Con profonda tristezza il mondo accademico e culturale di Fiume, della Croazia e della comunità scientifica internazionale ha appreso la notizia della scomparsa della stimata linguista e filologa croata, prof.ssa emerita Diana Stolac, avvenuta nel capoluogo quarnerino il 23 novembre scorso, dopo una breve e grave malattia. La sua figura, centrale nella croatistica e nello studio della lingua croata in prospettiva storica, sociolinguistica e sintattica, lascia un vuoto incolmabile. Formatasi alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Zagabria, dove conseguì laurea, master e dottorato, la prof.ssa Stolac trascorse una prima esperienza a Praga prima di approdare, nel 1982, all’Università di Fiume, città alla quale avrebbe dedicato più di quattro decenni di vita e lavoro. Alla Facoltà di Lettere e Filosofia di Fiume fu assistente, docente, professore associato e infine professore ordinario in ruolo permanente dal 2011. Al Dipartimento di Croatistica ricoprì gli incarichi di direttrice della Cattedra di lingua croata e di preside del Dipartimento, distinguendosi per dedizione, cordialità, chiarezza intellettuale e profondo senso civico. Instancabile e appassionata, progettò e introdusse corsi innovativi sulla storia della lingua croata, sulla sintassi storica e contemporanea, sulla sociolinguistica e sulla grammatologia, formando generazioni di studenti, dottorandi e giovani ricercatori, molti dei quali devono a lei la loro vocazione accademica.
La sua attività non si limitò alle aule di Fiume: collaborò attivamente con numerose istituzioni universitarie del Paese, contribuì alla fondazione e alla guida del Corso di studi post laurea “Storia e dialettologia della lingua croata” e instaurò una proficua collaborazione con l’Istituto per la Lingua croata di Zagabria. La prof.ssa Stolac ha lasciato un patrimonio scientifico vasto e significativo: studi sulla storia della lingua, ricerche di sintassi e sintattico-semantica, lavori di terminologia, manuali specialistici e collaborazioni fondamentali per la lessicografia tecnica.
Tra i suoi contributi più originali e sentiti spicca il volume dedicato alla città che l’ha accolta e alla quale ha dedicato una parte essenziale della sua vita professionale, “Il paesaggio linguistico fiumano”.
Nel 2023, ricordiamo, nell’Aula consiliare di Fiume, fu presentato infatti il volume “Riječki jezični krajolik/Il paesaggio linguistico fiumano/A Linguistic Landscape of Rijeka”, scritto insieme allo studioso australiano Jim Hlavač. Sempre nel 2023 il volume nella traduzione italiana fu presentato anche a Palazzo Modello.
Il libro trilingue, la cui pubblicazione è stata sostenuta dalla Comunità degli Italiani di Fiume, rappresenta un’opera pionieristica nel panorama croato e internazionale. L’opera analizza il “paesaggio linguistico” della città: insegne, targhe, murales, manifesti, pubblicità, epigrafi funerarie – tutte testimonianze che rendono visibile la storia plurilingue, complessa e stratificata di Fiume.
Dalle scritte in croato a quelle in italiano, inglese, ungherese, latino, giapponese e molte altre lingue, il volume restituisce un ritratto urbano vivido e scientificamente rigoroso. Il croato emerge come lingua dominante negli spazi pubblici, ma l’italiano, lingua storica e minoritaria, mantiene una presenza significativa e culturalmente rilevante. Come ricordò la prof.ssa Stolac durante la presentazione, l’idea nacque nel 2015 durante una passeggiata nel centro storico insieme al collega Hlavač: un gesto semplice da cui scaturì un progetto monumentale.
La designazione di Fiume come Capitale europea della Cultura 2020 diede nuova energia all’iniziativa, trasformando le prime osservazioni in un’opera completa, ricca di dati, fotografie e analisi linguistiche. “Desideravo creare un libro da regalare”, disse in quell’occasione la prof.ssa Stolac. Un libro che fosse testimonianza, memoria e affetto. Un libro che raccontasse “ciò che la città è in questo momento”, e che potesse essere sfogliato negli anni a venire per riconoscere, nelle scritte di oggi, la storia di domani.
Oltre all’attività scientifica, la prof.ssa Stolac fu figura di riferimento in seno alla Società croata di linguistica applicata, nel comitato editoriale della rivista “Fluminensia”, nell’organizzazione di convegni internazionali e in numerosi organismi accademici tra cui il Senato dell’Università di Fiume e il Consiglio nazionale per la filologia. Nel 2024 era stata nominata membro del Consiglio per la Lingua croata, organo consultivo del Governo della Repubblica di Croazia: un riconoscimento alla sua competenza. Numerosi i premi che le furono conferiti nel corso della carriera, tra cui la Targa della Facoltà di Lettere e Filosofia di Fiume, il Premio della Città di Zagabria, e il Premio alla carriera della Fondazione dell’Università di Fiume.
Con la scomparsa della prof.ssa Stolac, l’Università di Fiume e l’intera comunità linguistica croata perdono una studiosa di straordinaria intelligenza e un’insegnante amata per generosità, rigore e umanità. Resta però intatto il suo contributo nei libri che continueranno a guidare studiosi e studenti, nelle idee che hanno aperto nuovi percorsi di ricerca e nelle persone che ha formato, ascoltato e accompagnato con una passione luminosa. Ma soprattutto resta il suo amore per Fiume, per la sua storia linguistica, per la sua complessità culturale. Un amore che trova espressione duratura proprio nel “Paesaggio linguistico fiumano”, opera che continuerà a parlare di lei e della città che tanto amò.
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