«Almanacco di documenti di Bellassich». Privilegi e obblighi nel contado di Pisino

PISINO | Le raccolte di trascrizioni di importanti documenti risalenti al Medioevo e all’Età moderna e di altri atti sono note come fonti autorevoli nella storiografia e sono pertanto indispensabili per ogni studio serio. Di solito venivano realizzate in un determinato ufficio, che sia quello di un sovrano, di un organo amministrativo, di un comune, di un principato, di una parrocchia o diocesi, oppure di una corporazione di arti e mestieri. Questi documenti venivano stilati per necessità, affinché l’organo amministrativo potesse avere a portata di mano in ogni momento tutti i documenti più importanti che provano e regolano i suoi diritti e obblighi, come pure la vita sociale nel territorio di sua competenza. È stato pubblicato nel 2018, nell’ambito del progetto Ysterreich – Istria austriaca avviato nel 2012, l’“Almanacco di documenti di Bellassich” (Belašićev zbornik isprava), scritto dagli storici Markus Leideck e Biserka Budicin, che contiene 35 documenti, ossia privilegi, costituzioni, risoluzioni, convenzioni, dichiarazioni, delibere e regolamenti che regolano la vita della popolazione nel contado di Pisino, nonché i documenti tratti dalla “Cassa delli privilleggi del Contado di Pisino”, come riporta la scritta originale. La pubblicazione è edita dall’Associazione istriana degli archivisti e dall’Archivio di Stato di Pisino.

L’Almanacco risale al 1715

Nei documenti vengono trattati i privilegi delle varie classi sociali, dei Comuni e degli abitanti, ma anche gli obblighi relativi alle tasse e alle agevolazioni dei sudditi. Vengono regolati lo status e le competenze del clero, come pure le norme penali contenute nei regolamenti che interessano un territorio più vasto della parte austriaca dell’Istria, regolamenti interni sull’eredità e altri documenti. Pisino e l’Istria centrale e orientale, infatti, appartennero alla famiglia degli Asburgo per più di cinque secoli.
L’almanacco venne stilato dal notaio Patricio Giuseppe Bellassich tra il 1º e il 3 agosto 1715, ma non è autore delle traduzioni dei documenti dal tedesco in italiano, come rileva lui stesso. Stando a Bellassich, infatti, a firmare le traduzioni dei documenti fu il sacerdote di Pedena don Tadeo Glavinich Pedense, mentre Bellassich li copiò da un libro di “simile carattere” del notaio Giovanni Slocovich. La Cassa dei privilegi nacque invece tra il 1774 e il 1776.

Contado di Pisino dato in regalo

Leideck e Budicin presentano in maniera precisa e dettagliata i vari documenti, tra i quali spicca quello relativo al passaggio di proprietà sul contado di Pisino, in quanto questo divenne oggetto di un regalo di nozze dell’imperatore del Sacro Romano Impero, Federico III, all’infanta Eleonora del Portogallo nel 1452. All’epoca, il diritto germanico imponeva al marito di dare alla moglie dei regali cospicui che diventavano sua proprietà e che le permettevano di mantenersi nell’eventualità della morte del marito. Tra questi c’era il cosiddetto “morgengabe”, ovvero dono del mattino, che veniva consegnato alla moglie la mattina dopo le nozze. In base alla carta stilata il 20 agosto 1442, Federico III consegnò a Eleonora il castello e il comune di Pisino, incluso il feudo, il contado, tutti i comuni, villaggi e castelli. Eleonora ottenne così il diritto d’amministrare i ricavi dai possedimenti in Istria di mille fiorini per spese personali, ma anche di darli in affitto e di disporre di questa proprietà vita natural durante o per testamento.

Morte sul rogo per stregoneria

Bellassich incluse nell’almanacco pure alcune delibere generali e regolamenti relativi alla vita sociale e ai casi penali che riguardano anche altre regioni, non soltanto il Capitanato di Pisino, tra cui una delibera dell’imperatore Ferdinando II proclamata il 5 dicembre 1633 a Vienna, con la quale vennero proibite le bestemmie, la stregoneria, il concubinato, l’adulterio, l’ubriachezza e l’usura. Al contempo, il documento si richiama agli articoli 109, 116 e 119 del Diritto dell’imperatore Carlo V del 1532. L’articolo 109 prevedeva, infatti, che coloro che praticassero la stregoneria e i sortilegi venissero puniti con la morte sul rogo, mentre per gli interrogatori bisognava utilizzare la ruota. L’articolo 116 prevedeva pure la morte sul rogo per la sodomia e i rapporti omosessuali. Per lo stupro, invece, l’articolo 119 prevedeva l’uso della ruota, mentre i colpevoli di tale crimine venivano giustiziati. Nella seconda parte del libro vengono riportati i documenti in lingua italiana dell’Almanacco di Bellassich.

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