Boom di visite alle pagine social dei Musei croati

Il Centro per la documentazione museale (MDC) ha reso noti i dati per il 2020. Ad attirare il maggior numero d’interazioni sono state le reti sociali

L’esposizione “Protreseni” (MUO di Zagabria), una delle numerose mostre realizzate online durante il periodo del lockdown

Il Centro per la documentazione museale (MDC) ha pubblicato i dati preliminari inerenti alle visite online dei Musei croati nel 2020, l’anno in cui a causa della chiusura dovuta al terremoto e alla pandemia, gli enti di questo tipo hanno perso ben quattro milioni di visitatori. In compenso i siti web e le pagine sulle reti sociali hanno registrato un vero e proprio boom di visite.

 

I dati riguardanti le visite virtuali sono pervenuti soltanto all’inizio di quest’anno e riguardano 116 musei, ovvero 122 enti, comprese le sezioni minori, il che equivale al 69,7 p.c. di tutti i Musei in Croazia. L’analisi dei dati ha dimostrato un enorme divario tra i fruitori online rispetto a quelli dal vivo, probabilmente il più grande in assoluto, anche se non lo si può affermare con certezza in quanto gli anni passati non veniva raccolto questo tipo di informazioni.

Ad aver attirato il maggior numero di like, di visite e di interazioni sono state le reti sociali, soprattutto Facebook, (poco più di 20 milioni) nel 70 p.c. dei Musei. A seguire i Musei sono stati 917mila utenti, ad aver letto o visualizzato le pubblicazioni dei musei sono stati 18 milioni di utenti, mentre ad aver messo “mi piace” sono stati 1.3 milioni di utenti. Circa 309 mila persone hanno commentato i post e 259mila li hanno condiviso.

Scarso l’interesse per i video
Per quanto riguarda i canali video, al primo posto c’è Youtube, con contenuti del 27 p.c. dei musei visualizzati da 100mila utenti. A seguire tali canali sono, invece, 19mila persone, mentre i “like” sono stati 24mila e soltanto 319 persone hanno messo il pollice all’ingiù, a indicare di essere contrariati dai contenuti.

Pochissimi i commenti, soltanto 22, ma anche poche le informazioni condivise dai Musei e riguardanti questo mezzo di comunicazione, il che può significare che il video come forma d’espressione richiede una preparazione tecnica maggiore rispetto alla fotografia e forse non tutti gli enti ne sono in possesso.

La mostra “Granice borders” è stata allestita in Rete dal Museo di Marineria e Storia del Litorale croato

Sistematizzare la raccolta dei dati
Finora le statistiche ufficiali prendevano in considerazione soltanto il numero di visitatori dal vivo e non le visite online, ma il 2020 ha reso necessario un ammodernamento del computo degli interessati, includendo anche le persone che hanno dimostrato interesse, pur non avendo visitato fisicamente i Musei. Dal MDC spiegano, però, che bisogna prima realizzare una scala di valori e dare il tempo ai Musei stessi di adeguarsi ai nuovi tempi e di digitalizzare almeno in parte il materiale. Un altro problema riguarda il fatto che non tutti i Musei riescono a reperire i dati inerenti alle visite al sito ufficiale, ma si limitano a seguire l’interazione sulle reti sociali, in quanto molto più diretta e immediata.

Soltanto la metà dei Musei croati ha preso in considerazione le visite alle pagine ufficiali, che sono cinque milioni, dato non irrilevante, in quanto equivale al numero di visitatori che acquistavano il biglietto negli anni passati. Proprio per il fatto che il 50 p.c. dei musei non ha divulgato questo tipo di dati, è possibile che il numero effettivo di visite sia doppio o forse anche superiore. Le collezioni online hanno avuto un totale di mezzo milione di visualizzazioni, le mostre online ne hanno avute 140mila, mentre i tour virtuali sono stati visualizzati da 240mila persone. Circa 30mila utenti hanno partecipato a eventi educativi a distanza, mentre altrettanti hanno preferito programmi dal vivo. Le newsletter sono state divulgate a 50mila indirizzi, mentre la maggior parte delle altre visualizzazioni hanno riguardato contenuti esterni.

Tea Rihtar Jurić, del MDC, ha auspicato che il minimo storico di visite dal vivo del 2020 non si ripeta mai più e che da ora in poi i numeri continuino a crescere, garantendo la ripresa del settore. Secondo l’esperta le statistiche dimostrano un grande numero di visite online, ma anche delle lacune che è difficile colmare per ottenere un quadro reale della situazione.

“Questa marea di click ci dimostra che i Musei croati hanno contenuti interessanti e accattivanti, sia nell’offerta fisica, che virtuale, ma abbiamo ancora tanto spazio per migliorare, sia nell’approccio agli utenti, che nella raccolta di dati”, ha concluso.

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