Design e inclusione: Le Mani d’Oro celebrano i giovani talenti

A Trieste la conferenza e l’apertura della mostra: il tema ha posto al centro il recupero innovativo degli scarti per la produzione di oggetti, con un’attenzione particolare alla sostenibilità e alla funzione sociale del progetto

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Design e inclusione: Le Mani d’Oro celebrano i giovani talenti
Foto Jan D'Alessio

Si è svolta oggi, giovedì 19 febbraio, al Museo Sartorio di Trieste la conferenza di presentazione della quarta edizione di Le Mani d’Oro, il progetto che unisce creatività giovanile, design e inclusione sociale, culminato nella premiazione dei vincitori e nell’apertura della mostra dedicata ai lavori selezionati.

La sala ha accolto studenti, docenti, rappresentanti istituzionali e partner del progetto in un appuntamento che negli anni è cresciuto per partecipazione e ambizione. Le Mani d’Oro nasce come concorso di idee rivolto ai giovani, con l’obiettivo di stimolare la progettazione creativa e il dialogo tra scuole, territorio e realtà produttive. Quest’anno il tema ha posto al centro il recupero innovativo degli scarti per la produzione di oggetti di design, con un’attenzione particolare alla sostenibilità e alla funzione sociale del progetto.

Premiati i migliori

Tra i riconoscimenti assegnati nel corso della giornata, il premio per il design del seme di picche è stato conferito a Martina Maio, il premio per i fiori è andato a Cesare Canto, i cuori a Nicolò Pacor e i quadri a Daniel Bregan. Un ulteriore premio per il riciclo è andato a Rebecca Arrigoni, mentre la giuria ha attribuito due premi speciali a Matilde Trevisan e Sara Pinello. Tra gli interventi, particolare attenzione è stata dedicata al valore educativo del progetto. Nei laboratori creativi scolastici coinvolti, l’esperienza non si è limitata alla produzione di elaborati, ma ha rappresentato un’occasione di confronto tra competenze diverse, dal disegno all’illustrazione, fino alla progettazione tecnica.

Lorena Matic, ideatrice del progetto. Foto Jan D’Alessio

Accessibilità

Il progetto si inserisce inoltre in un più ampio contesto di collaborazione transfrontaliera rafforzando il dialogo culturale nell’area altoadriatica. Nel corso dell’incontro è stato infatti enfatizzato l’elemento transfrontaliero del progetto che ha previsto anche interviste nelle scuole delle minoranze italiane e la realizzazione di un catalogo-documentario, la cui presentazione è prevista per il 13 marzo prossimo a Palazzo Gravisi di Capodistria.

Un’iniziativa che amplia ulteriormente l’orizzonte di Le Mani d’Oro, trasformandolo da concorso a piattaforma culturale stabile. Non è mancato un momento dedicato all’accessibilità. È stata infatti spiegata la modalità di lettura delle carte da gioco in braille ed è stata mostrata una scacchiera con pedoni pensati per chi ha difficoltà alla vista, esperienza che ha permesso di riflettere su come il design possa superare barriere sensoriali e diventare strumento di inclusione concreta. In questa direzione si colloca anche l’interesse manifestato verso musei e spazi culturali sempre più accessibili, tema emerso nell’intervento di Marcolina Bartolin.

La conferenza si è chiusa con un ringraziamento ai partner e ai partecipanti e con l’invito a visitare la mostra, che restituisce l’immagine di una generazione capace di interpretare il design come esercizio formale e come risposta concreta a questioni ambientali e sociali. Il percorso espositivo si articola in due sezioni. Al piano terra trovano spazio i progetti di design e gli oggetti realizzati dai partecipanti, mentre al piano superiore è allestita una mostra dedicata anche alla storia delle carte Modiano, con immagini d’archivio e materiali storici che ricostruiscono l’evoluzione grafica e produttiva del celebre marchio. L’ingresso alla mostra è gratuito e sarà possibile visitarla durante le prossime settimane negli orari di apertura del museo.

Tra memoria e innovazione

A rendere significativa questa quarta edizione è anche la dimensione territoriale del progetto, che si muove lungo un asse adriatico dove le relazioni culturali sono parte della storia quotidiana. La collaborazione tra diversi enti e partner non è stata solo formale e si è bensì tradotta in uno scambio concreto di esperienze, metodi e linguaggi visivi. In un’area segnata da confini che nel tempo hanno diviso e ricucito comunità, iniziative come Le Mani d’Oro assumono un valore che va oltre la dimensione del concorso: diventano spazi di incontro, occasioni di dialogo tra giovani che condividono lo stesso mare e un patrimonio culturale intrecciato. Il lavoro sulle carte da gioco, oggetto popolare per eccellenza, si presta particolarmente a questa lettura. Le carte attraversano generazioni e territori, parlano lingue diverse ma conservano simboli riconoscibili. Ripensarle in chiave contemporanea, accessibile e sostenibile significa intervenire su un elemento della tradizione per proiettarlo nel presente, senza snaturarlo. È in questo equilibrio tra memoria e innovazione che si colloca il senso più profondo del progetto.

L’impressione al termine della presentazione è quella di un progetto ormai maturo, che continua a crescere grazie alla collaborazione tra scuole, istituzioni e realtà produttive del territorio. Le Mani d’Oro si conferma così non solo come concorso creativo, ma come laboratorio permanente di idee, in cui il gioco diventa metafora di possibilità, incontro e trasformazione.

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