Letteralmente catapultati dentro al luogo più produttivo, esplosivo, disordinato e caotico che ci sia: non vi fossero ammassati giornali, riviste, attrezzature di collegamento, PC, appunti e comunicati, tutto potrebbe dare ad intendere di essere finiti nel mezzo di una mega sala operatoria di ospedale da campo. Invece, gli studenti del Dipartimento di Italianistica della Facoltà di Lettere e Filosofia di Pola e gli allievi della Scuola Media Superiore Italiana “Dante Alighieri” di Pola, sono stati elegantemente presi per mano da Alessandro, giornalista e scrittore milanese originario d’Istria, membro della nostra ben nota e stimata famiglia polese Mocenni, allo scopo di (sopra)vivere assieme e in diretta la frenesia, l’alta pressione e i tempi stretti del mondo appartenente al giornalismo, in una delle sue forme più “incasinate” e stressanti che ci siano: l’agenzia di stampa italiana. È questo l’ambiente del caos creativo. L’abilità e la scioltezza dell’oratore, personaggio che traspira simpatia da tutti i pori, ha fatto sì di sentirsi degli ostaggi felicemente immersi nel luogo altamente ispirativo, stimolante ed intrigante, dove si cattura, sviluppa, genera e diffonde la notizia, quella che fa scalpore per prima e, a volte, mette sull’attenti tutto il mondo. Agenzia stampa, in detto caso equivale a scrittura e scrittura sta a significare lingua, un codice del tutto sui generis, mentre il succitato Dipartimento della dell’Università degli Studi “Juraj Dobrila” ha saputo intuire quanto di attuale e di curioso ci sarebbe nello scandagliare la dimensione del maxi ufficio della notizia.

Collaborazione pluriennale
Da qui l’idea di dedicare alla forma più “scheletrica”, ma intelligente, del linguaggio giornalistico, il primo appuntamento promosso (in sede di Ateneo), nell’ambito dell’inaugurazione polese della 25esima Settimana della lingua italiana nel mondo. L’argomento “La lingua italiana nelle Agenzie di stampa tra sintesi e chiarezza”, sviluppato da Alessandro Mocenni, ben calza anche nel contesto de “L’Italofonia: lingua oltre i confini”, tema generale di un evento, che è arrivato “a un traguardo importante” che stavolta “ci invita a guardare all’italiano come a una lingua viva, che ci unisce, che attraversa Paesi e generazioni e che continua a far dialogare realtà differenti”. Sono le parole trasmesse da Eliana Moscarda Mirković, vicepreside della Facoltà polese, che si è detta onorata di aprire la Settimana assieme ad Alessandro e la sua famiglia (presente), con i quali “si è creato negli anni un legame istituzionale davvero speciale fatto di collaborazione, stima e amicizia”.
Appuntamento imperdibile
Plauso alla rilevanza della Settimana della lingua italiana, poi fortemente manifestato da Maurizio Tremul, presidente dell’Unione Italiana, organizzazione unitaria degli italiani di Croazia e Slovenia, che “ha eletto a sua missione principale la promozione, la cura, la tutela, la crescita e la valorizzazione della lingua e della cultura italiane sul territorio di insediamento storico della Comunità Nazionale Italiana”. Martina Damiani, responsabile del Dipartimento di Italianistica polese, il più antico tra quelli oggi operanti nell’area italofona di Croazia e Slovenia, non ha invece mancato di ricordare che la “Settimana”, rappresenta la più importante manifestazione internazionale dedicata alla divulgazione e affermazione della lingua di Dante. Un appuntamento dall’illustre immagine, che le viene conferita dallo stesso patrocinatore, il Consolato Generale d’Italia a Fiume e dalla collaborazione organizzativa istituita con l’Università popolare di Trieste e l’Unione Italiana. Per l’edizione 2025, si “celebra lo spazio linguistico, culturale e sociale dell’italiano, esplorando le molteplici realtà in cui la lingua si configura quale elemento fondante dell’identità e del patrimonio culturale delle comunità italofone”.

Dalla «Voce» al Mondo Agnelli
Realtà molteplici, si è detto, e in questo caso si è parlato di realtà giornalistica, scatenata, appassionata, velocissima che Alessandro Mocenni ha dipinto con spontaneo estro, forte della sua ricca esperienza professionale sul campo di battaglia mass mediatico. Ha collaborato (e ce facciamo vanto), con la redazione polese de “La Voce del popolo”, l’emittente radiofonica polese, quindi con RTL, Radio Dimensione Suono, fino ad abbordare il giornalismo economico, ad entrare a MF-Dowjones, con pubblicazioni anche su “The Wall Street Journal” e “Milano Finanza”. Ha contribuito a volumi dedicati all’imprenditoria italiana ed è stato consulente per importanti saggi internazionali, tra cui Mondo Agnelli. Oggi collabora con l’agenzia di stampa MF-Newswires, agenzia pubblica con 900-950 lanci giornalieri e un focus particolare su notizie economico-finanziarie, sia a livello nazionale che internazionale.
Neutralità e precisione
La conferenza di Mocenni è partita… dall’era napoleonica, con un breve inaspettato tonfo nel giornalismo primordiale (roba da cronache legate alla battaglia di Waterloo), per poi continuare con la nascita delle prime agenzie d’informazione, soffermarsi sul contesto del caso Kennedy, sulla strutturazione e funzione delle agenzie nel panorama dell’informazione, fino al confronto con gli altri media tradizionali (giornali, televisione, radio). Oltre a illustrare i principi alla base della selezione delle notizie, il funzionamento di una redazione, la costruzione dei titoli, dei lanci e dei flash, nonché le tecniche per realizzare un testo giornalistico, ecco tanti aneddoti sui rischi di propinare bufale o di avere lo scoop con la convinzione di aver preso fischi per fiaschi, comunicare fatti inesistenti o non riuscire a cogliere l’attimo della notizia fuggente. L’attenzione speciale, quindi, è stata dedicata alla lingua italiana delle agenzie, caratterizzata da specificità e differenze rispetto all’uso comune e ad altri mezzi di comunicazione.
Attraverso esempi concreti e curiosi, Mocenni ha guidato il pubblico alla scoperta di come “si scrive in un’agenzia di stampa”, svelando segreti e meccanismi di un codice rapido, preciso ed essenziale. La lingua italiana, in detto caso è chiara, concisa e scorrevole, con un registro stilistico medio per essere accessibile a un vasto pubblico. L’obiettivo è la neutralità e la precisione, la velocità, evitando retorica e approfondimenti non essenziali, concentrandosi sulla presentazione diretta dei fatti per essere affidabile come fonte di informazione. Niente considerazioni personali, stile telegramma, pochissima interpunzione, un sacco di acronimi, niente titoli onorevoli (cavalieri, commendatori ecc.), ma solo cariche, ricchezza di sinonimi in non più di tre capoversi. Altrimenti sei beffato dai colleghi con l’appellativo di “romanziere”.
Interessanti anche le domande e le riflessioni in merito all’uso e abuso degli anglicismi. Oggi una vera epidemia nelle testate italiane. “Colonizzazione” normale e “questione di pratica”, dice Mocenni, quando l’inglese è lingua egemonica e ampiamente settoriale, mentre l’italiano deve essere una lingua presente nel suo tempo. A volte sembra preferibile l’“esterofilia” che il proponimento di parole da glossario desuete, arcaiche e “non comuni”.
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