Addio a Veljko Barbieri, scrittore e narratore della cultura gastronomica croata

Autore di romanzi, saggi e celebri libri sulla cucina mediterranea, aveva 76 anni

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Addio a Veljko Barbieri, scrittore e narratore della cultura gastronomica croata
Foto: Ivana Ivanovic/PIXSELL

È morto lo scrittore e autore gastronomico croato Veljko Barbieri. La notizia della scomparsa è stata confermata dalla figlia Sara. Barbieri aveva 76 anni ed era considerato una delle voci più autorevoli della letteratura gastronomica dell’area adriatica, capace di intrecciare storia, cucina, memoria e identità mediterranea in uno stile colto e divulgativo al tempo stesso.

Nato a Spalato il 14 maggio 1950, Barbieri aveva frequentato il liceo classico a Zagabria prima di iscriversi alla Facoltà di Filosofia dell’Università della capitale croata, dove aveva studiato filosofia e lingua spagnola. Nel corso della sua lunga carriera ha scritto racconti, romanzi, saggi e opere teatrali, radiofoniche e televisive, imponendosi come una figura centrale della scena culturale croata.

Il racconto del cibo come storia e identità

La notorietà presso il grande pubblico arrivò soprattutto grazie alla sua attività di divulgatore gastronomico. Barbieri riuscì a trasformare il racconto del cibo in un viaggio nella storia del Mediterraneo e dei Balcani, facendo della cucina uno strumento per comprendere popoli, tradizioni e trasformazioni sociali.

Tra i suoi lavori più conosciuti figura la serie televisiva “Jelovnici izgubljenog vremena” (“I menù del tempo perduto”), trasmessa dalla televisione pubblica croata, nella quale ripercorreva la storia dell’alimentazione attraverso epoche, culture e antiche ricette.

Parallelamente, le sue celebri colonne pubblicate sul settimanale Nacional diedero vita ai “Kuharski kanconijeri” (“Canzonieri culinari”), raccolte poi in più volumi e tradotte in diverse lingue.

Nel corso degli anni Barbieri ha pubblicato numerosi libri dedicati alla gastronomia e alla cultura culinaria. Tra i più noti figurano “134 male priče o hrani” (“134 piccoli racconti sul cibo”), “100 mitova o hrani” (“100 miti sul cibo”) e “Priča o dalmatinskoj kuhinji” (“Storia della cucina dalmata”), opere nelle quali emergeva il profondo legame con la Dalmazia e con la tradizione adriatica.

Era membro dell’Associazione degli scrittori croati e della Comunità degli artisti croati.

Con la sua scomparsa, la Croazia perde non soltanto uno scrittore, ma uno dei principali interpreti della memoria gastronomica e culturale del Paese.

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