A Dignan «sa va bunura a parlà» istrioto

Introduzione creativa alla quattro giorni del Festival dell'istrioto con in primo piano i bambini delle scuole e sezioni italiane dell'Istria centro-meridionale

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A Dignan «sa va bunura a parlà» istrioto
Le pagine del libro di Pimpa con auguri scritti e disegnati

Saranno anche nativi digitali quei quaranta e più bambini che ieri (mercore, 1mo otobre), hanno raggiunto la sede della Casa del giovane di Dignano per giocare a tavolino con le parole e le espressioni delle parlate istriote acquisite dai nonni di casa, tuttavia non se la danno per vinti. Non sono ammaliati dall’uso massiccio dei media e della tecnologia, mentre quasi manco si accorgono di detenere in mano un potere culturale e cognitivo, che permetterà loro un giorno di destreggiarsi meglio in ulteriori codici linguistici. Con la sua 13esima edizione, il Festival dell’istrioto ha dirottato a Dignano, quattro vivaci delegazioni di bimbi – classi dalle prime alle quarte – arrivati dalle elementari di Rovigno (“Bernardo Benussi”), Valle (sezione periferica), Gallesano (sezione periferica della “Martinuzzi” di Pola) e anche della stessa località boumbara, per fare comunità e celebrare un glossario, che non è certo appannaggio di tutti, quanto piuttosto una preziosità da salvaguardare dall’estinzione, altrimenti sarebbe sacrilegio.

È l’ora della merenda: krapfen in distribuzione

Imitando le «ciacole» del nonno
Niente di più bello sentir cantare, recitare ed esclamare parole in quel gergo variopinto e pittoresco attinto dagli avi, anche perché è buona strategia contare sul fatto che i ragazzini sono come spugne: assorbono tutto, anche il bagaglio linguistico che gli organizzatori del Festival vogliono preservare e festeggiare nei quattro giorni di manifestazione. Basterebbe proprio affidarsi ai bambini, che senza fatica hanno ieri riprodotto un’atmosfera di casa tramite spontanea comunicazione, per una chiacchierata corale nelle diverse sfumature degli idiomi dialettali. Nell’Istria centro-meridionale, distano pochi chilometri gli uni dagli altri, ma si riconoscono, mescolano ed attraggono a vicenda, come la gente che li parla e si rende ambasciatrice di autentiche preziosità linguistico-culturali, interprete di usi, costumi, tradizioni, gastronomia, danze, canti, economia nei campi e via narrando.
Merita riassumere un po’ la mattinata del Laboratorio linguistico dalla quale è scaturita la dimostrazione di quanto nelle case delle località che sono stati quartieri generali dell’istrioto arcaico, resiste ancora un legame forte con le radici familiari che permette ai ragazzi di recuperare il senso di appartenenza, di consapevolezza ed anche autostima. Meglio ancora quando alla spontaneità di casa si accompagna l’iniziativa studiata e organizzata con metodica didattica, come questa del laboratorio, che ha visto la presentazione e distribuzione del libro illustrato in istrioto “Pimpa e il topolino Lino”, bellissime attività dialettali, la proiezione della quinta puntata del cartone animato in mix di istrioto “Bibi e l’ovetto indisciplinato”, per poi assegnare in regalo una stupenda e coloratissima “Tombola illustrata in istrioto”. Sono requisiti che per la loro qualità, nulla hanno da invidiare a delle produzioni editoriali e industriali griffate.

Cantare ala pera e ala longa

Tanti auguri a Pimpa
Lo showman della sala è stato l’attore Sandor Slacki, abile intrattenitore di pubblico giovane e meno giovane, mentre le insegnanti hanno supportato le attività coadiuvate da una parte dello staff organizzatore della rassegna, ossia da Debora Moscarda Demarin, Fabiana Lajić, Alessandra Civitico e Miriana Pavletić. Divertente botta e risposta tra Sandor e bimbi (voi de Vale e de Ruvèigno se vegnui a pie? Ma nooo!), poi per tutti un krapfen (Parola istriota? Ma nooo!), anche perché” saco svodo no stà in pìe” e vai alla grande con la creazione di frasi dedicate alla simpatica Pimpa, personaggio dei fumetti, che compie 50 anni, cagnolina celebre, bianca a pois rossi, fatta comparire per la prima volta nel 1975 su “Il Corriere dei piccoli” ad opera di Altman. Volendo dedicare le attività a questa speciale ricorrenza è stata aperta una vera e propria fabbrica di disegni-regalo abbinati a frasi d’augurio istrioto da consegnare alla cagnolina. Dalla fantasia dei bimbi sono saltati fuori palloni, arcobaleni, automobiline e camper, persino aeroplani, ma anche bici, treni, trattori, fiori. Ecco che “mi i ta regalo una riede o una cana per ciapà tanti pisi”. Una grande opera di rilegatura ha prodotto un libro regalo, e, infine, colpo di scena! Pimpa (nei cui panni Erika Forlani), è arrivata a visitare i ragazzini per la sua festa di compleanno e mangiarsi assieme a loro la torta gigante, con cinquanta candeline. Ad aprire il sipario per l’arrivo dell’inaspettata ospite ci ha pensato il topolino Lino (alias mascotte interpretata da Andrea Ferlin), quello del libro illustrato, che andava lamentarsi in istrioto, “perché “no xe piùn formajo…” e tutti hanno continuato a chiacchierare e sbottare parole n vales, in ruvignis, ‘n galisanes e in dignanis.

Immersione nel libricino di Pimpa

Soddisfazione in premio agli organizzatori
Non vi è miglior gratifica all’impegno profuso dalla Comunità degli Italiani di Sissano in collaborazione con la CI “Pino Budicin” di Rovigno, la CI di Valle e la CI “Armando Capolicchio” di Gallesano e al costante contributo finanziario del Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, per tramite di Unione Italiana e Università Popolare di Trieste, della Regione istriana, dell’Ufficio per i diritti dell’uomo e delle minoranze nazionali della Repubblica di Croazia, come pure del Consiglio nazionale per le minoranze della Repubblica di Croazia.

Lino e Pimpa in cima al palcoscenico

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