Siamo nel pieno dell’estate e quale modo migliore per celebrarla se non con una serata all’insegna della grande musica? A essere protagonista è stato Albano Carrisi, in arte Al Bano, che ha regalato al pubblico “Una notte italiana” speciale insieme a due ospiti d’eccezione: la talentuosa violoncellista zagabrese Ana Rucner e il cantautore, musicista e compositore Yari Carrisi, figlio di Al Bano e Romina Power. Al Bano ha inoltre ricevuto un ringraziamento speciale da parte dell’Unione Italiana, in segno di riconoscenza per la magica serata regalata al pubblico. Dopo aver ricevuto una targa ricordo, conferitagli a nome di tutti i connazionali da Marin Corva, deputato CNI al Sabor e presidente dell’Unione Italiana, un commosso Al Bano ha esternato: “Ci sono momenti in cui la voce sparisce e i pensieri rubano il tempo che sanno rubare, che dire di fronte alle vostre parole e alla magia della signora Ana (Rucner, ndr), una magia incredibile. Sono stato trattato benissimo, provo i brividi e sono felice, perché questi brividi poi li abbiamo condivisi insieme a tutta la Comunità italiana qui presente. La musica è una medicina straordinaria e volendo non costa niente, soltanto la volontà di volerla ascoltare e di nutrirsi di musica. Buona musica sempre a tutti quanti voi”. L’evento al Piccolo teatro romano di Pola è stato organizzato dalla locale Comunità degli Italiani, dall’Unione Italiana e dall’agenzia Art Hill. Numerosissimi i connazionali presenti all’evento al quale non hanno mancato i rappresentanti dell’UI, dell’UPT, di diverse CI e della Regione istriana.
Tre talenti, una sola serata
Al Bano è un nome che per molti non ha bisogno di essere introdotto. Pugliese, nato nel 1943, ha iniziato la sua carriera da giovane e ha raggiunto il successo nel 1967. In seguito ha formato una celebre coppia con Romina Power, raggiungendo la vetta delle classifiche con hit come “Felicità”, “Sharazan” e “Ci sarà”. Ha inoltre avuto una lunga carriera da solista, portando la sua voce potente e la canzone italiana in tutto il mondo. Nel 1984 ha conquistato la vittoria al Festival di Sanremo, proprio insieme a Romina Power, con la già citata “Ci sarà”.
Ana Rucner, invece, è una rinomata violoncellista nata a Zagabria nel 1983. Ha iniziato a sviluppare il proprio talento musicale all’età di sette anni e, nel 2005, si è diplomata all’Accademia di Musica di Zagabria. Il suo stile originale unisce la musica classica, moderna ed etnica, talvolta attraverso l’utilizzo del violoncello elettrico.
Yari Carrisi, nato nel 1973, si è avvicinato alla musica fin da giovane, imparando a suonare la chitarra e il pianoforte e iniziando a comporre canzoni. Ha lavorato come musicista e compositore, collaborando anche con importanti artisti italiani, tra cui Jovanotti, e contribuendo alla realizzazione di alcuni brani insieme al padre. Oltre alla musica, Yari è appassionato di viaggi e culture orientali.
La musica che unisce generazioni
Il concerto si è aperto con l’esecuzione di “Nel blu, dipinto di blu”, celebre canzone di Domenico Modugno, accolta da un’intensa partecipazione del pubblico, soprattutto durante i ritornelli. Grande emozione ha suscitato anche “Ci sarà”, uno dei brani simbolo della carriera di Al Bano. Si è proseguito affrontando il tema della nostalgia, della malinconia e dei ricordi del passato con la hit del 1987 “Nostalgia canaglia”. A seguire, “Tu per sempre”, pubblicata nel 2005, uno dei brani più romantici del repertorio di Al Bano. Non è mancato uno dei grandi classici della musica italiana, “Azzurro” di Adriano Celentano, seguito da “Funiculì, Funiculà”, celebre brano della tradizione napoletana, che ha coinvolto il pubblico soprattutto nel ritornello “Jamme, jamme”. La serata è proseguita con “Amanda è libera”, brano con cui Al Bano ha conquistato il podio al Festival di Sanremo 2011. La canzone affronta temi particolarmente delicati come la povertà, la violenza, lo sfruttamento e la perdita della libertà. È stata poi la volta di “Sempre sempre”, del 1986, altro grande classico del periodo dei duetti con Romina Power. La canzone racconta un sentimento d’amore forte e quasi impossibile da controllare. Tornando agli inizi della sua carriera, Al Bano ha proposto “Bianca di luna”, brano del 1967 che racconta la fine di una breve storia d’amore e il dolore lasciato da un incontro destinato a durare poco. Il brano è stato eseguito in duetto con Yari Carrisi, che ha poi proseguito la serata come solista interpretando alcune canzoni in inglese, tra cui “Hallelujah” di Leonard Cohen.
Al Bano è quindi tornato sul palco con “13, storia d’oggi”, del 1971, una canzone che prende spunto dal 13 dicembre, giorno di Santa Lucia, presentato come un momento decisivo nella vita del protagonista, segnato dalla separazione dalla persona amata. Il repertorio amoroso è proseguito con “Parla più piano”, versione italiana del celebre tema musicale de “Il padrino”, seguito da “Te voglio bene assaje”, celeberrima canzone della tradizione napoletana ottocentesca.
