spettatori hanno chiesto il bis a gran voce, concesso dai musicisti in un coinvolgimento di tutta la sala sulle note di “Sarà perché ti amo”.
Ancora una volta, la Banda di Buie ha dimostrato che il Natale non è solo un rito, ma un momento di autentica felicità collettiva.

Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.
L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.








































