Baron Gautsch e l’inizio della Prima guerra mondiale in Istria

Tra gli 111 oggetti esposti al Museo di Rovigno si possono ammirare bandiere, manifesti pubblicitari, armi e attrezzature militari d’inizio secolo

Bottiglie, teiere e quant’altro

Al primo piano del Museo di Rovigno è stata inaugurata la mostra “Baron Gautsch – la prima vittima della Grande Guerra in Istria 1914” del Museo storico e navale dell’Istria, realizzata grazie al sostegno finanziario del Ministero della Cultura e dei Media, della Regione istriana, del Museo civico e della Città di Rovigno. Si tratta della penultima esposizione museale appartenente al ciclo “Navi affondate”, progetto ideato secondo le direttive del Ministero della Cultura e dei Media al fine di favorire la collaborazione e la condivisione tra musei e promuovere l’allestimento di mostre collettive. Precedentemente, erano state inaugurate “Zambrattia – Barca cucita preistorica”, “Piruso Grande – Naufragio romano presso lo scoglio vicino Rovigno” e “Il naufragio di Mijoka, un segreto svelato nel mare di Morter”, tutt’ora visitabili al Museo cittadino.

Un momento della cerimonia d’inaugurazione della mostra

La nave più bella e moderna
La mostra è stata inaugurata nel 2014 presso il Museo storico e navale dell’Istria di Pola per celebrare il centesimo anniversario dall’inizio della Prima guerra mondiale, proprio in concomitanza con il centenario dell’affondamento della Baron Gautsch, costruita nel 1908 come la più bella e moderna nave passeggeri della Società di navigazione a vapore del Lloyd austriaco. Navigava sulla linea celere denominata “Dalmazia”, ​​che partiva da Trieste, con scali a Pola, Lussinpiccolo, Zara, Spalato, Ragusa e Castelnuovo di Cattaro.

“I piroscafi del Lloyd austriaco collegavano il porto di Rovigno con altre località dell’Adriatico. Sebbene la Baron Gautsch non faceva tappa a Rovigno, i passeggeri avevano l’occasione di ammirarne la bellezza dal ponte della nave. Non potevano avvicinarsi ulteriormente siccome il campo minato rappresentava un pericolo, non soltanto per l’imbarcazione, ma pure per i pescatori locali. Tuttavia, questi sono solo alcuni degli importanti collegamenti tra Rovigno, il destino del vascello e Pola, allora base della marina da guerra dell’Impero austroungarico”, ha affermato Tajana Ujčić, direttrice del Museo di Rovigno, durante la cerimonia d’inaugurazione. A seguire è stato letto un estratto del diario di bordo di Hermann Pfeiffer “Drž se čvrsto za mene i požuri!” (Tieniti stretto a me e sbrigati), pubblicato nel 2014 dal Museo storico e navale dell’Istria e dal Museo di Rovigno.

Tazzine, piatti e altri oggetti recuperati dal relitto

Campo minato per proteggere Pola
Il piroscafo affondò il 13 agosto 1914, sette minuti dopo aver urtato una mina navale, alla distanza di sei miglia nautiche a sud-ovest del faro S. Giovanni in Pelago. La Marina austroungarica aveva predisposto un campo minato per proteggere Pola, principale porto di guerra. Il numero di passeggeri, come quello delle persone morte, è una delle più grandi incognite. Si presume che a bordo ci fossero oltre 500 persone, molto più del numero consentito, di cui probabilmente più di 300 siano purtroppo perite durante l’impatto e il successivo affondamento, ma il numero esatto non sarà mai determinato in modo affidabile. Secondo le testimonianze dei sopravvissuti, diverse sono le ipotesi che hanno portato alla collisione accidentale e alla successiva tragedia, ma nessuna di queste verrà avvalorata come causa principale. Sicuramente un ruolo fondamentale è il fatto che la nave era troppo vicina alla costa nonostante il secondo ufficiale di coperta era stato avvertito che doveva allontanarsi sulle 15 miglia nautiche.
Località marina protetta
La mostra presenta ai visitatori una selezione di 111 oggetti, per lo più rinvenuti durante le ricerche del relitto iniziate nel 1995, su iniziativa del Museo storico e navale dell’Istria. Il sito è diventato una località marina protetta dove le immersioni sono consentite solo con il permesso del Ministero della Cultura e dei Media. Oltre alle sezioni della mostra che presentano la storia della Società di navigazione a vapore del Lloyd Adriatico, la scheda tecnica e le caratteristiche principali del piroscafo, la mostra presenta anche i fatti sulla tragedia dell’imbarcazione e sulle vittime del naufragio, gli eventi successivi e infine i dati sul ritrovamento del relitto e della sua tutela.
Piantine schematiche e fotografie
Vengono presentate anche delle piantine schematiche relative alla linea passeggeri, oltre a numerose fotografie di appassionati della storia marittima e dell’immersione subacquee, mentre i documentari “Il Naufragio del Baron Gautsch” di Renzo Carbonera e “Posljednja plovidba Barona Gautscha” (L’ultimo viaggio del Baron Gautsch) di Marino Brzac sono elementi aggiuntivi per avvicinare i visitatori alle circostanze dell’affondamento. È molto simbolico il libro degli ospiti esposto, che contiene la lista dei passeggeri dell’ultimo viaggio della nave.

“È motivo d’orgoglio che la mostra sia finalmente arrivata a Rovigno, città che conserva la memoria di questa nave. Gli abitanti dell’epoca si imbatterono in oggetti emersi mesi dopo il naufragio, come testimoniano le lettere della famiglia Hütterott che soggiornava nella villa estiva sull’isola di Sant’Andrea”, ha spiegato Gracijano Kešac, direttore del Museo storico e navale dell’Istria.
Immersioni ancora possibili
“Sono molto felice che le immersioni nel sito siano ancora possibili, siccome sono soprattutto i subacquei di Rovigno coloro che monitorano le condizioni e se ne prendono cura, proteggendo questo patrimonio”. In conclusione, Kešac ha invitato gli abitanti di Rovigno che possiedono oggetti provenienti dalla nave o da altri siti di consegnarli al Museo, che si occuperà della loro preservazione in maniera responsabile e potrà quindi presentare uno spaccato della storia alle nuove generazioni.
Il relitto del piroscafo Baron Gautsch rappresenta una parte del prezioso patrimonio culturale e storico della Croazia ed è una destinazione importante per il turismo subacqueo di Rovigno. È una delle località sottomarine più interessanti d’Europa e sicuramente la meta di immersione più attraente delle acque istriane.

All’evento, organizzato senza pubblico ma trasmesso in diretta sulla pagina Facebook del Museo, hanno inoltre partecipato il responsabile dell’Assessorato alla cultura della Regione istriana, Vladimir Torbica, e il Capo dell’Ufficio del Consiglio municipale e del sindaco Maria Črnac Rocco.

La mostra rimarrà aperta fino al 30 settembre.

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