«Arlecchino» e «Gianni Schicchi». Espressioni della libertà artistica

Debutta lunedì prossimo al TNC «Ivan de Zajc» la coproduzione tra l’ente fiumano e il TNC di Osijek, che verrà proposta assieme al capolavoro di Giacomo Puccini

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«Arlecchino» e «Gianni Schicchi». Espressioni della libertà artistica

Annunciata ieri al Teatro Nazionale Croato “Ivan de Zajc” di Fiume la première, in programma lunedì, 14 marzo alle ore 19, della coproduzione tra l’ente fiumano e il Teatro Nazionale Croato di Osijek, l’opera buffa “Arlecchino” di Ferruccio Busoni, che verrà proposta assieme al capolavoro di Giacomo Puccini, “Gianni Schicchi”. La regia della prima opera è firmata dal sovrintendente del Teatro fiumano, Marin Blažević, mentre la seconda è stata realizzata da Fabrizio Melano.

Un progetto pilota

Come dichiarato da Marin Blažević, l’allestimento di “Arlecchino” è un progetto pilota del futuro consorzio dei Teatri Nazionali Croati, istituito per promuovere nuove collaborazioni e progetti tra gli enti teatrali. Alla première prenderanno parte i sovrintendenti dei vari TNC, mentre un invito è stato esteso anche al ministro della Cultura e dei Media, Nina Obuljen Koržinek. “Questa è una collaborazione estremamente creativa – ha osservato il sovrintendente -. In ciascun ruolo si alternano due o tre cantanti, per cui è stata una sfida armonizzare gli orari, il budget e le prove nel lavoro allo spettacolo. In veste di sovrintendente sono molto felice del ritorno di Fabrizio Melano nella nostra Opera e di poter ospitare cantanti lirici di livello internazionale nell’allestimento”, ha puntualizzato Blažević, il quale ha spiegato che Giorgio Surian avrebbe voluto concludere la sua carriera con il ruolo di Gianni Schicchi, ma che purtroppo per ragioni di salute non vi potrà prendere parte.

Fabrizio Melano

L’opera sull’opera

Nel ruolo di protagonista dell’opera di Puccini si troverà, invece, Robert Kolar, che qui ha esplorato anche il suo lato comico. “Arlecchino è un’opera sull’opera e ne parla in maniera critica, ironica e anche sarcastica – ha rilevato il sovrintendente -. Nella regia di ‘Arlecchino’ ho potuto esprimere sé stesso. In questo lavoro mi hanno aiutato Giulio Settimo, attore e direttore del Dramma Italiano, e l’attrice del DI, Serena Ferraiuolo, che hanno portato sulla scena lo spirito autentico della Commedia dell’arte”.

Giulio Settimo, che assieme a Serena Ferraiuolo recita la parte di Arlecchino, ha definito molto piacevole il lavoro all’”Arlecchino”, soprattutto per il fatto che si tratta di un’opera in italiano, mentre Arlecchino è il personaggio più importante della Commedia dell’arte. Si è detto molto felice di recitare assieme a Serena Ferraiuolo. “Sulla scena ci sentiamo nudi, ci sembra di essere Arlecchino senza la maschera”, ha commentato Settimo, mentre la sua collega ha osservato come il lavoro a quest’opera è sinonimo di gioco e libertà.

Jorge Puerta

Un’intesa perfetta

Il baritono Robert Kolar si è detto molto compiaciuto di potersi esibire nei panni di Gianni Schicchi e ha rilevato come l’intero cast ha un’intesa perfetta fin dal primo giorno.

Il Maestro Valentin Egel, che dirigerà entrambe le opere, ha definito molto azzeccato l’accostamento dei due allestimenti, ovvero dell’anti-opera “Arlecchino” e dell’opera “Gianni Schicchi”. Il tenore venezuelano Jorge Puerta, che si esibirà nell’”anti-opera” come Leandro, ha dichiarato di esibirsi per la prima volta in un’opera buffa. Ha rilevato pure di trovarsi come a casa a Fiume e si è detto felice di poter collaborare con colleghi straordinari.

Il mezzosoprano Michaela Selinger, che in “Arlecchino” interpreta Colombina, ha osservato come al Teatro di Fiume, nel quale ha avuto modo di esibirsi in vari ruoli, può esplorare diverse possibilità del ruolo perché sente di avere una grande libertà artistica.

Michaela Selinger

Un tema molto serio

Il regista italo-americano, Fabrizio Melano, che al TNC di Fiume ha curato diverse regie, ha ricordato che “Gianni Schicchi” è la terza parte di una trilogia e, se si presenta la necessità di accostarlo a un’altra opera, allora “Arlecchino” è la scelta ideale. “‘Gianni Schicchi” è un’opera buffa, ma si occupa di un tema molto serio – ha puntualizzato Melano -. Il tema principale dell’opera è l’inizio del Rinascimento e la conclusione del Medioevo. Schicchi è, infatti, il rappresentante del mondo rinascimentale. Finora ho lavorato a quattro allestimenti di ‘Gianni Schicchi’, ma per me questo è il migliore”, ha osservato il regista, aggiungendo che la scenografia dell’opera, ambientata nel 1299 in quanto si basa su un fatto realmente accaduto e di un personaggio reale, ripreso anche da Dante nella Divina Commedia, ricalca fedelmente l’epoca medievale e il passaggio al Rinascimento.

Il direttore dell’Opera, Filip Fak, si è detto compiaciuto del fatto che dopo molto tempo sul palcoscenico dello “Zajc” ritornano le opere buffe e ha definito ideale la loro combinazione.

Al termine dell’incontro stampa, i giornalisti hanno potuto assistere alla prova dell’’Arlecchino”.

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