Addio a Matija Dedić. Rese omaggio a Sergio Endrigo

Il rinomato pianista jazz zagabrese si è spento nella capitale all'età di 53 anni. Nel 2023 tenne un concerto indimenticabile alla Comunità degli Italiani di Fiume

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Addio a Matija Dedić. Rese omaggio a Sergio Endrigo
Matija Dedić in concerto a Palazzo Modello nel 2023. Foto Roni Brmalj.

Lutto nel mondo della musica nazionale e internazionale. Si è spento a Zagabria all’età di 53 anni il grande musicista croato Matija Dedić. Uno dei più noti musicisti jazz, Matija è figlio di Arsen Dedić e Gabi Novak. Matija Dedić nacque il 2 marzo 1973 a Zagabria, dove si diplomò presso la Scuola di Musica “Vatroslav Lisinski”. Nato in una famiglia di musicisti, iniziò a dedicarsi alla musica molto presto. Suonò musica classica al pianoforte all’età di cinque anni. Ben presto scoprì il jazz che gli assicurò una visione più creativa e personale della musica. Dopo essersi diplomato nel 1991, si trasferì a Graz, dove si iscrisse all’Accademia di musica jazz. Prese lezioni private con John Taylor di Colonia, Hal Galper, Bill Dobins e Barry Harris. Si laureò nel 1997 nella classe del professor Harald Neuwirth.

Tornò a Zagabria nel 1997 e si guadagnò rapidamente una grande reputazione sulla scena musicale croata. In quegli anni, suonò con la sua band, il Boliers Quartet, con la quale accompagnò grandi musicisti jazz come Benny Golson, Kenny Burrell, Roy Haynes, José Feliciano e l’All Stars Band. Ebbe l’opportunità di esibirsi anche con Tamara Obrovac e il suo quartetto. Alla fine degli anni ’90, Matija Dedić fondò il trio denominato Matija Dedić Trio, che eseguiva le sue opere. La band comprende anche musicisti jazz esperti del quartetto Tamara Obrovac, Žiga Golob (contrabbasso) e Krunoslav Levačić (batteria). Durante la sua ricca carriera ottenne tre Premi Porin. Nel 2004 pubblicò il suo album “Tempera” per la Dallas Records. Registrò dodici composizioni di Gibonni a sua scelta. Sette ne eseguì personalmente, mentre le restanti cinque sono state arrangiate con l’aiuto del suo collaboratore di lunga data, Mladen Baraković (contrabbasso) e Borno Šercar (batterista e percussionista), con cui suonò nel Boilers Quartet. La programmazione è stata curata da Silvio Pasarić.

Collaborò con la CNI
Indimenticabile il suo concerto tenuto nell’aprile del 2023 alla Comunità degli Italiani di Fiume. L’evento fu dedicato al grande cantautore polese Sergio Endrigo. Il concerto di Dedić entrò a far parte del progetto “Emozioni, sentimenti”, promosso nel 2022 dalla Comunità degli Italiani e realizzato con il supporto finanziario dell’Ufficio per le minoranze, della Città di Pola e dell’Unione Italiana allo scopo di far rivivere l’opera di Endrigo e di sottolineare la sua importanza. Nel suo ambito è stato realizzato il CD “Matija Dedić plays Sergio Endrigo” in cui il pianista interpretò una decina di brani del cantautore polese, di cui a Palazzo Modello presentò una selezione.

Matija Dedić fu un musicista dal talento e dalla sensibilità unici, che sapeva interpretare gli emotivi brani di Endrigo con raffinatezza, esponendo la melodia con un tocco delicato e in seguito dando via libera a improvvisazioni di straordinaria inventiva. Suonando la musica di Endrigo, Dedić preferì non lasciarsi andare a improvvisazioni troppo elaborate e “lontane” dalla melodia e dalle armonie del brano interpretato – come fece spesso durante i suoi concerti jazz –, ma dando comunque un tocco di libertà al disegno armonico e ritmico e facendo dei nostalgici brani di Endrigo delle creazioni originali. La canzone “1947”, che Endrigo dedicò alla sua città natale, è stata l’ultimo brano che il padre di Matija, Arsen, leggendario cantautore croato e grande amico di Sergio Endrigo, incise in studio, nel periodo che intercorse tra un’operazione e la sua morte poco tempo dopo.

Nella celeberrima “Io che amo solo te”, sempre proposta a Palazzo Modello nel 2023, Dedić incorporò magistralmente e con gusto lo stile polifonico di Bach, dimostrando in questo modo una grande padronanza dello strumento, che gli permise di giocare e di elaborare con disinvoltura qualsiasi melodia e stile musicale. Con la sua ricercata interpretazione della musica di Endrigo, che suscita negli ascoltatori che conoscono l’opus musicale del cantautore polese un forte senso di nostalgia, Dedić omaggiò degnamente il grande amico di suo padre. La scomparsa di Matija Dedić lascia un vuoto incolmabile sulla scena musicale croata ma anche internazionale.

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