Alla scoperta del mago delle parole

Arte, conferenze e workshop per la seconda giornata del Festival «Ci vuole un fiore» dedicato a Gianni Rodari

Sandra Brakus Brženda, Tamara Brussich e Manuela Peressa

Tutt’altro che una semplice apertura di una mostra. La seconda giornata dell’evento “Ci vuole un fiore”, che la Comunità degli Italiani di Pola ha dedicato in omaggio al centenario della nascita di Gianni Rodari, ha visto tra i primi appuntamenti la presentazione di un progetto plurimensile, se non semestrale, che ha tenuto e continua a tenere ancora occupato l’intero collettivo della scuola d’infanzia “Rin Tin Tin” di Pola. La prova inconfutabile di un vero viaggio compiuto nella fantasia guidata dai suggerimenti dello stesso autore italiano per ragazzi è stata fornita in modalità più che esaustiva dalle educatrici Sandra Brakus Brženda e Manuela Peressa, previa introduzione della direttrice del “Rin Tin Tin”, nonché presidente della CI polese, Tamara Brussich. La missione era stata denominata “Gianni Rodari: alla scoperta del mago delle parole” e, come sentito, si è fatta incetta di fantasia, nettare dell’infanzia, potentissimo strumento della mente che, come detto “noi educatori/adulti abbiamo il dovere di alimentare e stimolare nei bambini. È grazie alla fantasia, all’immaginazione che il bambino crescendo svilupperà con più facilità le proprie capacità e avrà più fiducia di riuscire in qualcosa in cui crede. L’immaginazione è l’invenzione artistica che rende possibile qualsiasi cosa. E da qui si parte per il nostro viaggio nella fantasia rodariana…”.

 

Un’ispirazione in riva al mare
Tutto era cominciato un’estate al mare, allo Stabilimento balneare di Stoia dove un intero team di educatrici ha saputo lasciare briglie sciolte ai bambini per cogliere ispirazione da un ambiente adatto a inventare storie e situazioni rodariane. Imprese illogiche (zuccherare il mare…), o dalla logica strampalata e profondamente didattico-formativa grazie al graziosissimo fumetto prodotto dai bambini (La passeggiata di un distratto), fino alla trasformazione del tappeto di aghi di pino in atelier per creare piccoli lavori artistici, o in salotto d’ascolto e di creazione di racconti dagli infiniti e impensabili esiti, su ricetta architettata dal loro mago delle parole.

Il progetto Rodari in mostra nella sala spettacoli

Inno al teatro
Dalla Comunità degli Italiani è stato offerto, quindi, in Rete “Non solo parole”, aggiornamento professionale come percorso didattico dall’artista e attrice Petra B. Blašković, che ha segnalato quanto le storie di Rodari siano un bacino inesauribile di spunti per l’attività teatrale nella scuola e quante sono le riflessioni sulle parole e i mondi nascosti che esse portano con sé. Segnalata l’importanza del comprendere il significato delle parole che formano frasi, che formano storie e come imparare a comprendere? Inno al teatro, perché il teatro nella didattica come mezzo d’apprendimento offre numerose possibilità per percorsi cognitivi, esperienze didattiche attive dove il materiale proposto diventa materiale individuale e ogni storia offre possibilità ancora da scoprire. Scoprire ascoltando, creare comprendendo. Giochi e attività della pedagogia teatrale a servizio dell’istruzione e di una crescita felice. Il teatro a scuola è gioia e gioco.

Giocando con i laboratori
“Ci vuole un fiore”, nelle giornate scorse, ha regalato al “Rin Tin Tin” e all’elementare italiana “Giuseppina Martinuzzi” di Pola due mattinate di puro divertimento, giocando con Rodari ai laboratori condotti da Teodor Tiani e da Luka Jurčić. Missione identica: stuzzicare spudoratamente la fantasia dei bambini, lasciando dare forma ai loro pensieri e voce alla loro fantasia. Come segnalato da Teodor Tiani, causa l’influsso dell’era tecnologica in cui viviamo, e di una sovrabbondanza di impegni extrascolastici, l’attenzione del bambino subisce continue interferenze, interrompendo così la sua concentrazione. I bambini coinvolti nel laboratorio, attraverso la scelta di parole inventate sul momento, l’osservazione dell’ambiente che li circonda, hanno espresso a turno parte di una loro storia inventata e personale, spezzoni che poi sono stati uniti in un’unica storia di gruppo con l’aiuto dei portatori del laboratorio. Perché risulta importante fare questo “minestrone”? E si cita un grande maestro stando al quale le fiabe, le favole, le storie diventano uno strumento essenziale con cui i bambini iniziano a fare esperienza del mondo, creando un magico ponte tra realtà e fantasia. Una fantasia che ha bisogno di essere continuamente coltivata, stimolata, liberata per permettere al bambino di diventare un buon adulto.
“Un sasso gettato in uno stagno suscita onde concentriche che si allargano sulla sua superficie, coinvolgendo nel loro moto, a distanze diverse, con diversi effetti, la ninfea e la canna, la barchetta di carta e il galleggiante del pescatore. Non diversamente una parola, gettata nella mente a caso, produce onde di superficie e di profondità, provoca una serie infinita di reazioni a catena, coinvolgendo nella sua caduta suoni e immagini, analogie e ricordi, significati e sogni…”. (Gianni Rodari)

Un mare di attività raffigurate nei pannelli

Le traduzioni in croato
La seconda giornata dell’evento, finanziato dall’UI, supportato dal Consolato generale d’Italia a Fiume e dalla Città di Pola, con un prezioso contributo tecnico-organizzativo della Biblioteca civica, si è concluso in “Parole per pensare… parole per amare. Riflessioni sulla traduzione in croato”. Ospiti le proff. Rita Scotti Jurić e Lorena Lazarić nel salotto di Gianni Rodari, aperto da Liana Diković, curatrice dei programmi dell’evento. Letture proposte da Amneris Bosazzi e da Matija Drandić. Si è partiti dalla premessa per cui la fortuna di Gianni Rodari sia legata alla capacità di trasmettere il gioco e la fantasia infantile alla curiosità degli adulti attraverso storie moderne incarnate in una forma classica, universale e perfetta. Le sue opere sono state tradotte in numerose lingue di svariati Paesi: dal Sud America alla Cina. In Croazia le opere tradotte sono quelle esclusivamente in prosa. Quali sono le difficoltà della traduzione dei versi? Sicuramente i giochi di parole, le assonanze, i proverbi, gli errori non trasferibili da una lingua all’altra, i culturemi linguistici e via… traducendo.

 

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