Andrea Stanić, il Quarnero raccontato attraverso l’arte

La protagonista della mostra «Regata del Litorale – Regata Fiumanka» allestita nella prima metà di luglio presso la Galleria «Likovna poneštrica» di Mattuglie, racconta il valore del legame con la propria terra, la forza delle emozioni e il successo oltre i confini nazionali

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Andrea Stanić, il Quarnero raccontato attraverso l’arte
Andrea Stanić dinanzi a un suo dipinto

Con la mostra “Primorska regata – Regata Fiumanka” (Regata del Litorale – Regata Fiumanka), ospitata nella prima metà di luglio presso la Galleria “Likovna poneštrica” di Mattuglie, l’artista fiumana Andrea Stanić torna a raccontare il mare che da sempre accompagna il suo percorso creativo. Non si tratta però di una rappresentazione descrittiva del Quarnero o delle sue celebri regate: nelle sue tele, vele, vento, luce e orizzonte diventano simboli di stati d’animo, memoria e ricerca interiore, dando vita a un linguaggio pittorico che si muove tra astrazione ed espressionismo.

Nata a Fiume, Stanić è oggi una delle artiste croate più apprezzate sulla scena internazionale. Le sue opere sono state esposte in Italia, Francia, Stati Uniti, Giappone, Corea del Sud, Argentina e in numerosi altri Paesi, ottenendo importanti riconoscimenti e trovando spazio in prestigiose rassegne d’arte contemporanea. La sua ricerca artistica, caratterizzata da una forte intensità cromatica e da una pittura istintiva, nasce dall’incontro tra emozione e paesaggio, trasformando il Mediterraneo, il mare e il silenzio in una dimensione universale capace di parlare a ogni osservatore.

Guidata dal vento
L’inaugurazione della mostra di Mattuglie ha richiamato un pubblico numeroso, confermando il forte legame dell’artista con il territorio che continua a ispirarla, nonostante una carriera ormai proiettata oltre i confini nazionali. Proprio per essere presente all’apertura dell’esposizione, Stanić aveva persino rinunciato a ritirare in Italia il prestigioso premio “La Vela d’Oro”, scegliendo di condividere questo momento con la comunità che l’ha vista crescere artisticamente. Andrea Stanić ripercorre le tappe del suo percorso, racconta come nascono le sue opere, parla delle esperienze che l’hanno portata sui palcoscenici internazionali e svela il significato più profondo del nuovo ciclo “Regata del Litorale – Regata Fiumanka”, un omaggio al mare, alla Fiumanka e a quel vento che, dentro e fuori la tela, continua a guidare il suo cammino artistico.​

​Come è iniziato il suo percorso artistico e come si è evoluto?

​“Dipingo fin dalla prima infanzia. Nel 2007 ho tenuto la mia prima mostra personale a Mattuglie, nell’ambito della promozione del romanzo ‘Svjetionik života’ (Il faro della vita), di cui avevo illustrato la copertina. Già allora era presente la SAC ‘Učka’. Da quel momento non ho mai smesso di dipingere. La vera svolta è avvenuta nel 2019/2020: quando mia figlia è andata a studiare, ho potuto dedicarmi interamente all’arte. Coincidendo con la pandemia, ho sfruttato i social media per avvicinarmi alle mostre internazionali, che all’inizio erano virtuali.
​In quel primo periodo devo ringraziare il professor Enzo Marino di Napoli, con cui ho collaborato al progetto ‘Stracci al vento… di pace’. Successivamente, sono stata notata dalla critica d’arte Marta Lock, che mi ha offerto una critica e una successiva intervista. Da lì ho iniziato a iscrivermi a mostre con giuria. Ho vinto diversi premi da parte di critici d’arte professionisti e questo mi ha dato una grande spinta. Essendo all’inizio l’unica artista croata, e per di più autodidatta, questi riconoscimenti mi hanno dato il vento in poppa. Altri organizzatori hanno iniziato a notarmi, invitandomi a partecipare e nominandomi ambasciatrice dell’arte”.

​Come si sviluppa il suo processo creativo sulla tela e come riesce a trasmettere l’energia del mare e del vento?

​“Amo usare diverse tavolozze di colori. Mi lascio guidare completamente dalle mie emozioni interiori; la mano scivola da sola sulla tela. Alcune opere della mostra allestita presso la Galleria ‘Likovna poneštrica’ presentavano colori forti e intensi, con grandi contrasti, mentre altre avevano una tavolozza delicata, arricchita da tocchi d’oro che donano finezza e armonia. ​Faccio uso di uno stile espressionista astratto. Ho un ciclo di opere intitolato ‘Ispod površine’ (Sotto la superficie); trovo difficile dare un nome a ogni singolo quadro, quindi preferisco nominare i cicli. Si tratta di opere meditative in cui chiunque può ritrovare il proprio stato d’animo, dato che noi stessi cambiamo ogni giorno. Amo dipingere i motivi della nostra terra, le regate, e mi piace lavorare su mostre tematiche”.​

Legame con l’Italia
​Ha esposto in contesti prestigiosi in tutto il mondo e collaborato con importanti istituzioni. Quali sono le tappe e le collaborazioni internazionali che ricorda con maggiore affetto?