Un omaggio al pubblico della CNI
Sempre nell’ambito della musica classica e ottocentesca, è stata proposta anche una celebre interpretazione corale del “Va, pensiero”, tratto dal “Nabucco” di Giuseppe Verdi. A questo punto è entrata in scena Ana Rucner, accompagnata dal suo violoncello, con “Ave Maria”, brano del suo repertorio che ha regalato alla serata un momento particolarmente intenso e suggestivo. Dopo un paio di esecuzioni, Al Bano è tornato sul palco da solista per avviarsi verso la conclusione della serata con un altro classico del periodo dei duetti con Romina Power: “Felicità”, del 1982. A chiudere il concerto è stata “Quando il sole sorgerà”, brano del 1971 incentrato sui temi della speranza e della fiducia nel futuro, che ha accompagnato il pubblico verso la conclusione di una serata ricca di musica, emozioni e grandi classici della canzone italiana.
Sostegno delle istituzioni
Al termine del concerto Marin Corva ha sottolineato:”Grazie alla collaborazione con la Comunità degli Italiani di Pola e con l’agenzia Art Hill di Zagabria, l’UI è coorganizzatrice di questa serata, di questo concerto del Maestro Al Bano. È stata una grande emozione, direi sentita da tutti i partecipanti al concerto. Come UI siamo riusciti a far partecipare 500 connazionali. Devo dire che l’interesse era molto più alto, ma la capienza del Piccolo teatro romano è quella che è. Diciamo che questa iniziativa, in realtà, è il punto di arrivo di un’idea nata tanti anni fa, della quale mi sono fatto promotore: trovare delle collaborazioni con agenzie che seguono i grandi cantanti e artisti italiani, per fare sì che, con un contributo finanziario relativamente contenuto, riuscissimo a essere organizzatori di un evento del genere. Devo dire grazie alla Comunità di Pola e alla presidente Tamara Brussich, perché l’idea è nata anni fa proprio con lei. Spero di ripetere l’iniziativa l’anno prossimo, se la Giunta Esecutiva guidata da Paolo Demarin riterrà opportuno proseguire con questo tipo di iniziativa, e sono certo che lo farà”.
Paolo Demarin, presidente della Giunta Esecutiva dell’UI ha precisato: “Per tutta la Comunità Nazionale Italiana, questa serata è stata una serata sotto le stelle all’italiana a Pola, portando una celebrità internazionale come Al Bano, che ha portato la canzone italiana nel Teatro romano. E questo ha un doppio significato: rappresenta la canzone italiana in una località che ha una tradizione italiana e che conosce la canzone italiana. Ma quello che sicuramente questa sera è stato splendido vedere è stato i nostri connazionali cantare con Al Bano, cantare le canzoni che conosciamo tutti e che hanno reso la magia che tutti noi sentiamo nei nostri cuori, che abbiamo vissuto e che viviamo nella tradizione canora italiana. Questa sera l’abbiamo condivisa in pieno e, per noi, è stato un orgoglio aver potuto ospitare un cantante di questo rango. Auspico e spero che questo apra una futura stagione di concerti il prossimo anno, con altri cantanti italiani di fama mondiale”.
Tamara Brussich, presidente della CI di Pola ha evidenziato: “Dopo aver visto il successo riscosso da Al Bano a Zagabria, abbiamo iniziato a proporre l’idea di un concerto al Teatro romano. È stato possibile grazie a Marin Corva, che all’epoca era presidente della Giunta Esecutiva dell’UI, e a Iva Šalamon Reškovac di Art Hill. Una parte dei biglietti era riservata all’UI e agli attivisti della Comunità. Per noi è stato importante uscire un po’ dagli schemi, per avere maggiore visibilità, con un concerto che ha raccolto più di 2mila persone. Si spera che si possa continuare con questa prassi, che permetterà di portare a Pola artisti importanti del panorama della musica italiana. Abbiamo espresso un ringraziamento speciale al Maestro Al Bano per la magica serata, ma anche voluto lasciargli un ricordo della nostra Comunità, della quale era già ben informato e della realtà che avrebbe incontrato a Pola”.
Vicino ai rimasti
Prima dell’inizio del concerto Al Bano ha incontrato la stampa parlando di un po’ di tutto. Si è partiti con Sergio Endrigo, nativo di Pola: “Nel 1968 tutti dicevano che avrei vinto io a Sanremo ma poi arriva lui e vince con ‘Canzone per te’”. Parlando del suo amore per la musica ha detto di aver iniziato a dedicarvisi sin da bambino e che gli è piaciuto da sempre spaziare tra diversi generi in primis nella musica classica: “La musica è una medicina”. In qualità di viticoltore ha detto che gli piace assaggiare i vini locali dei luoghi dove si esibisce. Commentando la presenza di molti connazionali ha detto di essere loro vicino in quanto hanno vissuto giorni duri e a momenti difficili. Infine ha parlato dei suoi successi: “Non ho una canzone che metterei sopra alle altre. ‘Felicità’ comunque la cantano anche oggi in tutto il mondo”.




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