Anche i burattini seguono i propri sogni

Uno spettacolo che presenta la classica storia del re, della regina e della principessa, ma rivisitata in chiave moderna e facendo uso di una tecnica teatrale inusuale, ha inaugurato la 26.esima edizione della Rassegna

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Anche i burattini seguono i propri sogni
Il “Caffè kraljevstvo” di Zara

È partita in quinta la 26.esima edizione della Rassegna dei Teatri dei burattini, organizzata dal Teatro dei burattini di Fiume, una manifestazione che attira compagnie teatrali da tutta la Croazia e oltre. All’apertura ufficiale, alla Casa croata di Cultura (HKD) di Sušak, la direttrice dell’istituzione fiumana, Magdalena Lupi Alvir, ha salutato i presenti sottolineando l’importanza della cultura e dell’arte per ogni persona, indipendentemente dall’età.

Magdalena Lupi Alvir

Crescita e maturazione

“Quest’anno a farci compagnia ci sono 12 teatri per un totale di altrettanti spettacoli e quattro programmi d’accompagnamento, ovvero tre laboratori e una mostra – ha presentato brevemente Lupi Alvir -. Tutti gli eventi si terranno all’HKD, alla Casa dell’infanzia oppure nel nostro Teatro dei burattini. Nei progetti in programma potrete vedere diversi approcci e politiche artistiche, diverse estetiche e tecniche, ma anche spettacoli per adulti. I temi sono principalmente quelli della crescita e della maturazione, nonché quello dell’importanza dell’unione. Ci saranno spettacoli classici, teatro fisico e animazioni, nonché riferimenti a classici letterari. Il tutto verrà coronato dal progetto ‘La casa del riccio’, che quest’anno compie vent’anni e più di 500 repliche. Lo spettacolo che verrà scelto dalla nostra giuria del pubblico, ovvero da Mira Štifanić e dalla famiglia Scotti Andrić, otterrà la scultura a forma di gabbiano che è il simbolo di questa edizione”, ha concluso la direttrice.

Un clima antiscientifico

Ai presenti si è rivolta pure Sonja Šišić, capodipartimento per la Cultura, lo Sport e la Cultura tecnica della Regione litoraneo-montana, la quale ha salutato tutti i presenti, nonché il capodipartimento per la Cultura della Città di Fiume, Ivan Šarar. Quest’ultimo ha dichiarato di non voler fare il solito discorso di circostanza, ma di volersi soffermare su altri aspetti della nostra quotidianità. In un breve discorso ha criticato apertamente e senza ironia, come da lui stesso sottolineato, il clima antiscientifico nel quale viviamo e che ci porta a credere che “la terra sia una lastra piatta portata sulle spalle dagli elefanti”. La frustrazione di Šarar deriva dalla vista del pubblico, ancor sempre diradato e distanziato, e sicuramente pure dalla ripetizione dello scenario dell’anno scorso.

Ivan Šarar

Nel rispetto dei mestieri più umili

In seguito alla parte ufficiale i bambini e i genitori presenti alla serata hanno assistito allo spettacolo “Caffè kraljevstvo” (Caffè regno) del Teatro dei burattini di Zara. Il progetto è stato pensato da Vanja Jovanović e Patrik Gregurec ed è stato specificato che è adatto, preferibilmente, a un pubblico di 12 o più anni d’età, anche se, a parere di chi scrive, lo possono guardare tutti i bambini della scuola elementare.

Lo spettacolo presenta la classica storia del re, della regina e della principessa, ma rivisitata in chiave moderna e facendo uso di una tecnica teatrale inusuale, ovvero di tazzine e bicchieri nelle vesti dei personaggi. Anche nelle famiglia delle fiabe, però, si presentano gli stessi problemi che ci sono nelle famiglie normali. I genitori non approvano la decisione della figlia di fare la cameriera, un mestiere troppo modesto per un’ereditiera reale. E per farle passare di mente questa idea decidono di darla in moglie a un ricco principe. La cerimonia di fidanzamento è la parte più bella dello spettacolo perché sulla scena ci sono tantissime bottiglie d’acqua, brocche, damigiane, bicchieri, e tutti spruzzano felicità sotto forma di acqua. Il liquido, però, riempie presto la piccola tazzina che è la principessa, la quale inizia a soffocare sotto il peso di tanta pressione. La situazione si fa disperata nel momento in cui, dopo il secondo rifiuto, il principe, suo promesso sposo, minaccia di dichiarare guerra al regno se il matrimonio dovesse andare a monte e la principessa non venisse immediatamente scomunicata dai genitori.

Dominik Karakašić e Irena Bausović Tomljanović

Rimanere fedeli a sé stessi

All’ennesimo rifiuto, dunque, il re e la regina sono costretti a cacciare la figlia, che scappa di casa e decide di realizzare il suo sogno di fare la cameriera. Non tutti i mali vengono per nuocere, dunque, e la piccola tazzina rossa fabbrica un proprio regno dei desideri che ha la forma di un semplice bar. Una volta scampato il pericolo della guerra anche i genitori si calmano e vengono a trovarla, salutando la sua decisione di perseguire la propria strada in barba alle pressioni sociali. Una storia a lieto fine, dunque, che tra musica e battute umoristiche insegna ai bambini a rimanere sempre autentici e fedeli a sé stessi, ma anche a non sottovalutare i mestieri più umili. Questa sera è in programma, alle ore 18, all’HKD di Sušak, lo spettacolo “Bambi” del Teatro per l’infanzia di Kragujevac, in Serbia.

Pubblico numeroso ma distanziato

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