Alida Valli «ritorna» a Pola

Nel giorno della nascita, cent’anni fa, il cinema che porta il suo nome propone il docufilm di Mimmo Verdesca che celebra la prima attrice italiana capace di stregare Hollywood. La pellicola ritrae la protagonista tra arte e amore, presentando documenti, fotografie e filmati personali inediti

Alida Valli in una foto d’archivio

Un evento imperdibile al Cinema Valli. Tre proiezioni, alle ore 17, 19 e 21, il giorno esatto in cui nacque, cent’anni fa, a Pola. In sala, nella città dell’Arena che le diede i natali, il prossimo 31 maggio, va in scena “Alida”, il docufilm di Mimmo Verdesca che celebra, per la prima volta sullo schermo, la prima attrice italiana a stregare Hollywood. Musa di Visconti, Hitchcock, Bertolucci, Welles, Pasolini, Soldati, Vadim, Zurlini, Clement, Chabrol – in una lista davvero infinita –, stregò milioni di spettatori. Bella, brava, ma schiva: la prima diva italiana è stata un’antidiva. “Per tutta la vita ha smitizzato sé stessa, sgretolando la devozione che si aveva di lei”, afferma Marco Tullio Giordana, che la diresse in “La caduta degli angeli ribelli” (1981) e che le fece vincere il David di Donatello come migliore attrice non protagonista.

Il regista Mimmo Verdesca

La madre di tutte le attrici italiane

Il lavoro di Verdesca la ritrae tra arte e amore, pescando tra i ricordi contenuti nei suoi diari, i documenti, le fotografie e i filmati personali; gli aneddoti, le testimonianze, le interviste, i commenti di registi come Bernardo Bertolucci, che la definisce “madre di tutte le attrici italiane”, Marco Tullio Giordana, Margarethe von Trotta, Thierry Frémaux, Dario Argento, Maurizio Ponzi, Antonio Calenda; le attrici Vanessa Redgrave, Charlotte Rampling, Mariù Pascoli, Carla Gravina, Tatiana Farnese, Lilia Silvi, ma anche Roberto Benigni, che fu suo “figlio” in “Berlinguer di voglio bene” (1977); il critico, sceneggiatore e produttore cinematografico e direttore artistico Felice Laudadio; il costumista Piero Tosi, che la vestì in “Senso” (1954) di Luchino Visconti. E poi ci sono le parole del figlio Pierpaolo De Mejo (autore, con Verdesca, della sceneggiatura, il cui nonno Oscar, un grande compositore, fu sposato con l’attrice dal 1944 al 1952) e del nipote Larry De Mejo. Più molto altro materiale d’archivio, compresi i primi provini di una giovanissima (esordisce a 15 anni) che sognava il cinema.

Semplicemente leggendaria

Coraggiosa, folle, fragile e romantica, curiosa e moderna, capace di mettersi in gioco, brusca e dolce, bellissima, anticonformista, intelligente, spiritosa e tanto altro ancora. Leggendaria: è forse l’aggettivo che più le si addice. Settant’anni di luminosa carriera, Alida Valli è stata prima di tutto una grande donna. Piena di colori, di pulsioni, di slanci. La vita l’ha spesso messa alla prova, ha fatto scelte coraggiose e ha sofferto tanto. Anche per la perdita della sua città.

Verdesca entra con grande emozione e rispetto nella sua anima complessa, affascinante, spesso impenetrabile: “Alida era una donna schiva e indipendente – spiega il regista – che non amava raccontarsi in pubblico ma in privato lo faceva splendidamente. In questo c’è anche la sua libertà, si avvicinava solo a chi riteneva vicino alla sua indole. Amava il silenzio. Per lei la scrittura diventava un modo per confidare a sé stessa paure, emozioni, gioie e desideri”. Il percorso di “Alida” si snoda tra Pola, Como, Roma, Hollywood, Città del Messico; poi nuovamente la città eterna, Parigi, la casa al mare di Fregene, mostrando un quadro completo e inedito della vita di una giovane e bellissima ragazza di Pola che diventò in breve tempo una delle attrici più famose e amate del cinema italiano e internazionale.

Larry e Pierpaolo De Mejo, figlio e nipote di Alida Valli

Un racconto nuovo e unico

“La novità del film – precisa Verdesca – è sicuramente il contenuto, perché non è mai stato realizzato un documentario dedicato alla vita di questa grande attrice italiana. L’originalità è nel punto di vista con cui esso è proposto al pubblico: quello di Alida stessa, attraverso le parole dei suoi scritti privati che, per la prima volta, prendono vita diventando l’’io narrante’ del film, attraverso la voce della bravissima Giovanna Mezzogiorno. Un racconto quindi nuovo, intrigante e unico, in cui i pensieri di Alida sono protagonisti, come mai prima d’ora”, che restituisce allo spettatore l’unicità di questa donna che ha attraversato il Novecento.

Il docufilm è stato prodotto da Venicefilm e Kublai Film, in associazione con Istituto Luce Cinecittà e in collaborazione con Rai Cinema, con il contributo del Ministero italiano della Cultura. Coinvolta l’Unione degli Istriani, che ha sostenuto il progetto, come pure l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, nonché l’Università Popolare di Trieste, che ne assicurerà la circuitazione a Pola e in tutta l’Istria, ma anche in una serie di altre tappe (tra cui a Lubiana, Zagabria e in Montenegro). Per il centenario di Alida Valli, è prevista anche una mostra. “Alida Valli l’antidiva” è invece il titolo dello speciale che Rai 1 manderà in onda sabato notte (poco dopo la mezzanotte), proponendo l’opera di Verdesca.

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