«Astrazioni fiumane». La città in continua evoluzione

Giornate della cultura fiumana. Inaugurata nella galleria di Casa Garbas la mostra dei giornalisti Lucio Vidotto e Bruno Bontempo

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«Astrazioni fiumane». La città in continua evoluzione
Lucio Vidotto e Bruno Bontempo. Foto: Željko Jerneić

Hanno avuto inizio nella galleria di Casa Garbas a Fiume con l’apertura della mostra di fotografie “Astrazioni fiumane” di Bruno Bontempo e Lucio Vidotto le Giornate della cultura fiumana della Comunità degli Italiani locale. Si realizza così il progetto messo in cantiere dal Consiglio per la minoranza italiana della Città di Fiume, nel piano di lavoro per il corrente anno e ciò in collaborazione con la Sovrintendenza dei beni culturali di Fiume che ben volentieri ha messo a disposizione la sede citata. A salutare i presenti è stata Irene Mestrovich a nome del Consiglio per la minoranza italiana, per dare successivamente la parola a Lilian Stošić, sovrintendente per la conservazione presso il Ministero della Cultura e dei Media. Stošić si è dichiarata particolarmente contenta di poter dare nuovamente il benvenuto al numeroso pubblico nei vani espositivi di Casa Garbas, chiusi durante la pandemia. Anche se il palazzo storico rappresenta il cuore di Fiume, la mostra offre una visione diversa della città, ma non per questo in contrasto con quella di una volta.

Un allestimento «in movimento»
Interessante l’intervento di Ervin Dubrović, direttore del Museo civico di Fiume, nonché autore della critica inserita nel catalogo.
“Anche se nel nostro Museo abbiamo molti oggetti antichi e cerchiamo di aggrapparci al passato mediante la conservazione di ciò che è fisso e immutabile, le fotografie di Vidotto e Bontempo ci danno una visione fugace della nostra città – ha affermato Dubrović -. Le foto sono scosse come da un terremoto e non mi sarei aspettato di meno da due grandi giornalisti dall’occhio creativo. Casa Garbas è un luogo particolare perché i mosaici del pavimento, in contrasto con le foto in movimento della mostra, danno una percezione unica della nostra città. Il nostro amore per Fiume assume diverse forme e questa mostra ne è la prova. Da sottolineare pure la grande armonia stilistica tra i due autori i quali hanno realizzato degli scatti incredibili senza usare il computer, ma con una semplice macchina fotografica. Forse non sono fotografi professionisti perché non usano la fotografia come mezzo di sostentamento, ma lo sono per la qualità delle loro opere”, ha concluso.


Una Fiume vuota e triste
Ai presenti si è rivolto pure Bruno Bontempo, il quale ha spiegato di aver voluto mostrare la città come la si può vedere camminando. “Da questa mostra traspare un po’ di tristezza, forse un po’ di pessimismo – ha puntualizzato -. Se guardiamo le fotografie possiamo vedere una Fiume vuota e abbandonata e spero che siano questi i sentimenti che sono riuscito a trasmettere”.
In conclusione ai presenti si è rivolta la presidente della CI di Fiume, Melita Sciucca, la quale ha proposto di realizzare un calendario con le foto di Vidotto, Bontempo e del fotoreporter della “Voce del popolo”, Željko Jerneić. Dopo il successo del calendario di Venucci, ha spiegato, forse ora è giunto il momento di offrire una nuova visione della città. La mostra rimane aperta fino al 18 giugno prossimo.

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