Addio a Vedrana Rudan, voce irriverente della Croazia

Scrittrice, giornalista e opinionista, aveva 76 anni. Per decenni ha raccontato politica, società, donne e famiglia con uno stile tagliente e senza compromessi

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Addio a Vedrana Rudan, voce irriverente della Croazia
Foto: Goran Kovacic/PIXSELL

È morta a 76 anni Vedrana Rudan, una delle voci più riconoscibili, irriverenti e controcorrente della letteratura e del giornalismo croato. Scrittrice, giornalista e opinionista, Rudan è scomparsa oggi, 18 agosto, dopo la lunga battaglia contro un tumore particolarmente aggressivo. La notizia è stata annunciata sui suoi canali ufficiali con una frase che sembra uscita da uno dei suoi libri: “Vedrana è andata nella zona senza segnale”. La notizia è stata confermata anche da diversi media croati.

Nata a Abbazia (Opatija), il 29 ottobre 1949, Rudan è stata per decenni una presenza impossibile da ignorare nel panorama culturale croato: tagliente, diretta, spesso provocatoria, capace di trasformare la rabbia in scrittura e di affrontare senza filtri politica, società, famiglia, matrimonio, sessualità, vecchiaia e condizione femminile.

La malattia raccontata senza paura

Rudan aveva scelto di parlare pubblicamente anche della propria malattia. Nel marzo del 2025, ospite della trasmissione televisiva “Nedjeljom u 2” condotta da Aleksandar Stanković, aveva raccontato di essere affetta da un tumore molto aggressivo dei dotti biliari, una forma difficile da individuare. I controlli avevano consentito di intervenire chirurgicamente, ma, come aveva spiegato lei stessa, dopo una prima verifica positiva erano comparse numerose metastasi nel giro di appena due mesi.

Anche davanti alla malattia aveva mantenuto quello stile che l’aveva accompagnata per tutta la vita: niente retorica, niente vittimismo e nessuna intenzione di nascondersi. Parlava della morte con la stessa franchezza con cui aveva parlato per anni degli argomenti più scomodi.

Alla fine di quella trasmissione aveva lasciato una frase destinata oggi ad assumere un significato ancora più forte: “Voglio dire che ci sono moltissime persone che mi amano e che io amo loro. E che sono immortale. Che la mia morte sia considerata come una partenza verso una zona senza segnale”.

Una voce fuori dal coro

Rudan aveva costruito la propria notorietà proprio sulla capacità di non risparmiare nessuno. Nei suoi articoli e nei suoi libri affrontava con linguaggio diretto e spesso volutamente provocatorio le contraddizioni della società croata, il rapporto tra uomini e donne, il matrimonio, la famiglia, la politica e il potere.

Il suo modo di scrivere aveva prodotto negli anni un pubblico molto affezionato, ma anche numerosi detrattori. Rudan non cercava il consenso unanime e spesso sembrava quasi provocare deliberatamente il lettore, costringendolo a confrontarsi con temi che il dibattito pubblico preferiva lasciare ai margini.

La sua carriera era iniziata nel giornalismo e aveva attraversato radio, televisione e stampa. Prima di diventare una scrittrice affermata aveva lavorato anche come insegnante, traduttrice e guida turistica. Aveva collaborato con diverse testate croate e per anni aveva firmato seguitissime rubriche e colonne.

Dai primi romanzi al successo internazionale

Il debutto letterario era arrivato nel 2002 con “Uho, grlo, nož” (“Orecchio, gola, coltello”), romanzo che l’aveva imposta rapidamente all’attenzione del pubblico. Il libro è stato tradotto in diverse lingue e adattato per il teatro, dando il via a una produzione letteraria molto ampia.

Negli anni successivi sono arrivati, tra gli altri, “Ljubav na posljednji pogled”, “Ja, nevjernica”, “Crnci u Firenci”, “Dabogda te majka rodila”, “Zašto psujem”, “Muškarac u grlu”, “Ples oko sunca”, la sua autobiografia, e “Umrijeti bez stresa”, pubblicato nel 2024. Secondo il suo sito ufficiale, le sue opere sono state tradotte in inglese, ungherese, sloveno, polacco, francese, italiano, russo e macedone e alcuni suoi libri sono arrivati anche negli Stati Uniti.

Il profilo 

Vedrana Rudan era nata ad Abbazia (Opatija) il 29 ottobre 1949 ed era cresciuta nella vicina Draga di Moschiena (Mošćenička Draga). Aveva studiato lingua croata e tedesca alla all’Accademia pedagogica di Fiume, prima di dedicarsi al giornalismo e alla scrittura.

La sua carriera era stata segnata da una lunga attività nel mondo dei media, ma anche da numerosi scontri con gli ambienti editoriali e televisivi. Aveva lavorato per radio e giornali, diventando una delle più note e controverse opinioniste croate. La sua scrittura, caratterizzata da ironia, sarcasmo e un linguaggio volutamente diretto, le aveva procurato contemporaneamente una grande popolarità e forti critiche.

Ha lasciato diciassette libri, secondo la sua biografia ufficiale, e una lunga serie di articoli e interventi pubblici. Ma soprattutto ha lasciato una voce difficilmente sostituibile: quella di una donna che per tutta la vita ha scelto di parlare senza chiedere il permesso.

Ora quella voce si è spenta. O, per usare le sue parole, è semplicemente partita “verso la zona senza segnale”.

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