Abdon Pamich vincitore assoluto del Premio Tanzella 2020

Non si è tenuta quest’anno, causa il coronavirus, la tradizionale cerimonia di premiazione della XVII edizione del concorso letterario

L’olimpionico Abdon Pamich

A causa dell’emergenza da Covid-19, non ha potuto concludersi quest’anno con la consueta cerimonia di premiazione la XVII edizione del Premio letterario nazionale “Gen. Loris Tanzella”, fissata per il 9 ottobre scorso. Istituito dal Comitato provinciale di Verona dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, è stato promosso per divulgare e salvaguardare il patrimonio storico, artistico, linguistico che contraddistingue la cultura delle genti istriane, fiumane e dalmate, evento conclusivo del programma delle celebrazioni del Giorno del Ricordo. La Giuria del Premio – composta da Loredana Gioseffi (presidente),Tullia Manzin, Donatella Stefani Veronesi, Dolores Ribaudo e Guseppe Piro – ha deciso dunque di inviare ai premiati i riconoscimenti assegnati e precedentemente loro comunicati, auspicando che possano presenziare alla prossima edizione del Premio in qualità di graditi ospiti.

 

«Memorie di un marciatore»
Il Premio assoluto è stato assegnato al lavoro “Memorie di un marciatore” di Abdon Pamich. Nella motivazione si rileva che “’Il nostro cuore è rimasto sempre nella Fiume dove siamo nati e non ha mai trovato pace’; con queste toccanti parole l’uomo, l’esule, il campione Abdon Pamich conclude il suo avvincente racconto di una vita in marcia. Una marcia avventurosa, quella iniziata da bambino con il fratello Giovanni verso l’Italia, alla conquista della libertà, nella solitudine e nel doloroso distacco dal loro mondo. La narrazione, in cui i valori educativi dello sport si compenetrano in modo significativo con quelli della vita, scorre fluida, limpida sul filo della memoria di tante sfide, di tante marce vittoriose verso la conquista di traguardi sportivi ineguagliabili, di imprese memorabili come l’Oro Olimpico di Tokio, con i quali il campione Abdon Pamich ha onorato l’Italia tanto quanto l’ha amata come Patria”.

La copertina del libro che ha vinto il Premio assoluto

Premio speciale a Stefano Zecchi
Il Premio speciale della giuria è andato a “L’amore nel fuoco della guerra. Passione e voluttà, tradimenti e congiure nella Zara italiana”, di Stefano Zecchi. L’opera completa la trilogia di romanzi ambientati dall’autore nei capoluoghi della regione istro-dalmata-quarnerina nel devastante contesto storico del secondo conflitto mondiale. Pola, Fiume e Zara diventano scenari d’intrecci narrativi di sentimenti, di storia e di politica in cui si sviluppano trame avvincenti e irrompono colpi di scena che sorprendono il lettore.

Stefano Zecchi ha ottenuto il Premio speciale

Storia, narrativa, poesia…
Nella Sezione Ricerche storiche e Storia dell’arte, il primo premio è andato a “L’arte dell’Adriatico orientale a Roma e nel Lazio dal V secolo ad oggi”, di Eufemia Giuliana Budicin, Maria Grazia Chiappori, Donatella Schürzel e Barbara Vinciguerra, mentre il
secondo a “Memorie dell’Istria Veneziana” di Gianfranco Pontini. Menzioni d’onore a “La Venezia Giulia nel secondo dopoguerra. L’arrivo della Commissione interalleata nei territori dell’Istria (9 marzo – 5 aprile 1946)” di Giuliana Donorà e “Un’iscrizione rovignese: Seixomniai Leuciticai Polates (CIL V, 8184). Lingua e cultura venetica d’Istria” di Matteo Gallo. Menzione d’onore speciale alla memoria a “L’Italia rovesciata. Lettere ai giornali 1984 – 2016” di Tullio Canevari.

Nella Sezione Testimonianze il primo premio è stato assegnato a “Sulle ali della memoria. Gli esuli giuliano-dalmati di Sicilia ricordano” di Maria Cacciola. Menzione d’onore speciale per “Istria addio”. Ricordi e pensieri di un esule istriano” di Bruno Carra, mentre una Menzione d’onore è andata a “Fiume. La casa oltre il confine” di Giuseppina Nacinovich Smaila; Menzione d’onore alla memoria a “Istria terra della mia infanzia” di Mario Demetlica.

Per quanto concerne la Sezione narrativa e Teatro, il primo premio è stato assegnato a “La baia degli Uscocchi” di Pio Baissero; menzione d’onore a “Morire a Marcinelle. Storia di un minatore italiano” di Emanuele Corocher, “In malorsiga ….. anche i Drusi” di Mario Frezza e “Istria 1943 – Joh mene, un grido nel buio” di Gloria Gabrielli; Menzione d’onore alla memoria a Giovanni Rapelli. Nella Sezione poesia la menzione d’onore è andata a “100 frammenti quotidiani su mia madre” di Stella Cernecca.
Nella Sezione Storia e Saggi storici il primo premio è stato assegnato a “La fortezza Signa 1715” di Dan Morel Danilovich e Michele Nardo, mentre il secondo premio è andato al libro “Antonio Grossich (1849 – 1926). L’uomo e l’opera” di Rino Cigui, opera edita dalla CI di Pisino, che vede anche l’apporto (impostazione e preparazione grafica) della casa editrice EDIT.
La menzione d’onore per “Il Giorno del Ricordo 2011 a Modena” è andata a Giampaolo Pani e Luigi Vallini.

Rino Cigui con il libro su Antonio Grossich

Alta qualità di contributi pervenuti
Le opere finora pervenute nelle diverse edizioni del Premio Tanzella sono circa 500 e costituiscono, nella storia della letteratura giuliano-dalmata, un rilevante patrimonio di memorie individuali e storiche, di lingua, arte, musica, teatro e tradizioni.

Quest’edizione del Premio Tanzella, come rilevato dalla giuria, si è notevolmente distinta per la qualità delle opere pervenute, di cui le autrici e gli autori provengono da regioni del sud, del nord e del centro Italia e anche dalla lontanissima Australia. Anche in quest’edizione si è riconfermata una significativa partecipazione di autori che non hanno un legame personale con le terre del confine orientale, ma nel venire a conoscenza delle complesse vicende inerenti alla questione adriatica, sono riusciti a produrre opere anche di grande valore e pregio.

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