​“Ogni premio e ogni mostra sono speciali perché nascono da rapporti corretti e di profonda stima con persone che mi hanno aiutata moltissimo. Non posso omettere nessuno. Porto nel cuore figure come Enzo Marino, Marta Lock, Sonia Demurtas, Mariarosaria Belgiovine, Daniela Rossi, Michel Lam, Panicos Panagi da Cipro e Safa Büte dalla Turchia. Partecipo regolarmente alle mostre di arte sacra organizzate da Panicos Panagi e sono stata anche presidente della Biennale d’arte sacra.
​Grazie a VisionArt Media di New York ho esposto a Times Square per ben quattro volte, vincendo il premio per tre anni consecutivi. Sono stata inclusa nel libro delle ‘100 donne artiste del mondo’ e in varie enciclopedie d’arte. Con l’Italia ho un legame fortissimo: collaboro da tre anni con l’organizzatrice Sonia Demurtas di Vibo Valentia, dove a fine 2025 ho partecipato alla prima Biennale d’arte contemporanea, ricevendo il Premio all’eccellenza conferitomi dal sindaco. Inoltre, collaboro con l’organizzazione internazionale UNOTA, guidata nel 2023 dall’argentina Daniela Rossi, che mi ha nominato presidente del Consiglio internazionale degli artisti per la Croazia. Grazie a questo ruolo, ho potuto connettere e raccomandare molti artisti croati all’estero. In Corea del Sud, nel 2022, ho ricevuto il premio del Parlamento per il tema della pace nel mondo e, nel 2023, mi sono state concesse quattro mostre personali in diversi musei coreani. Un altro momento indimenticabile è stato la vittoria del primo premio al National Art Center di Tokyo, uno dei musei più grandi del mondo. Ero l’unica artista europea con tre opere, che ora sono di proprietà dell’Ambasciata della Repubblica di Croazia a Tokyo”.​

Il ciclo “Regata del Litorale – Regata Fiumanka” le ha portato il premio “La Vela d’Oro” a Cesenatico. Eppure, il 4 luglio scorso ha scelto di non andare alla premiazione in Italia per rimanere a Mattuglie. Come mai questa decisione?

​“Nei primi mesi dell’anno ho iniziato a preparare questa mostra per Mattuglie, immaginando esattamente cosa volevo trasmettere attraverso la mia espressione pittorica: la regata. La Regata Fiumanka è da sempre una mia grande ispirazione, anche se non la dipingo in modo classico. Mi sono consultata con storici dell’arte e curatrici con cui collaboro. Quando mi hanno comunicato la vincita del premio ‘La Vela d’Oro’ a Cesenatico, mi hanno spiegato che l’accettazione prevedeva l’esposizione delle opere in Italia per i mesi di luglio e agosto. Ho dovuto rispondere che stavo allestendo questa mostra a Mattuglie e che non potevo inviare i quadri. Ho scelto di rimanere per condividere l’inaugurazione con la mia gente”.

Numerosi riconoscimenti
​Le cantanti della SAC “Učka” l’hanno seguita fin dall’inizio e l’hanno nominata per il Premio annuale del Comune di Mattuglie, poi assegnatole. Cosa significa per lei ricevere questo riconoscimento a casa sua?

​“I membri della SAC ‘Učka’ hanno seguito i miei successi e mi hanno proposto per questo premio per i risultati eccezionali e il contributo alla creatività culturale. Sono davvero felice, perché ricevere un premio a casa propria è un onore immenso. Nel 2023 ho ricevuto il mio primo premio in Croazia dalla rete delle donne croate (Croatian Women’s Network), un riconoscimento per l’arte e la cultura. Molti si stupivano del fatto che fossi stata nominata dalla direttrice del Museo delle Illusioni di Praga e che ricevessi premi ovunque tranne che in patria. Ora, questo premio della mia comunità, del luogo in cui vivo e a cui appartengo, significa per me tantissimo”.

C’è un’opera appartenente al ciclo “Regata del Litorale – Regata Fiumanka” a cui è particolarmente legata o che la rappresenta maggiormente?​

“Ogni quadro che ho preparato mi piace in modo speciale, perché in ognuno ho messo una parte profonda di me stessa e della mia visione attraverso le pennellate. Tuttavia, ‘Tragom tišine’ (Sulle tracce del silenzio) è un’opera speciale per me. È un dipinto semplice, con una stesura stilistica minimalista, ma racchiude mille e una parole non dette ed emozioni profonde”.​

Quali sono i suoi prossimi passi? Dove potremo ammirare le sue opere in futuro?

​“Per il mese di settembre sto preparando una mostra a Zagabria. Credo che in quell’occasione verranno presentate al pubblico della capitale le opere che compongono il ciclo allestito a Mattuglie”.​

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