È stato presentato nella Sala grande della Comunità degli Italiani “Pino Budicin” di Rovigno il volume “Antroponimia rovignese: nomi e cognomi di Rovigno dal 1560 al 1950”, un’opera degli autori Maja e Valter Milovan, edita dal sodalizio locale.
A dare il benvenuto agli ospiti e al folto pubblico, tra cui anche il presidente onorario dell’Unione Italiana, prof. Giovanni Radossi e il vicesindaco di Rovigno in quota CNI, David Modrušan, è stata la presidente del Comitato esecutivo della CI, Gianfranca Blandini Šuran, che ha colto l’occasione per annunciare la pubblicazione di altri due volumi da parte della CI: “Sono in fase di stampa il racconto di Ligio Zanini ‘Topo Gigio, Topo Bigio e le talpe ingorde’, che verrà presentato come libro illustrato, dopodiché presenteremo al pubblico il volume realizzato in collaborazione con l’Associazione artistico-culturale ‘Giusto Curto’ dedicato all’opera di Antonio Toni Macchi. Stiamo inoltre lavorando al volume dedicato al connazionale Alessandro Salvi”, ha annunciato Blandini Šuran, che ha poi intervistato gli ospiti e moderato la presentazione, presentando gli autori del volume affiancati per l’occasione dallo storico Slaven Bertoša e Sarah Zancovich, quest’ultima del Dipartimento di Italianistica dell’Università “Juraj Dobrila” di Pola.

Foto: ROBERTA UGRIN
Diverse le componenti culturali
In apertura, Sarah Zancovich ha spiegato il concetto di antroponimia, ponendo l’accento sull’impatto della ricerca nel rafforzare l’identità della comunità italiana, mostrando come l’uso di nomi e cognomi sia stato influenzato dalle dominazioni storiche (veneziana, asburgica, italiana e jugoslava) e dalla convivenza tra lingue diverse, come l’istrioto, l’istroveneto e il croato. “L’analisi svolta ha rivelato come l’onomastica rovignese testimoni la complessa storia linguistica della città, con varianti di nomi che rispecchiano l’interazione tra le diverse componenti etniche e culturali”, ha rilevato Zancovich.
Gli autori del volume, Maja e Valter Milovan, hanno offerto un’analisi approfondita dell’evoluzione dei nomi e cognomi rovignesi dal 1560 al 1950, mettendo in luce il loro valore non solo linguistico, ma anche sociale e culturale. Lo storico Slaven Bertoša ha invece illustrato le fonti e la metodologia utilizzata, evidenziando l’importanza dei registri parrocchiali e anagrafici nel tracciare l’evoluzione della popolazione rovignese attraverso i secoli. Bertoša ha inoltre sottolineato il ruolo di Rovigno come crocevia di popoli e culture, il cui riflesso si ritrova nella stratificazione onomastica.
L’evoluzione dei nomi
Durante l’interessante serata, gli autori hanno risposto alle domande sui cambiamenti dei nomi più diffusi, sul legame tra stato sociale e scelta del nome e sul ruolo dei Santi e delle festività religiose nella denominazione dei nuovi nati. È emerso, ad esempio, che Giovanni/Zuanne/Ivan sia stato uno dei nomi maschili più ricorrenti nei registri, mentre per i cognomi è stata evidenziata la loro funzione di indicatori geografici della provenienza e delle migrazioni che hanno interessato Rovigno nel corso dei secoli.
Alla fine della serata si è potuto concludere che questa importante ricerca non è solo un’opera di studio accademico, ma bensì un invito alla riflessione sulla memoria storica e sulla necessità di tutelare il patrimonio linguistico e culturale. I nomi e i cognomi non sono semplici etichette, ma testimonianze vive delle radici e dell’identità di una comunità.

Foto: ROBERTA UGRIN
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