Antonio Smareglia, un compositore da valorizzare e stimare

A illustrare la vita e l’opera del grande istriano è stato il compositore, direttore d’orchestra e accademico fiumano Zoran Juranić. Presentato nell’occasione anche il libro bilingue (in croato e inglese) «La frontiera interiore di Antonio Smareglia» del musicologo italiano Ivano Cavallini

0
Antonio Smareglia, un compositore da valorizzare e stimare
Gorka Ostojić Cvajner e Zoran Juranić. Foto: FREDY POROPAT

Molto interessante e approfondita la conferenza “Antonio Smareglia: ‘Istarska svadba’ 130 godina nakon” (Antonio Smareglia: “Nozze istriane” 130 anni dopo), svoltasi l’altra sera nella Sala “Slavko Zlatić” nell’ex Facoltà di Pedagogia di Pola, e presentata dal rinomato compositore, direttore d’orchestra e accademico fiumano Zoran Juranić.

L’appuntamento, arricchito dalla presentazione del libro bilingue (in croato e inglese) “La frontiera interiore di Antonio Smareglia” del musicologo italiano Ivano Cavallini, ha combaciato con il 171esimo anniversario della nascita (Pola, 5 maggio 1854) dell’illustre compositore nostrano di fama mondiale, il decimo anniversario dell’Associazione “Smaregliana” e il 35esimo dell’inaugurazione della lapide commemorativa sulla casa natale del compositore, che dovrebbe divenire un museo a lui dedicato.

Progetti indimenticabili
“Era intenzione della ‘Smaregliana’ – ha detto la vicepresidente dell’associazione e nota critica d’arte polese Gorka Ostojić Cvajner – ricordarci degli irripetibili momenti trascorsi nella preparazione ed esecuzione a Pola delle “Nozze istriane” nel 1994, e allo stesso tempo della sua première il 28 marzo del 1895 a Trieste. Erano tempi di guerra, difficilissimi, e al tempo grazie all’entusiasmo di molti, tra cui quello del pubblicista e intellettuale Bruno Flego, che ‘ha asfaltato il sentiero verso il cielo, ossia verso Smareglia’, con molte difficoltà siamo riusciti a realizzarla a Pola con l’Orchestra del Teatro Nazionale di Osijek, diretta dal Maestro Zoran Juranić, quando ricoprivo la carica di direttrice del Teatro polese”, così Ostojić Cvajner.
Juranić ha sottolineato di ricordarsi con gioia di quell’esibizione, di un particolare progetto che, considerata la situazione in cui ci si trovava, è stato di una portata mai raggiunta nè prima nè dopo. “’Nozze istriane’ è l’opera più significativa legata all’Istria – ha puntualizzato –. Ce ne sono altre quali ‘Desiderio Duca d’Istria’ dello zaratino Nikola Strmić o Nicolò de Stermich eseguita nel 1861 a Zara, mentre 12 anni più tardi il compositore brasiliano Antonio Carlos Gomez mise in scena ‘Fosca’. ‘Nozze istriane’ ad ogni modo è l’opera maggiore, tanto da avere una reputazione internazionale. Rientra nella seconda fase artistica del compositore, quando tra l’altro compose le opere ‘Il vassallo si Szigeth’ e i ‘Pittori fiamminghi’, che a loro volta conseguirono un grande successo”, ha rilevato Juranić.

Il pubblico nella Sala “Slavko Zlatić”.
Foto: FREDY POROPAT

Un’opera dedicata a Dignano
Grande è il merito del librettista Luigi Illica, che ha scritto per Mascagni, Puccini e molti altri compositori. Sta di fatto che è stato lui a convincere Smareglia di dedicare un’opera a Dignano, alla sua gente, ai suoi usi e costumi. Per il suo carattere impulsivo, e diversi altri fattori come i sotterfugi della casa editrice ‘Ricordi’, Smareglia per lunghi anni è stato ingiustamente trascurato e quasi relegato al dimenticatoio”, ha spiegato Juranić, che nel proporre dei paragoni ad altri stili e compositori (Smetana, Verdi, Wagner, Chopin), ha fatto ascoltare ai presenti dei pezzi tratti dall’opera.
“Smareglia nel comporre era molto distante dal verismo, non voleva essere ‘grezzo’ ed esagerare con il folclore, ma allo stesso tempo sapeva esprimere una grande drammaticità. Si considerava un compositore astroungarico, creava una propria cultura multinazionale che si è frantumata con la guerra, dando però sempre un effetto potente e caldo nella musicalità”, ha concluso Juranić. In quanto al succitato libro, edito dalla “Smaregliana”, è stato tradotto in croato da Vanesa Begić e in inglese da Luisa Sorbone, un compito molto difficile in quanto il piccolo volume tratta Smareglia dal punto di vista musicologico in generale, con tante componenti che lo hanno influenzato, e nell’insieme Cavallini paragona, analizza e valorizza minuziosamente la figura artistica di Antonio Smareglia. A rendere ancora più piacevole la serata sono stati tre intermezzi musicali di Smareglia interpretati al pianoforte da Sandro Vešligaj.

Sandro Vešligaj in un intermezzo accanto ai relatori.
Foto: FREDY POROPAT

Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.

L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.

No posts to display