Che cosa spinge a raccontare il viaggio della propria vita in un libro di poesie inframmezzate da brani di prosa? Significativa è la risposta data da Anna Volpe nel volumetto intitolato “In viaggio”, titolo lapidario quanto eloquente, presentato giovedì scorso alla CI di Laurana, in cui le vicende di vita si dispiegano in una serie di tappe, reali e nel contempo interiori, volte a spiegare le ragioni, analizzare i dilemmi, sciogliere i nodi con cui l’essere umano è costretto a confrontarsi.
Nel corso della serata, presentata da Mario Simonovich, la poetessa, originaria di Cava dei Tirreni, nell’area salernitana, ha condiviso con il pubblico i fatti salienti della sua vita, soffermandosi in particolare su quegli elementi che, partendo dall’individualità, come la perdita dell’amata sorella, approdano a interrogativi che gli uomini si sono posti da sempre e che si possono sintetizzare nella domanda: perché il dolore? Il tentativo di risposta, che per forza di cose mai potrà essere definitiva, si articola in una ventina di poesie in cui la poetessa analizza il mondo di dentro, il mondo di fuori e soprattutto, come detto, il dolore per la sorella affetta da un male inguaribile che, nonostante l’amore di chi le è vicino e farebbe di tutto per trattenerla, se ne andrà via, come una farfalla che apre le ali e si libera leggera nell’aria, fino a scomparire. Che fare allora? Tentare di volgersi verso il futuro, le figlie, sua naturale “estensione”, venute al mondo “quando era poco più di una fanciulla” per riaffermare l’amore che prova per loro, anche se, talvolta “è stata severa, dura e rigorosa” e oggi sa bene che le mancano “l’età e lo spirito” per promettere loro “cambiamenti radicali”.
Una nota particolare al volumetto è data dalle poesie che le ha scritto Giacomo Scotti a cui la poetessa è unita da una sentita amicizia nonché dalla comune origine meridionale, tanto che, seppur alle soglie dei 97 anni, ha voluto essere partecipe della serata. Il pubblico – salutato dal presidente Igor Prodan – che ha riempito per l’occasione la Comunità, ha seguito con grande partecipazione la presentazione inframmezzata dalle canzoni di Ivan Zorko. Alla serata ha partecipato anche Orietta Marot, componente elettivo dell’Assemblea dei Soci in seno al Consiglio di Amministrazione dell’Università Popolare di Trieste.


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